Dani Karavan è uno dei maggiori esponenti della scultura del Novecento, conosciuto soprattutto per le sue opere Site-specific.

Formazione Figlio di Abraham e Zehava Karavan, entrambi pionieri emigrati in Israele nel 1920. Il padre fu il capo architetto paesaggista di Tel Aviv dall'inizio anni '40 alla fine dei '60. Inizia a studiare pittura a 14 anni nello studio Streichman-Steimazky continuando con Marcel Janco nel '46 e con Mordechai Ardon all'Accademia di Arte e Design Bezalel di Gerusalemme nel '49. L'anno successivo studia scenografia con Emmanuel Luftglass al Givat Haviva e con Paul Levi alla Theatre School del Cameri Theatre di Tel Aviv. Tra il '56 e il '57 studia la tecnica dell'affresco all'Accademia di belle arti di Firenze, disegno all'Accademia della Grande Chaumière di Parigi e mosaico all'Accademia di belle arti di Ravenna. Fonda nel 1948 il kibbutz Harel, nel quale fu anche pittore e nel quale visse sino al '55, e nel 1964 la Batsheva Dance Company.

Era sposato con Hava con la quale ha avuto Noa, Tamar e Yael..

Così l'artista ha ricordato la sua infanzia:

Poetica «I valori di comunitarismo, multiculturalismo e internazionalismo» e pacifismo coi quali è stato cresciuto, lo hanno accompagnato nella sua successiva ricerca artistica, «fatta di meditazione tra natura ed artificio, componendo e giustapponendo archetipe forme e forze in spazi di confronto e meditazione».

I lavori Oltre a realizzare illustrazioni per numerose pubblicazioni sin da inizio anni Quaranta, dagli anni Settanta progetta svariate scenografie per il teatro, la danza e l'opera, collaborando con diverse compagnie in patria, Europa ed America e realizzando intanto le prime opere plastiche.

Site-specific

Nel suo lavoro di "artista ambientale" tenta di comprendere i luoghi in cui deve operare e il loro potenziale comunicativo. Numerose sono state le commissioni in tutto il mondo tra cui Israele, Francia, Germania, Stati Uniti, Corea, Taiwan e Giappone. La sua prima scultura site-specific è stata il Monumento al Negev (1963-1968) a Be'er Sheva in Israele, innalzato per ricordare i caduti della 12ª Brigata "Negev" nel 1948 per difendere Israele durante la guerra arabo-israeliana e divenuto punto di riferimento nell'arte ambientale.

Rimasto molto legato alla Toscana dopo gli studi giovanili, vi torna svariate volte: nel '78 realizzò Due ambienti per la pace (Forte Belvedere) e a fine anni Novanta, una serie di esposizioni tra Firenze, Prato, Pistoia e Celle.

Esposizioni Numerose sono state le sue esposizioni sia personali che collettive tra cui: 1976 - Biennale di Venezia 1977 - Documenta 6 1977 - X Quadriennale nazionale d'arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, 09/06-10/07 1983 - collettiva Il passato e la presenza, Centro Culturale "L. Russo", Pietrasanta 1985 - Biennale di San Paolo, Brasile 1987 - Documenta 8 1998 - IX Biennale Internazionale di Scultura, Carrara Biennale del Bronzetto e della Piccola Scultura, Padova 2001 - XLIX Esposizione internazionale d'arte di Venezia 2018 - Il giardino che non c'è, Ferrara, Meis, 30/10/2018-10/02/2019

Retrospettive 2008 - Museo d’Arte di Tel Aviv poi ospitata nel Martin-Gropius-Bau di Berlino.

