La Moldavia o Moldova, ufficialmente Repubblica di Moldavia (), è uno Stato dell'Europa orientale racchiuso tra Romania e Ucraina, senza sbocco sul mare. La capitale è Chișinău.

La popolazione a gennaio 2025 ammonta a circa abitanti. La Repubblica di Moldavia corrisponde grossomodo alla regione storica della Bessarabia mentre corrisponde solo a metà del più ampio territorio della Moldavia storica, l'altra metà della quale si trova in Romania, con un piccolo territorio in Ucraina. La Moldavia fu per molto tempo un principato autonomo, il principato di Moldavia, a lungo tributario dell'Impero ottomano, fino al 1812 quando venne spartita fra russi (la Bessarabia) e austriaci (la Bucovina). Nel febbraio 1918, alla fine della prima guerra mondiale, entrò a far parte del Regno di Romania fino al 1940, quando fu occupata dall'Unione Sovietica nell'ambito del patto Molotov-Ribbentrop. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dalle truppe dell'Asse per poi essere reintegrata nell'URSS e trasformata in una Repubblica Socialista Sovietica. La Bessarabia meridionale, o Bessarabia storica (Budžak), fu assegnata alla RSS Ucraina, facendo perdere alla RSS Moldava lo sbocco sul mare. Alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, la Moldavia dichiarò l'indipendenza il 27 agosto del 1991.

La Moldavia non controlla il territorio secessionista della riva orientale del fiume Dnestr (la Transnistria), che nel settembre 1990, prima della dichiarazione d'indipendenza della Moldavia, ha unilateralmente dichiarato la propria indipendenza come Repubblica Moldava della Transnistria. La Transnistria è al centro di un contenzioso territoriale tra la Moldavia, che ne rivendica la sovranità, e la repubblica separatista che gode del supporto della Russia.

La Moldavia è una repubblica parlamentare, il cui capo di Stato è Maia Sandu, eletta il 15 novembre 2020 e in carica dal 23 dicembre successivo. Dall'indipendenza la Moldavia è ufficialmente uno Stato neutrale. Dal 23 giugno 2022 ha ottenuto lo status di Paese candidato per entrare a far parte dell'Unione europea.

Il 5 dicembre 2013 la Corte costituzionale ha deciso che la Dichiarazione d'indipendenza che proclama lingua ufficiale il rumeno non viola l'articolo 13 della Costituzione che prevedeva il moldavo (termine che di fatto definisce la lingua romena) come lingua ufficiale, ma anzi prevale su di esso. L'attuale versione della Costituzione riporta esplicitamente il rumeno come lingua nazionale.

Storia

La popolazione moldava discende parzialmente dai Daci, i quali entrarono a far parte dell'Impero romano nel 106. Nel secolo e mezzo successivo si fusero con i conquistatori, adottandone la lingua. Dopo l'abbandono dei Romani a partire dal 270 a causa delle costanti pressioni dei Goti, subirono una serie di invasioni da parte di Unni, Avari, Magiari, Bulgari, tataro-mongoli.Victor Spinei (1986). Moldavia in the 11th–14th Centuries. Editura Academiei Republicii Socialiste Româna.

All'inizio del X secolo parte de territorio dell’odierna Moldavia divenne parte della Rus' di Kiev, la quale si stava espandendo verso il Mar Nero. Per più di tre secoli, fino alle invasioni mongole, l'area rimase una terra di confine del regno, abitata principalmente da alcune fra le prime tribù slave orientali come Ulici e Tiverzi e oggetto delle costanti invasioni dei PeceneghiV. Klyuchevsky, The course of the Russian history. v.1: "Myslʹ.1987, . La regione era periodicamente o sotto il governo diretto o sotto la sfera di influenza del Principato di Halyč. Anche Ungheresi e Bulgari transitarono sul territorio.

Dopo la disfatta dei Mongoli nel 1343 la regione fu compresa nel principato di Moldavia, che nel 1392 controllava anche le fortezze di Cetatea Albă e Chilia e aveva stabilito il confine orientale sul fiume Nistro (Nistru in rumeno), sulla cui sponda vennero edificate nel secolo successivo le fortezze di Soroca e Tighina.

