Autore satirico influenzato sia dalla comicità internazionale dei Monty Python e del Saturday Night Live che da quella italiana (in particolare dalla commedia all'italiana e da Raimondo Vianello, Carlo Verdone, La Smorfia e Renzo Arbore), è considerato uno dei maggiori esponenti della comicità contemporanea in Italia. È figlio del giornalista e politico Paolo Guzzanti, fratello delle attrici Sabina e Caterina Guzzanti, pronipote dell'ex ministro Elio Guzzanti e trisnipote del sismologo Corrado Luigi Guzzanti.
Divenuto famoso nel 1992 come comico di punta di Avanzi, da allora ha partecipato a molte trasmissioni di Serena Dandini, come Maddecheaò, Tunnel, Pippo Chennedy Show e L'ottavo nano. Ha poi cominciato a realizzare programmi senza il nutrito gruppo comico tipico delle trasmissioni della Dandini, come Il caso Scafroglia (2002) e le due edizioni di Aniene (2011-2012).
Biografia Gli esordi in teatro e sul piccolo schermo
Dopo avere frequentato il XXXI liceo scientifico "Nomentano" di Roma, dove raccolse una bocciatura al quarto anno, e la facoltà di Filosofia presso l'Università "La Sapienza" di Roma, dando undici esami ma senza conseguire la laurea per via dei crescenti impegni lavorativi, esordì come autore nel 1987 scrivendo lo spettacolo Il tempo restringe per un provino della sorella Sabina (per cui nel 1990 scrisse anche lo spettacolo Mundi bassi). Il buon esito di questo primo approccio segnò l'inizio della carriera artistica di entrambi. Nel 1988 collaborò alla redazione dei testi dei programmi televisivi L'araba fenice di Antonio Ricci (in cui fece le sue prime apparizioni televisive nei videoclip delle canzoni scritte per la sorella), Proffimamente non stop e La TV delle ragazze. L'esordio in qualità di attore teatrale avvenne l'anno successivo, quando ottenne una parte nello spettacolo Il fidanzato di bronzo, prodotto dalla sorella e da David Riondino. Entrato nel gruppo comico di Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini nel 1990, debuttò con un ruolo da protagonista in televisione all'interno della trasmissione Scusate l'interruzione, dove portò in scena il suo primo personaggio, il regista di film horror Rokko Smithersons, oltre alle imitazioni di Vittorio Sgarbi e di Donatella Raffai. Terminata la prima esperienza televisiva, tornò in teatro all'inizio del 1991 come autore e interprete dello spettacolo Sumerycon (ovvero Nutella amara) con Cinzia Leone, Francesca Reggiani e Luis Molteni, in cui il suo personaggio Rokko Smithersons era impegnato a mettere in scena una rilettura di un giallo inglese intitolato Bad Cake (da cui Nutella amara) all'interno delle atmosfere sumeriche (da cui Sumerycon) di cui è appassionato il regista; Edwige Fenech (Cinzia Leone) e Marta Flavi (Francesca Reggiani) sono le attrici scelte da Smithersons per il suo film.
Le prime creazioni satiriche e il successo ad Avanzi
Scritturato da Amurri-Brunetta-Dandini per partecipare alla loro nuova trasmissione Avanzi, la cui prima puntata fu trasmessa il 25 febbraio 1991, Guzzanti si guadagnò in breve tempo la ribalta televisiva nazionale riproponendo il personaggio immaginario di Rokko Smithersons, regista di film dell'orrore. Nei vari sketch, Smithersons raccontava ogni volta il copione della "sua nuova pellicola", che in realtà era lo stravolgimento di un film molto noto, in cui il titolo e la trama erano la parodia dei fatti politici della settimana.
Oltre a Rokko Smithersons, Guzzanti ripropose anche l'imitazione di Vittorio Sgarbi, riproducendone la vistosa spontaneità e volgarità di fronte alle telecamere.
