Linvasione islamica della Gallia, nota anche come invasione araba o omayyade della Gallia o come guerra franco-araba o franco-omayyade, fu una serie di campagne militari condotte dal califfato omayyade, principalmente tramite i wali di al-Andalus, nel tentativo di espandere in Gallia il proprio territorio. Nonostante all'inizio gli Omayyadi fossero riusciti a prendere rapidamente il controllo della Settimania, le successive incursioni in Aquitania, Borgogna e Provenza non portarono risultati duraturi. A partire dal 736 i Franchi, sotto la guida di Carlo Martello e poi di suo figlio Pipino, avviarono una serie di campagne di riconquista che sottrasse progressivamente agli invasori i territori conquistati. Nel 759, dopo quarant'anni dal loro arrivo, le forze musulmane persero anche la Settimania e si ritirarono in al-Andalus.

Problema storiografico L'invasione islamica della Gallia avvenne nel pieno dei cosiddetti "secoli bui" che precedettero il rinascimento carolingio: un periodo caratterizzato da una scarsissima produzione di documenti scritti. Le prime cronache che ne fanno menzione, ossia gli Annali di Metz, il Chronicon Moissiacense e il Chronicon Anianense, tutt'oggi considerati le principali fonti su ciò che accadde in quegli anni, furono redatti in un periodo compreso tra i 50 e i 70 anni dopo gli eventi che narrano. Ciò significa che per diversi decenni la trasmissione di ciò che avvenne durante il conflitto franco-omayyade fu affidata quasi esclusivamente alla tradizione orale o persino a quella popolare, nella quale eventi e personaggi relativi a questo periodo finirono inevitabilmente per mescolarsi, sovrapporsi e arricchirsi di dettagli spuri. Inoltre molte delle cronache redatte a partire dalla seconda metà del IX secolo furono spesso scritte con intenti propagandistici o celebrativi più che storiografici e in esse molti eventi vennero modificati o il loro ordine alterato al fine di rappresentare specifici personaggi sotto una luce migliore o peggiore a seconda dei casi..

Nonostante le ulteriori indagini storiche e archeologiche portate avanti nel corso degli anni abbiano gettato maggiore luce su alcune delle vicende della guerra, non si è ancora raggiunto un pieno consenso storiografico sull'effettiva estensione e cronologia del conflitto. Per questo motivo ancora oggi diverse fonti forniscono talvolta anni diversi per i medesimi eventi e l'esatta sequenza di essi è spesso riportata in maniera differente a seconda dell'autore.

Contesto storico Espansione islamica Le forze del califfato omayyade, allora in piena fase di espansione, avevano da poco terminato la loro campagna di conquista del Maghreb quando nel Regno dei Visigoti, a seguito della morte del re Witiza nel 710, scoppiò una guerra civile tra Roderico e Agila II per succedere al trono. Approfittando della spaccatura del regno spagnolo, un esercito composto da arabi e berberi attraversò lo stretto di Gibilterra nel 711, secondo alcune fonti su invito dello stesso Agila. Dopo aver sconfitto Roderico nella battaglia del Guadalete, gli invasori iniziarono a conquistare e sottomettere tutte le città del regno e nel giro di pochi anni riuscirono a prendere il controllo dell'intera penisola iberica, che assunse il nome arabo di al-Andalus.

Per sfuggire alla conquista, parte della nobiltà visigota si rifugiò in Settimania, unica regione del regno situata a nord dei Pirenei, ed elesse Ardo come nuovo re, garantendo almeno temporaneamente la sopravvivenza dello stato visigoto.

Frammentazione del regno franco Nel frattempo, al di là dei Pirenei, anche il Regno dei Franchi stava attraversando un periodo di grande instabilità. I re Merovingi non avevano ormai alcun potere effettivo e i vari regni costituenti del dominio franco si comportavano sempre più come entità indipendenti sotto la spinta dei rispettivi maestri di palazzo, emersi prepotentemente dal vuoto di potere monarchico come sovrani de facto delle varie parti del regno.