Il principato raggiunse la massima fioritura sotto il regno di Ștefan cel Mare (Stefano III il Grande, 1457-1504). Nel 1484 la zona costiera a nord del Danubio venne conquistata dall'Impero ottomano (Budžak o "Bessarabia storica"). Il Principato di Moldavia divenne tributario dell'Impero ottomano già nel 1504, poi vassallo dal 1538.Neagu Djuvara, Între Orient și Occident. Țările române la începutul epocii moderne, Bucharest (2009).

Nel 1775 l'Impero austriaco occupò la parte nord-occidentale (Bucovina) e nel 1812 l'Impero russo occupò la metà orientale del principato (Bessarabia). Nel 1859, con Alexandru Ioan Cuza si unirono la restante parte occidentale del Principato di Moldavia e la Valacchia nel Regno di Romania. Dopo la prima guerra mondiale, Transilvania, Bucovina e Bessarabia (che sfruttando la dissoluzione dell'impero russo si era intanto dichiarata indipendente) furono riunite alla Romania. L'Unione Sovietica non riconobbe mai l'unione con la Romania e reclamò la Bessarabia come propria, creando nel 1924 la repubblica socialista sovietica autonoma moldava (costituita a partire dal territorio della RSS Ucraina).

A seguito del Patto Molotov-Ribbentrop del giugno 1940, l'Armata Rossa entrò in Bessarabia che fu così annessa all'Unione Sovietica come parte della Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia. Parte dell'annessione furono anche la Bucovina settentrionale, il territorio di Herța, e la fascia costiera sino al delta del Danubio, acquisizioni non previste dai protocolli segreti del patto (che parlavano esplicitamente della sola Bessarabia come zona di interesse sovietico). Parte dei territori annessi entrarono sotto la giurisdizione della RSS Ucraina, il resto andò a costituire la Repubblica Socialista Sovietica Moldava unendosi alla preesistente Repubblica Autonoma Moldava.

Nel 1941 la Romania entrò in guerra a fianco delle Potenze dell'Asse, riprendendo così il controllo di Bessarabia, Bucovina e oltre. A partire dal 20 agosto del 1944, sconfitto Ion Antonescu, questi territori furono riconquistati dall'Armata Rossa e nuovamente annessi alla Repubblica Socialista di Moldavia. Con un nuovo trattato di pace e con l'avvento della guerra fredda, l'Unione Sovietica stabilì una base militare sull'Isola dei Serpenti; la Repubblica socialista sovietica moldava fu ristabilita con i confini del 1940 che la privavano dello sbocco sul Mar Nero nell'area corrispondente a Bilhorod-Dnistrovs'kyj (Cetatea Albă). In Moldavia le autorità sovietiche portarono avanti campagne di russificazione, implementando un alfabeto cirillico esclusivo e il concetto che i moldavi fossero un popolo diverso dai romeni, idea che tutt'oggi è al centro di disputa.

A partire dal 1969 si sviluppò a Chișinău un "Fronte Nazionale Patriottico" clandestino, che auspicava la creazione di una "Repubblica Democratica Moldava", separata dall'Unione Sovietica con la recondita aspirazione di un'annessione alla Romania. I tre leader del Fronte (Alexandru Usatiuc-Bulgar, Gheorghe Ghimpu e Valeriu Graur) vennero arrestati nel 1971.

Nel febbraio del 1988 si ebbe a Chișinău una dimostrazione nella quale si chiedeva l'uso ufficiale della lingua moldava in sostituzione del russo, utilizzo che venne sancito il 31 agosto 1989. Nel 1990 si tennero le prime elezioni per il parlamento, elezioni che furono vinte dal "Frontul Popular", il cui leader, Mircea Druc, costituì il primo governo. La repubblica sovietica divenne prima "Repubblica Socialista Sovietica Moldava" e quindi "Repubblica Moldava", divenuta indipendente il 27 agosto del 1991, con i confini stabiliti nel 1940.

