San Sebastiano è un dipinto a olio su tela realizzato dal Guercino nel 1641 e conservato al Museo Puškin delle belle arti di Mosca.
Storia Il quadro fu commissionato dal bolognese Niccolò Lemmi, che lo ricevette nel 1642. Nel Libro dei conti tenuto da Paolo Antonio Barbieri, fratello minore del Guercino, si riporta, in data 6 gennaio 1642, che "si è ricevuto" da Lemmi 53 ducatoni (portando quindi a 71½ scudi il pagamento totale) «per il Quadro del San Sebastiano mezza figura». La notizia è riportata anche da Carlo Cesare Malvasia che, nel secondo volume della Felsina pittrice, annovera nella produzione artistica del 1642 un «s. Sebastiano» che Guercino realizzò per il «Sig. Dottore Nicolò Lemmi Bolognese.» Le stime dei quadri appartenuti al dottor Lemmi e al figlio Francesco furono pubblicate da Michelangelo Gualandi nel 1840. Un solo quadro portava il nome del pittore: Alessandro Tiarini, ma il Gualandi segnalò che un quadro (S. Sebastiano mezza figura) era quasi sicuramente del Guercino e si meravigliò della stima estremamente bassa.
Sul retro del dipinto è incollata la versione stampata di un sonetto di Luigi Manzini, pubblicato a Bologna proprio nel 1642 per celebrare il «quadro mirabilissimo di San Sebastiano Martire»:
Il San Sebastiano fu visto in casa dell'abate Cesare Taruffi, sia da Marcello Oretti, che da Jacopo Alessandro Calvi, che, fra l'alto annota:«Questo S. Sebastiano non è più in casa Taruffi, ma per vendita fattone trovasi di presente in Parigi.» Era stato infatti acquistato da Ferdinando Marescalchi che, dopo averne fatto realizzare un disegno a lapis da Francesco Rosaspina, lo donò a Giuseppina di Beauharnais.
Tra il 1811 e il 1815 il dipinto è menzionato in due inventari del Castello di Malmaison. Dopo la morte dell'imperatrice Giuseppina, fu ereditato dalla figlia Ortensia, che nel 1829 vendette la collezione a Nicola I di Russia.Giunta nell'Impero Russo, la tela fu esposta all'Ermitage fino al 1862, quando fu spostata nel Museo Rumjancev. Infine, nel 1924, il San Sebastiano lasciò San Pietroburgo e fu sistemato al Museo Puškin di Mosca.
Recentemente è stata individuata un’ulteriore versione del San Sebastiano, oggi in collezione privata, di dimensioni leggermente diverse (117 × 90 cm), esposta per la prima volta nella mostra Guercino. Il mestiere del pittore, a cura di Annamaria Bava e Gelsomina Spione (Torino, Musei Reali, Sale Chiablese, 23 marzo – 28 luglio 2024).
Il dipinto, per l'alta qualità pittorica e per la presenza di pentimenti, è ritenuto autografo autonomamente da Daniele Benati e Massimo Pulini, mentre indagini diagnostiche condotte nel 2022 hanno evidenziato la presenza del disegno preparatorio, dei pentimenti e dell’impiego di blu di lapislazzuli.
Il successo iconografico del soggetto è attestato anche dalla presenza di numerose repliche. Sir Denis Mahon segnala l’esistenza di due copie del dipinto, una in collezione privata in Irlanda e un’altra transitata sul mercato antiquario londinese.
Tra le altre repliche note si annovera un esemplare già in collezione Vjazemskij a Mosca. Un ulteriore San Sebastiano è documentato nel Libro dei conti del Guercino: alla data del 3 ottobre 1654 è registrato il pagamento di 153 scudi da parte del nobile veneziano Giovan Donato Correggio per un dipinto acquistato assieme a una Sofonisba. I due dipinti sono ricordati anche da Malvasia sotto l’anno 1654: «Un S. Sebastiano e una Sofonisba per l’Eccell. Correggio Veneziano». Un ulteriore pagamento per un San Sebastiano, associato a una Santa Maria Maddalena, è registrato alla data del 14 gennaio 1660, con acquirente Guido Panessi. Questo pagamento trova riscontro anche nella Felsina Pittrice.
Il San Sebastiano oggi al Museo de Arte de Ponce è attestato nella collezione almeno dal 1965, quando fu incluso nel catalogo del museo a cura di Held, che lo data intorno al 1640. L’identificazione dell’opera con uno dei dipinti documentati nei conti rimane tuttavia incerta: Salerno ha proposto di riconoscerla nel San Sebastiano pagato nel 1660 da Panessi, mentre Stone ha ritenuto più plausibile il collegamento con quello del 1654 commissionato da Correggio Veneziano. La datazione proposta dal museo si colloca, quindi, in anticipo rispetto ai dati documentari.
Descrizione e stile Il dipinto mostra san Sebastiano legato a un tronco, raffigurato a mezza figura con il busto nudo leggermente ruotato. Il volto è rivolto verso l’alto in un’espressione di sofferta concentrazione. Una freccia gli attraversa il costato e un sottile rivolo di sangue scende sul torace. La luce laterale mette in evidenza l’anatomia del santo, mentre un telo avvolto ai fianchi introduce un elemento di equilibrio compositivo. Sullo sfondo compaiono un paesaggio urbano fortificato e un cielo nuvoloso, che accentuano il tono drammatico della scena.
Jacopo Alessandro Calvi, quando menzione la tela a casa dell'abate Cesare Taruffi, lo descrive entusiasticamente: «questo è d'un impasto, e d'un colorito così morbido e soave, che fa vedere che fin d'allora il centese Artefice studiava moderare in parte, e secondo l'opportunità quella fierezza di macchia tanto altrui gradita, e che ciò era sua elezione, e non decadimento, o mancanza di vigore e di foco.»
Questo dipinto è inevitabilmente accostato ai soggetti analoghi di Guido Reni, il quale morì un anno dopo il completamento dell’opera e potrebbe dunque non averla mai vista. Il San Sebastiano del pittore centese è certamente meno astratto rispetto a qualsiasi versione reniana dello stesso tema. Al tempo stesso, se lo si confronta con i precedenti di Guercino, emerge una nuova eleganza e una perfezione nella resa del dorso del santo, qualità che non si erano mai manifestate prima.
Ugualmente curata è la caratterizzazione psicologica del giovane santo, in cui si riconosce il superamento dell’ideale rinascimentale a favore di un equilibrio tra intensità spirituale — suggerita dallo sguardo estatico e velato di lacrime — e una bellezza di tipo classico, messa in risalto dalla morbida modellazione chiaroscurale. Sir Denis Mahon segnala l’esistenza di due copie del dipinto: una in collezione privata in Irlanda e un’altra transitata sul mercato antiquario londinese. Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su san Sebastiano Categoria:Dipinti nel Museo Puškin