Le Amazzoni () sono un popolo di donne guerriere della mitologia greca.

Etimologia Il nome è di dubbia etimologia. La maggior parte degli autori classici considera la α iniziale un'alfa privativa che rende nullo il successivo nome , versione ionica di , che vuol dire "seno": il risultato sarebbe quindi "senza seno". L'etimologia è riferibile al costume tradizionale attestato dalle fonti mitografiche secondo cui le Amazzoni si mutilavano la mammella destra allo scopo di tendere meglio l'arco. Da tutti gli autori viene messa in evidenza la relazione fra la mutilazione/occultamento degli attributi femminili e il miglioramento delle abilità guerresche reputate qualità chiaramente maschili.

Lo pseudo-Ippocrate riferisceIn (Su arie, acque e luoghi), § 17 . che alle donne dei Sarmati, tradizionalmente identificate o collegate con le Amazzoni, viene bruciata la ghiandola mammaria destra tramite l'applicazione di un disco di rame arroventato. La pratica viene compiuta nella prima infanzia per impedire lo sviluppo del seno e assicurare maggior forza al braccio che tenderà l'arco. Un riferimento ad un costume analogo delle Amazzoni viene attestatoBibliotheca historica II.3. da Diodoro Siculo. Lo storico greco accenna alla mutilazione senza fornire dettagli, ma precisando che il suo scopo è quello di rendere più forti le donne guerriere.

Eustazio di Salonicco, ecclesiastico ed erudito bizantino del XII secolo, nel suo commentario allIliade (Commentari all'Iliade e all'Odissea di Omero), p. 402. cita la pratica della bruciatura del seno nei termini e negli scopi precisati da Ippocrate («ut arcus facilius intendant»), ma riferendola alle Amazzoni del poema omerico. Un riferimento analogo compare anche nellEneideEneide I.493. di Virgilio il quale descrivendo Pentesilea, una delle loro regine, annota come il seno della donna sia compresso strettamente da una fascia d'oro («aurea subnectens exsertae cingula mammae»). invece considerano la Ἀ iniziale come un rafforzativo, e quindi la traduzione sarebbe "grande seno". Questo sarebbe confermato dal fatto che quasi tutte le rappresentazioni di questo popolo mostrano splendide donne con entrambi i seni fiorenti. lo fanno derivare dal caucasico masa, "luna", e quindi si potrebbe tradurre con "sacerdotesse della luna". Un'altra interpretazione fa risalire l'etimologia del nome all'iraniano "ha-mazan", che significa "donna guerriero", discostandosi quindi totalmente dal termine greco e dalla pratica dell'amputazione o della bruciatura del seno. La tesi è avvalorata dalla constatazione che non siano mai state ritrovate antiche sculture o pitture di amazzoni prive di una mammella.

Nella letteratura e mitologia greca Collocazione

Sulla base delle fonti classiche, le Amazzoni vivono nella Scizia, presso la palude MeotideΜαιώτης λίμνη (palus maeotis in latino) era il nome greco arcaico della zona palustre formata dal delta del fiume Don sfociando nel Mar d'Azov (lago Meote per i greci). o in un'area imprecisata delle montagne del Caucaso da cui sarebbero migrate, successivamente, sulla costa centro-settentrionale dell'Anatolia (o viceversa da questa in Scizia).

Eschilo, nella sua tragedia Prometeo incatenatoPrometeo incatenato, opera citata, 723-725., sposa l'origine caucasica e accenna alla migrazione quando fa profetizzare, da Prometeo, la sorte di Io. Alla fanciulla - che è stata trasformata in giovenca e che sta disperatamente fuggendo dal castigo di Era - viene rivelato il fatto che la aspetta un lungo viaggio, alla fine del quale raggiungerà il Bosforo, dove sarà liberata, non prima, però, di aver visitato vari luoghi dell'Asia occidentale tra cui i monti del Caucaso e la palude Meotide dove vivono le Amazzoni.

Le donne guerriere, secondo il titano, migreranno successivamente nell'Anatolia fondando la città di Temiscira presso il fiume TermodonteIl fiume Termodonte (Terme Çayı in turco) scorre nella provincia di Samsun, città turca sulla costa del Mar Nero nell'Anatolia centro-settentrionale. nella regione del Ponto.