Opere Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni museali a livello mondiale: Israele (Museo di Tel Aviv, Museo d'Israele, Museo sulla cucitura, Museo di Tel Hai, Museo di Be'er Sheba); Italia (Galleria degli Uffizi, Museo d'arte Carrara), Francia (Centro Georges Pompidou, Pavillon de l'Arsenal e Museo d'arte moderna a Parigi, Musée d'art moderne de la Ville de Céret, Sede centrale dell'UNESCO); Germania (Museo nazionale germanico a Norimberga, Museo Ludwig a Colonia, Martin-Gropius-Bau e Neue Nationalgalerie a Berlino); Giappone (Museo d'arte Miyagi a Sendai, Museo d'arte di Nagasaki, Parco delle sculture all'aperto di Sapporo, Museo all'aperto di Kirishima a Kagoshima, Museo d'arte Kitakiushu, Spazio espositivo Sagacho e Museo d'arte Setagaya a Tokyo) e altri in Spagna, Portogallo, Belgio, Svizzera, Danimarca, Taiwan, Corea del Sud ed altri.

Monumenti e sculture Pregate per la pace di Gerusalemme, 1965-1966, bassorilievo in pietra, Gerusalemme, Knesse, Sala delle assemblee Monumento in memoria dell'Olocausto, 1971, Rehovot, Istituto Weitzmann White Square, 1977-1988, Tel Aviv Axe Majeur, 1980, Cergy Pontoise, Francia Pannello decorativo, 1980, altorilievo in pietra, Israel Diamond Exchange, Ramat Gan ISR Piazza, 1981, bozzetto, altorilievo in alluminio, Pietrasanta, Museo dei Bozzetti "Pierluigi Gherardi" Passages - Omaggio a Walter Benjamin, 1990-1994, Port Bou, Spagna Strasse der Menschenrechte, 1993, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga Garden of memories, 1996-99, Duisburg, Germania Murou Art Forest, 1998-2006, Murou, Giappone Memoriale alle vittime Sinti e Rom del nazionalsocialismo, 1999-2012, Berlino Adamo ed Eva, 2002, olivo e foglie d'oro, Giardino di Daniel Spoerri Square of Culture, 2005-2012, Tel Aviv Way of peace, lungo il confine tra Israele ed Egitto La cerimonia del Tè, Fattoria di Celle, Collezione Giuliano Gori Il giardino che non c'è (in previsione a Ferrara) Senza titolo, 1992, Parco Juan Carlos I

Pittura Autoritratto, 1956, tempera d’uovo e olio su tela, Galleria degli UffiziGiovanna Giusti (a cura di), Gli Uffizi. Autoritratti del Novecento, Firenze, 2013, p. 10.

Galleria d'immagini

Onorificenze e Premi Anch'essi numerosi, tra cui: 1977 - Premio Israele per la scultura 1987 - Premio di Architettura in Marmo dell'Europa Occidentale, Carrara, Italia 1992 - Medaglia d'argento per le arti plastiche dell'Accademia francese di architettura 1996 - Anello Kaiser di Goslar per le arti visive 1996 - primo Artista della pace dell'Unesco 1998 - Praemium Imperiale - Premio Nobel per le arti, Giappone 1998 - Marble Architectural Award 1999 - Medaglia Goethe 2005 - Premio Michelangelo, Carrara 2010 - La Orden del Mérito Civil, Spagna 2014 - Cavaliere della Legion d'onore

Dottore Honoris Causa in Filosofia all'Università Ebraica di Gerusalemme, all'Università Ben-Gourion e Università di Haifa (Israele).

Note

Bibliografia Catalogo della mostra

Cataloghi di mostre Dani Karavan. Israel/Biennale di Venezia '76, Bologna, 1976. Dani Karavan. Due ambienti per la pace, Firenze, Forte di Belvedere. Prato, Castello dell'Imperatore, Firenze, 1978. Dani Karavan. Dialog, Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Duisburg, Wilhelm Lehmbruch-Museum, Düsseldorf-Duisburg, 1989. Dani Karavan. Retrospektive, a cura di Fritz Jacobi, Mordechai Omer e Jule Reuter, Martin-Gropius-Bau, Berlin, Wasmuth Verlag, 14/03-1º/06/2008.

Documentari e video 2021 - High Maintenance, regia di Barak Heymann presentato all'Ischia Film Festival. Giuliano Gori - Dani Karavan: dialoghi sull'arte e l'amicizia, di Massimo Luconi.

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