Sul finire del VII secolo il maestro di palazzo di Austrasia Pipino di Herstal riuscì a riunire nuovamente sotto di sé l'intero regno, tuttavia la sua morte nel dicembre 714 diede inizio a una guerra civile tra le varie fazioni franche per deciderne il successore. Nel 719 emerse vincitore del conflitto Carlo Martello, che riuscì a imporsi come maestro di palazzo dell'intero regno. Tuttavia, nonostante la vittoria nominale, il nuovo maggiordomo avrebbe dovuto combattere ancora a lungo per ricondurre sotto il suo controllo effettivo la totalità dei domini franchi. Le spinte autonomistiche dei vari vassalli del regno infatti non erano state completamente sopite, in particolare quelle dei duchi d'Aquitania,Nel 715 il Oddone I, duca di Aquitania e Guascogna, si era autoproclamato "re d'Aquitania" e tre anni più tardi si era fatto confermare il titolo da re Chilperico II in cambio del proprio sostegno contro Carlo Martello. Al termine del conflitto Oddone riconobbe Carlo come nuovo maestro di palazzo ma né lui né i suoi immediati successori rinunciarono mai formalmente al titolo regale. i quali negli anni successivi, pur avendo formalmente riconosciuto l'autorità del governo centrale, continuarono ad agire in maniera di fatto autonoma e talvolta anche contrapposta rispetto al maestro di palazzo.

Fasi del conflitto Conquista omayyade della Settimania (719-725) Presa di Narbona e assedio di Tolosa

L'invasione dei territori a nord dei Pirenei fu la naturale continuazione della conquista della penisola iberica. la Settimania era infatti l'ultima provincia superstite del regno visigoto e la sua caduta era necessaria ai musulmani per garantire la stabilità delle loro nuove conquiste in Spagna.. Le truppe omayyadi si affacciarono per la prima volta in Gallia, guidate dal wali al-Hurr ibn Abd al-Rahman al-Thaqafi, già nel 717 durante la loro campagna in Catalogna, ma si trattò solo di brevi ricognizioni... Alcune fonti islamiche tarde, come Al-Maqqari, parlano anche di una spedizione tra il 712 e il 714 guidata da Musa ibn Nusayr che si spinse fino alle bocche del Rodano, ma la maggior parte degli storici le ritiene oggi non affidabili..

La vera e propria invasione ebbe inizio sotto il seguente wali al-Samh ibn Malik al-Khawlani (chiamato Zama nelle fonti cristiane), che nel 719 (o secondo altre fonti nel 720). valicò i Pirenei con un ingente esercito e mise sotto assedio la capitale gotica di Narbona che capitolò l'anno seguente, ponendo definitivamente fine al Regno dei Visigoti.. Al termine dell'assedio, stando alle cronache medievali, tutti gli uomini della città furono massacrati mentre donne e bambini furono deportati come schiavi in Spagna.. Il resto della Settimania tuttavia non cadde immediatamente e i nobili visigoti superstiti si arroccarono nelle altre città fortificate della regione o si rifugiarono nella vicina Aquitania.

Grazie al controllo di Narbona e della sua fascia costiera, al-Samh riuscì a far arrivare rapidamente molte altre truppe, che potevano ora raggiungere la Settimania via nave evitando il lungo e tortuoso valico dei passi pirenaici. Una volta ricostruite le fortificazioni di Narbona, che divenne la nuova base operativi delle forze musulmane, Zama diede inizio nella primavera del 721 a una nuova offensiva che devastò le campagne della regione e i suoi monasteri e portò in breve alla sottomissione di tutte le città della Settimania orientale, presso ciascuna delle quali fu lasciata una guarnigione... Zama volse poi il suo esercito verso ovest e puntò alla città di Carcassonne; giunto però sotto le sue possenti mura e resosi conto che la loro conquista avrebbe richiesto un lungo assedio, passò oltre e si diresse verso Tolosa, allora capitale dello stato aquitano. Il duca Oddone, consapevole di essere in netta inferiorità numerica, partì verso nord in cerca di rinforzi mentre la città fu posta sotto assedio dai musulmani. L'assedio proseguì fino al 9 giugno, quando Oddone tornò con numerose truppe raccolte nel resto del suo regno e nelle vicine Neustria e Borgogna e colse di sorpresa la retroguardia nemica. L'esercito musulmano fu quasi completamente annientato e lo stesso al-Samh morì durante lo scontro o pochi giorni dopo di esso per le ferite riportatevi... Tutte le forze saracene superstiti si rifugiarono dietro le mura di Narbona, comprese quelle che occupavano il resto delle città della Settimania, che furono così liberate dal controllo musulmano..