Erodoto le collocaStorie, opera citata, IV.110-117., invece, in Scizia presso il fiume TanaiΤάναϊς (Tanais in latino) era il nome greco arcaico del fiume Don oltre al nome di una colonia greca (fondata nel III secolo a.C. L'area fu visitata dai Greci fin dal VII secolo) situata proprio in corrispondenza della foce del fiume. cercando di coniugare, così come già accennava Esiodo, i vari racconti mitologici degli scontri fra gli eroi greci e le Amazzoni di TemisciraNello specifico il racconto di una delle dodici fatiche di Eracle in cui il semidio deve recuperare la cinta di Ippolita, regina delle Amazzoni. con i resoconti etnografici dell'epoca sui Sarmati, una popolazione nomade di etnia iranica, le cui donne combattevano con gli uomini a cavalloL'ipotesi che il racconto erodoteo (e i successivi analoghi riferimenti di altri autori classici) e in generale il mito delle amazzoni avesse una qualche base reale ricevette ampio risalto dalla stampa a seguito della pubblicazione (nel 1997 sulla rivista Archaeology e successivamente in un libro) dei resoconti delle campagne di scavi compiute a Pokrovka in Kazakistan, tra il 1991 e il 1995, sotto la direzione dell'archeologa Jeannine Davis-Kimball dell'Università di Berkeley nell'ambito del Kazakh/American Research Project. Nel corso degli scavi, vennero ritrovate sepolture femminili con corredi funebri contenenti armi e i cui scheletri riportavano segni di ferite da combattimento e deformazioni delle ossa delle gambe coerenti con una vita da cavaliere nomade., vestivano come loro e non si sposavano prima di aver ucciso un nemico in battagliaUn ruolo femminile che contrastava nettamente con quello della donna ellenica tanto da far avanzare l'ipotesi, da parte di , di una interpretazione in chiave simbolica della guerra fra Greci e Amazzoni come di uno scontro fra una società patriarcale e una matriarcale..

Erodoto, contrariamente a Eschilo, fornisce un elaborato racconto della migrazione delle Amazzoni, sconfitte dai Greci, dall'originale sede di Temiscira fino alla palude Meotide ove si sarebbero unite ad un gruppo di giovani uomini Sciti migrando, successivamente, assieme a costoro in una zona imprecisata lungo il corso del fiume Tanai. In quel luogo, i loro figli avrebbero dato origine ad un unico popolo: i Sauromati (Sarmati).

La fusione fra le due popolazioni, avrebbe originato, tra i SarmatiAlcuni autori classici sembrano distinguere fra Sarmati e Sauromati indicando questi ultimi come un sottogruppo dei Sarmati, ma i due termini sono trattati comunemente come sinonimi. Anche un autore di origine sarmate del VI secolo quale lo storico ed ecclesiastico alano-goto Giordane non opera questa distinzione. Nella sua storia dei Goti (che reputava discendenti dei Geti) intitolata De origine actibusque Getarum (Sull'origine e le imprese dei Geti), Giordane afferma che «Sarmati» è semplicemente il nome latino dei «Sauromati» (ibid L.265)., una ginecocrazia ovvero una società matriarcale secondo alcuni autori classici fra cui Plinio il Vecchio«Sauromatae gynaecocratumenoe, Amazonum conubia» (Naturalis historia VI.7.19)..

Strabone, qualche secolo dopo, nella sua GeografiaGeografia, opera citata, XI.5.1 e seguenti., colloca ancora il popolo delle Amazzoni in quell'oriente favoloso per l'uomo greco che comprende Scizia, Persia e India, parimenti abitato da popoli reali e fantastici, specificando, però, che le sue fonti sono in disaccordo indicando due regioni distinte.

Secondo Teofane di Mitilene che avrebbe compiuto, come riferisce Strabone, una spedizione in quei luoghi, le Amazzoni vivrebbero ai confini settentrionali dell'Albania caucasicaCorrispondente all'incirca agli attuali stati del Daghestan e Azerbaigian. in quanto separate dal fiume MermadalisForse corrispondente al fiume Terek in Georgia. Vedi: John Abercromby, An Amazonian Custom in the Caucasus, in Folklore 1891. dalle terre degli Sciti e di altre popolazioni nomadi del CaucasoStrabone cita i Γέλαι (Geli, tribù di cadusi abitanti nella regione costiera del Gilan) e i Λέγαι (Legi), un'altra popolazione nomade della regione..

