Le elezioni parlamentari in Australia del 2025 si sono tenute il 3 maggio per il rinnovo del Parlamento federale (Tutti i 150 seggi della Camera dei rappresentanti e 40 seggi su 76 del Senato), l’organo legislativo del paese.
Esse sono state indette leggermente in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per qualche settimana dopo, su volere preannunciato dello stesso Primo ministro uscente Anthony Albanese (poi realizzato concretamente, in seguito ad un colloquio con la Governatrice generale, Sam Mostyn, il 28 marzo), per motivazioni di tipo puramente politico, essendo emerso dai sondaggi un contesto favorevole nei confronti del partito politico al governo.
Le elezioni hanno visto una riconferma, coerente (se non maggiore) con l’andamento dei sondaggi e delle proiezioni elettorali dell’ultimo periodo, del Partito Laburista (ALP) guidato dal Primo ministro uscente che, beneficiando di un forte effetto di rimbalzo favorevole a causa principalmente del timore diffuso sui mutamenti della politica estera e commerciale statunitense sotto la seconda presidenza di Donald Trump (al pari di quanto accaduto in Canada) ma anche per via del favore popolare verso questioni più prettamente interne, ha così potuto superare di gran lunga la maggioranza assoluta, grazie ai 94 seggi ottenuti alla Camera dei rappresentanti (mentre al Senato, detenendo solamente 29 seggi complessivi — di cui comunque 16 vinti a questa tornata elettorale, esso è dovuto necessariamente scendere a dei compromessi).
Tale vittoria, inaspettata per la sua magnitudine, è avvenuta per la maggior parte a discapito dell’altra principale coalizione politica del paese, la Coalizione Liberale-Nazionale (L/NP) guidata da Peter Dutton che, sul lato opposto dell'arco parlamentare, è invece risultata essere, con uno dei peggiori risultati della propria storia, la più impattata da tali mutamenti, peggiorando così già la propria situazione precedente ed attestandosi in tal senso a soli 43 seggi (ma 27 complessivi nella camera alta, di cui 13 vinti a questa tornata elettorale); parimenti infine, eventi altresì rilevanti della tornata elettorale sono stati il crollo dei Verdi Australiani (AG) alla Camera dei rappresentanti, avendo questi visto ridursi, in controtendenza con gli ultimi tempi, la propria rappresentanza politica a solo un seggio (mentre al Senato hanno manifestato una solida vittoria di 6 seggi per un totale complessivo di 11 scranni) ed il buon risultato di varie formazioni minori, ma soprattutto dei candidati indipendenti — c.d. Teals o Crossbencher — che, con 11 seggi (6 al Senato, in aumento di uno), hanno stabilmente riconfermato il loro rilievo politico in Parlamento.
Sistema elettorale
Il sistema elettorale australiano varia in base alla Camera, essendo la Camera dei rappresentanti più rilevante politicamente del Senato, ma sempre seguendo il principio base del Voto di preferenza.
Camera dei Rappresentanti Per l’elezione della Camera dei Rappresentanti, la legge elettorale prevede l’applicazione di un sistema uninominale a ballottaggio istantaneo (anche detto Voto alternativo), noto localmente come “voto preferenziale completo”.
Nello specifico, al momento del voto, gli elettori elencano i candidati in ordine di preferenza nelle schede elettorali, numerandoli. In questo modo, al momento dello spoglio, contate le preferenze, queste vengono ridistribuite finché non venga determinato il candidato eletto per quel collegio, eliminando contestualmente, in ordine di preferenza (dal meno votato al secondo più votato), i candidati non soddisfacenti tali requisiti.
Senato Per l’elezione dei membri del Senato, invece, la legge elettorale prevede l’applicazione di due sistemi, voto singolo trasferibile e allocazione secondo un sistema di rappresentanza proporzionale, all’interno di collegi unici plurinominali di sei membri ciascuno (sottoponendosi solo la metà dei senatori) nel caso degli Stati, e di due membri ciascuno nel caso dei Territori.
Disposizioni generali e peculiarità Tra le varie disposizioni, ne esistono alcune peculiari:
Ad esempio, la registrazione nelle liste elettorali del proprio collegio non è automatica, sebbene obbligatoria per tutti i cittadini australiani maggiorenni. La mancata partecipazione al voto per ragioni "non valide" (eccetto alcune limitate esenzioni), infatti, comporta una sanzione di circa 20A$ (circa 12€).
Inoltre, ulteriore peculiarità è nel processo di conteggio delle schede, che nei fatti avviene, per legge, minimo due volte: una al seggio elettorale e, a partire dal lunedì sera dopo il giorno delle elezioni, nei centri di conteggio.
Sondaggi politici Voto primario
Two-party-preferred vote
Risultati Camera dei rappresentanti
Two-party-preferred vote
Senato
NOTA: Dei 76 seggi componenti il Senato, sono stati esclusi da questa elezione 36 seggi — rappresentati in grigio scuro al centro del grafico di riepilogo — poiché quest’ultimi non sono stati costituzionalmente soggetti ad un rinnovo a questo turno elettorale: difatti, essendo la camera alta sottoposta a rinnovo parziale ogni tre anni, ma avendo i senatori spettanti agli Stati (per un totale di 72 seggi) un mandato di sei anni, solo la metà vi si sottopone, insieme ai senatori dei territori (per un totale di 4 seggi), che invece hanno un mandato di soli tre anni. Pertanto, ad ogni tornata (salvo una c.d. Doppia dissoluzione), sono rinnovati complessivamente solo 40 seggi.
Note Esplicative
Bibliografiche
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2025 Australia