Resa definitiva delle città settimanie e incursione in Borgogna Al defunto Zama successe come wali di al-Andalus Anbasa ibn Suhaym al-Kalbi, detto Ambiza, il quale nel 725 portò nuovamente il suo esercito a nord dei Pirenei per assicurare il definitivo controllo omayyade sulla Settimania. Carcassonne fu posta sotto assedio e si arrese dopo pochi giorni, accettando la sovranità omayyade ed entrando a far parte a tutti gli effetti del dominio musulmano con il nome di Qarqshuna. Dopo la caduta di Carcassonne, le altre città della regione preferirono non opporsi militarmente e arrendersi in cambio di termini sostanzialmente favorevoli: gli occupanti concessero alle élites locali politiche e religiose di mantenere il loro status, si astennero da ulteriori saccheggi e promisero di mantenere in vigore le tradizionali leggi gotiche. Entrarono così sotto il controllo omayyade anche le città di Béziers (Bazyih), Agde (Ajdah), Maguelone (Majlounah) e Nîmes (Nimah) con i loro rispettivi territori. Potendo così contare anche sul supporto, seppur condizionale, della nobiltà visigota, la Settimania fu pienamente incorporata nel califfato omayyade e trasformata in una provincia di al-Andalus con capitale Narbona (Arbûnah)....

Secondo i codici medievali, una volta sottomesse le città settimanie e raggiunte così le rive del Rodano, Ambiza alla testa delle sue truppe avrebbe iniziato a risalire la valle del fiume, saccheggiando diverse località situate lungo il suo corso,. tra cui Lione, presso la quale avrebbe lasciato una guarnigione. Tuttavia la città non sembra aver subito distruzioni né danni di rilievo attribuibili a questo periodo.. L'esercito musulmano avrebbe poi proseguito verso nord seguendo la Saona, razziando e devastando i centri principali della Borgogna per poi dividersi in due colonne: una che puntò verso Autun e l'altra che raggiunse Langres e l'abbazia di Luxeuil... Gli invasori sarebbero stati fermati solo una volta giunti alle porte di Sens, dove sarebbero stati sconfitti da un esercito guidato dall'arcivescovo Ebbone. Di recente, l'effettiva estensione di questa incursione (che alcune fonti postdatano al 731 e attribuiscono quindi ad Abd al-Rahman ibn Abd Allah al-Ghafiqi) e dei vari eventi a essa collegati è stata di messa in dubbio dalla comunità storica; ad oggi diversi storici ritengono molto improbabile che Ambiza si sia spinto più a nord di Avignone, o al massimo di Lione, e che quindi molte delle distruzioni che la tradizione manoscritta successiva attribuisce agli invasori musulmani siano state in realtà causate dal passaggio delle truppe franche di Carlo Martello durante le sue campagne di sottomissione della Borgogna.

Al termine dello stesso anno o all'inizio di quello successivo Ambiza condusse nuovamente il suo esercito verso l'Aquitania con l'obiettivo di portare un nuovo attacco a Tolosa, ma fu sconfitto e ucciso poco più a nord di Carcassonne in una battaglia contro le truppe del duca Oddone I. Secondo alcuni storici si trattò probabilmente solo dell'ultimo di una serie di tentativi di attaccare i territori aquitani, che furono però tutti respinti. Le eventuali truppe saracene rimaste nella valle del Rodano furono espulse entro il 733, quando Carlo Martello intraprese la sua prima campagna per sottomettere l'area.

Rivolta berbera e invasione dell'Aquitania (729-732) Rivolta di Munuza