Nella seconda edizione del programma, trasmessa nella stagione 1991/1992, il comico romano presentò un'altra serie di macchiette e parodie, come quella del conduttore Giovanni Minoli, reso come un giornalista alla ricerca continua e spasmodica di fatti di sangue e di eventi tragici, e quella del conduttore del TG5 Enrico Mentana. Durante questa edizione, insieme ad altri comici del gruppo (Masciarelli, Loche e Fassari) diede vita ad un progetto musicale, intitolato Rokko e i suoi fratelli, che portò alla realizzazione prima del 33 giri Avanzi (in collaborazione con Carrie D.) e poi dell'album Sopravvoliamo. In sintonia con l'atmosfera goliardica del programma, anche la canzone che dava il titolo all'album era ironica e il ritornello recitava:
Nel maggio del 1992 Avanzi vinse il Telegatto come trasmissione rivelazione dell'anno. Nel frattempo Guzzanti scrisse e pubblicò Il libro de Kipli, dove raccolse molte delle "perle di saggezza" che dispensava alla fine di ogni puntata di Avanzi.
Sempre nel 1992 partecipò, col personaggio di Rokko Smithersons, al brano di Speaker Dee Mò Questione di stile, rappando un paio di strofe nel suo caratteristico accento romano.
Nel mese di giugno debuttò nel cinema insieme a Stefano Masciarelli con il film Prima le donne e i bambini, per la regia dell'esordiente Martina D'Anna.
Nel mese di settembre, grazie al personaggio di Rokko Smithersons, vinse il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi.
Nell'autunno del 1992 riprese a collaborare alla stesura dei testi della nuova edizione di Avanzi, sempre condotta da Serena Dandini, con la quale instaurò un rapporto di stima professionale e personale, forte a tal punto da creare un sodalizio destinato a durare moltissimi anni. Nel biennio 1992/1993 Guzzanti abbandonò alcune delle sue classiche gag per dedicarsi alle parodie di personalità della politica italiana - uscita malconcia dal caso Tangentopoli e dall'inchiesta Mani Pulite - come Ugo Intini, ex portavoce del PSI, partito pesantemente coinvolto nei vari scandali. Guzzanti presentò anche un personaggio nuovo di zecca, Lorenzo, un liceale ignorante e svogliato, cresciuto a "pane e Videomusic", al quale la Dandini cercava inutilmente di infondere voglia di studiare.
Nel mese di giugno Serena Dandini e Corrado Guzzanti realizzarono un altro programma, Maddecheaò! Come secernere agli esami. Nata come "costola" di Avanzi, la rubrica, nella quale la conduttrice romana, che interpretava il ruolo di insegnante, ironizzava con Lorenzo sull'imminente esame di maturità di quest'ultimo, fu tramutata così in un vero e proprio show, dove i due protagonisti cercavano di esorcizzare le paure e i patemi degli studenti italiani che si apprestavano ad affrontare la delicata prova scolastica.
Nello stesso mese Corrado Guzzanti e la Avanzi Sound Machine, composta, oltre che dallo stesso Guzzanti, da Antonello Fassari, Pierfrancesco Loche e Stefano Masciarelli, partirono per una tournée con uno spettacolo misto tra concerto e intrattenimento comico. Nello spettacolo (che fu registrato per realizzarne un disco, Live) venivano riproposte le hit con cui i comici si erano già esibiti ad Avanzi, ma anche cover di altre canzoni.
La satira politica e il successo a teatro All'inizio del 1994, Guzzanti apparve di nuovo sul grande schermo recitando una piccola parte all'interno del settimo dei dieci episodi di De Generazione, pellicola sperimentale del cinema thriller ed horror. Nello stesso anno fece parte del cast di Tunnel, programma televisivo ideato come sempre dal trio di autrici de La TV delle ragazze/Avanzi Valentina Amurri, Linda Brunetta e Dandini, che si distinse dal precedente per l'alternarsi delle esibizioni dei comici con quelle di protagonisti del panorama musicale italiano e internazionale: infatti, oltre ad artisti come Francesco De Gregori e i Tazenda, furono invitati anche i Sonic Youth e i Nirvana, che proprio a Tunnel fecero la loro ultima apparizione televisiva, a causa del suicidio di Kurt Cobain, frontman della band, avvenuto poche settimane dopo l'esibizione sugli schermi della Rai.
