Biografia Nato in Sardegna, a Orotelli, Lussorio Bosu entrò giovanissimo nella Polizia di Stato come Guardia Ausiliaria. Prestava servizio presso il Commissariato di San Lorenzo, a Roma, durante l’occupazione nazifascista. Il 4 giugno 1944, giorno della liberazione di Roma, Bosu fu ucciso in circostanze legate agli scontri con le forze tedesche e italiane fedeli al regime in ritirata. In servizio di pattuglia insieme al collega Francesco Rezza, venne catturato dagli uomini del Battaglione Autonomo Paracadutisti NemboIl III e il XII Battaglione Nembo rimasero fedeli al governo fascista e confluirono nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana dell'RSI.; poiché questi ultimi avevano notato al bavero dei poliziotti le stellette del Regio Esercito al posto dei "fasci" o dei "gladi" dell'esercito nazionale repubblicano, i due furono portati nell'Istituto di Botanica dell'Università di Roma, che i fascisti avevano trasformato nel loro centro di comando. Lì i due agenti di Pubblica Sicurezza furono torturati e poi fucilati.
Memoria Il suo nome è inserito nel Sacrario Virtuale della Polizia di Stato, che commemora gli agenti caduti in servizio. In ricordo del sacrificio degli agenti ausiliari Bosu e Rezza è stata apposta una lapide all'interno dell'Istituto di Botanica dell'Università di Roma.
Note
Bibliografia Fecero la scelta giusta - I poliziotti che si opposero al nazifascismo, a cura di Raffaele Camposano, Ufficio Storico della Polizia di Stato, Ministro dell'interno, 2025
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