Secondo altre due fonti di Strabone, gli storici Ipsicrate e Metrodoro di Scepsi, le Amazzoni abiterebbero una valle fra i Monti Cerauni, nell'Armenia, e confinerebbero con i Gargareni, un popolo costituito esclusivamente da uomini con cui le Amazzoni si accoppierebbero per assicurarsi la sopravvivenza.

Usi e costumi Le donne guerriere venivano tradizionalmente governate da due regine, una della pace (politica interna) e una della guerra (politica "estera"). Tra le regine più conosciute si ricordano Talestri, Mirina, Ippolita, Antiope, Melanippe e Pentesilea.

In Geografia XI.5.4-5, Strabone descrive il costume delle Amazzoni di compiere, ogni primavera, una visita nel territorio del popolo vicino dei Gargareni, i quali si offrono ritualmente per accoppiarsi con le donne guerriere affinché possano generare dei figli. L'incontro avviene in segreto, nell'oscurità, perché nessuno dei due amanti possa conoscere l'identità dell'altro. Secondo Plutarco la stagione degli accoppiamenti dura due mesi, ogni anno. Poi le Amazzoni fanno ritorno nei loro territori.Plutarco, Vita di Pompeo, 35.3-4.

La sorte della prole muta a seconda del sesso del nascituro. I maschi, secondo Strabone, vengono rimandati nel luogo d'origine e ogni gargareno adulto adotta un bambino senza sapere se sia o meno suo figlio; le femmine, invece, rimangono con le madri e vengono allevate ed educate secondo i loro costumi e istruite, in particolare, alle tecniche di caccia e di guerra.

In base alle raffigurazioni antiche le Amazzoni combattono di solito a cavallo e più raramente a piedi, usando sia le armi ordinarie dei greci, come l'arco sia alcune armi "barbariche" come l'ascia bipenne e la pelta, lo scudo lunato. Tipiche vesti delle amazzoni nelle raffigurazioni di epoca arcaica sono il berretto frigio e la tunica scita con camicia e pantaloni vivacemente decorati; in epoca classica invece sono raffigurate con indosso un corto chitone greco, con una spalla scoperta, come nella statua dell'Amazzone ferita.

Il combattimento a cavallo è la loro specialità (ancora oggi "amazzone" è sinonimo di "cavallerizza").

Persone ed eventi Le Amazzoni erano considerate tradizionalmente nemiche dei Greci in quanto, in una società patriarcale come quella greca, era inconcepibile l'esistenza di donne sovrane, indipendenti e guerriere. Di conseguenza erano viste come una specie di "mondo alla rovescia" , un popolo barbaro (la parola greca "barbaros" significa "straniero"), che si contrapponeva all'ordine e alla civilizzazione ellenica. Le Amazzoni venivano raffigurate spesso nei fregi dei templi in feroce battaglia contro i Greci, con l'implicito messaggio che andavano sconfitte e sottomesse come i Centauri e i mostri mitici.

Le Amazzoni sono citate frequentemente nella letteratura classica greca. Oltre alle descrizioni etnografiche di autori come Erodoto, Strabone, Diodoro Siculo che cercano di coniugare mito e storiografia, ma senza operare una netta distinzione l'uno dall'altra, vi sono naturalmente quelle più nettamente poetiche e mitologiche. Uno dei riferimenti epici più antichi è sicuramente quello nellIliade in cui sono menzionate due volte.

In Iliade III.188-190, Priamo ricorda di aver combattuto le Amazzoni come alleato di Otreo e Migdone, due sovrani della Frigia (Turchia nord-occidentale). Le Amazzoni, ricorda Priamo, erano «ὰντιάνεραι» (eguali agli uomini, forti come gli uomini), ma non erano numerose come gli Achei.

Priamo cita anche il luogo della battaglia che appare concorde con i riferimenti mitografici alle Amazzoni del Ponto: le rive del fiume Sangario (Σαγγάριος in greco, Sangarius in latino) che è il nome antico del fiume Sakarya nella regione storica della Frigia.