Nello show il comico non si limitò a riproporre i vecchi personaggi (Rokko Smithersons e Lorenzo), ma focalizzò la sua attenzione sullo stato della politica italiana e sull'imminente "discesa in campo" dell'imprenditore italiano Silvio Berlusconi. Corrado Guzzanti prese soprattutto di mira due personaggi chiave della politica e del giornalismo italiani nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica: Ugo Intini, di cui aveva già sperimentato la parodia nelle battute finali di Avanzi, ed Emilio Fede, passato da qualche tempo a Mediaset e divenuto uomo di fiducia di Berlusconi.
Guzzanti interpretò l'ex-collaboratore di Bettino Craxi in diversi sketch, in studio oppure registrati; celebre fu quello in cui il finto Intini tormentava una spaventatissima Francesca Reggiani uscendo di notte e all'improvviso dai luoghi più disparati, come cassonetti della spazzatura, frigoriferi e perfino vasi sanitari, rassicurandola che il periodo di Tangentopoli era terminato e che la politica italiana era cambiata, pronta a tornare più forte di prima. La paura dell'attrice di fronte al politico simboleggiava un timore più grande, quello che dopo gli scandali la vecchia classe politica potesse rimanere la stessa, comportando di fatto il fallimento delle inchieste condotte all'inizio degli anni Novanta per smantellare il sistema generalizzato di corruzione e tangenti creato dalla precedente classe dirigente.
Oltre a quelle già citate, Guzzanti interpretò anche l'imitazione del calciatore Roberto Baggio, in quel periodo protagonista di uno spot per la compagnia petrolifera dell'Ip. Ad esse si aggiungono quelle di Giampiero Mughini e di Umberto Bossi (già imitato ad Avanzi), quest'ultimo dipinto come un personaggio all'apparenza blasfemo e rivoluzionario, ma in realtà schiavo del mezzo televisivo e dei suoi padroni.
Nello stesso anno partecipò nei panni di Lorenzo al videoclip del brano Cellai solo te di Luca Barbarossa e collaborò alle canzoni del film Troppo sole e ai testi e alle canzoni dello spettacolo teatrale Non io, Sabina e le altre, entrambi della sorella Sabina.
Nel 1995 preparò un proprio spettacolo teatrale con Marzocca, intitolato Millenovecentonovantadieci, nel quale, oltre a presentare il suo abituale repertorio, svolse un'indagine sulle manie e i vizi dell'Italia che si preparava ad entrare nel terzo millennio. Lo spettacolo era infatti la storia di un giovane chiamato Giancarlo Santini nato nel 2025 che, grazie alle nuove tecnologie, tornava indietro nel tempo e chiedeva asilo politico perché nel futuro non era rimasto nulla, solo crisi e distruzione. Il giovane era costretto dal poliziotto Cantamaglia (Marco Marzocca) a spiegare i motivi della fuga: un CD-ROM inseribile in un fantasioso drive organico dava l'occasione a Guzzanti per descrivere il futuro desolante dell'Italia trasformandosi nei suoi personaggi, da quelli già noti (Giovanni Minoli, Rokko Smithersons, Emilio Fede, Lorenzo) alle nuove imitazioni (Walter Veltroni, Paolo Liguori, Gianfranco Funari). Lo spettacolo fu portato in scena nei teatri di tutta Italia l'anno successivo fino a metà del 1997. Questo portò Guzzanti a riscrivere alcune battute a seconda degli avvenimenti politici, in particolare a seguito delle elezioni. Dopo il successo del Pippo Chennedy Show, Guzzanti aggiunse alla fine di Millenovecentonovantadieci anche una riproposizione delle battute di Quelo. Dopo un anno di tournée, a giugno del 1997 lo spettacolo venne trasmesso in diretta su Rai 2 dal Palapartenope di Napoli, mentre nella VHS distribuita dalla Cecchi Gori Home Video nel 1998 e nel DVD distribuito dalla BUR senzafiltro nel 2008 è presente la registrazione avvenuta sempre nel 1997 al Teatro del Giglio di Lucca.
Nella stagione 1995/1996 fece il suo esordio in Mediaset da attore comico partecipando a 2 puntate della trasmissione della Gialappa's band Mai dire gol, dove portò in scena il suo cavallo di battaglia Lorenzo ed Emilio Fede, con l'imitazione del quale il comico interveniva in trasmissione mediante collegamenti con lo studio del finto Tg4 per dare notizia di fatti successi mesi se non addirittura anni o secoli prima, sempre accompagnato dall'immancabile Michelino (Marco Marzocca).