L'indipendenza e le conseguenze

Le prime elezioni democratiche per il Parlamento locale si tennero nel febbraio e marzo 1990. Mircea Snegur venne eletto Presidente del Parlamento e Mircea Druc fu nominato Primo ministro. Il 23 giugno 1990, il Parlamento adottò la Dichiarazione di Sovranità della "Repubblica Socialista Sovietica Moldava", che, tra le altre cose, stabiliva la supremazia delle leggi moldave su quelle dell'Unione Sovietica. Dopo il fallimento del tentativo di colpo di Stato sovietico del 1991, la Moldavia dichiarò la propria indipendenza il 27 agosto 1991.

Il 21 dicembre dello stesso anno, la Moldavia, insieme alla maggior parte delle altre repubbliche sovietiche, firmò l'atto costitutivo della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) post-sovietica. La Moldavia ha ricevuto il riconoscimento ufficiale il 25 dicembre. Il 26 dicembre 1991, l'Unione Sovietica cessò ufficialmente di esistere. Dichiarandosi uno Stato neutrale, la Moldavia non aderì al ramo militare della CSI. Tre mesi dopo, il 2 marzo 1992, il Paese ottenne il riconoscimento formale di Stato indipendente presso le Nazioni Unite. Nel 1994, la Moldavia entrò a far parte del Partenariato per la pace della NATO e il 29 giugno 1995 divenne membro del Consiglio d'Europa. Horia C. Matei, "State lumii. Enciclopedie de istorie." Meronia, București, 2006, p. 292-294

La Transnistria separatista

Nella regione a est del fiume Dnestr, la Transnistria, che comprende un'ampia percentuale di slavi orientali prevalentemente russofoni di origine ucraina (28%) e russa (26%) (complessivamente il 54% nel 1989), il 16 agosto 1990 proclamò l'istituzione di una Repubblica socialista sovietica moldava Nistriana indipendente, con capitale Tiraspol. Nell'inverno 1991-1992 si verificarono scontri che degenerarono in una guerra tra le due parti, sostenute da elementi della 14ª Armata della Guardia (facente parte dell'esercito sovietico, divenuto russo), e la polizia moldava. Si trattò di una breve guerra tra le forze moldave e quelle separatiste della Transnistria, con l'intervento militare russo a sostegno della Transnistria. L'intervento bellico si concluse con un cessate il fuoco e l'istituzione di una zona di sicurezza sorvegliata da una forza di pace tripartita composta da personale russo, transnistriano e moldavo. La Transnistria è oggi de facto indipendente dalla Moldavia ma non possiede riconoscimento internazionale, trovandosi quindi in uno stato incerto.

Anche la Gagauzia, territorio nel meridione del paese abitato principalmente dai gagauzi, popolo di stirpe turcica, si era dichiarato indipendente nello stesso periodo della Transnistria, ma stavolta si raggiunse una risoluzione pacifica quando il governo moldavo riconobbe l'autonomia della Gagauzia nella sua nuova costituzione. Il 23 dicembre 1994, il Parlamento moldavo adottò una "Legge sullo status giuridico speciale della Gagauzia" che permise la costituzione dell'ente territoriale autonomo della Gagauzia dal 1995.

Economia di mercato (1992) Il 2 gennaio 1992, la Moldavia introdusse l'economia di mercato, liberalizzando i prezzi, cosa che provocò una rapida inflazione. Dal 1992 al 2001, il Paese subì una grave crisi economica che condusse la maggior parte della popolazione al di sotto della soglia di povertà. Nel 1993, il governo moldavo introdusse una nuova valuta nazionale, il leu moldavo, in sostituzione del cupon moldavo, la valuta temporanea che dal 1992 aveva sostituito a sua volta il rublo sovietico. L'economia moldava iniziò a mutare nel 2001; fino al 2008, il Paese registrò una crescita annuale costante tra il 5% e il 10%. I primi anni 2000 videro anche una notevole crescita dell'emigrazione di moldavi in cerca di lavoro in Russia (soprattutto nella regione di Mosca), Italia, Portogallo, Spagna; le rimesse dei moldavi all'estero rappresentarono quasi il 38% del PIL moldavo, la seconda percentuale più alta al mondo, dopo il Tagikistan (45%).

1994-2009: governo neutrale e governo di sinistra