Biografia Nasce da Olviera Barontini (1921-1977) e da Canzio Gori (1912-1989). Sposa nel 1978 Franco Sami e nel 1984 nasce il figlio Giovanni. Frequenta l’università di Bologna e si laurea nel 1977 con una tesi sulla Poetica di Federico Barrocci seguita da Luciano Anceschi, e pubblicata negli Atti dell'Accademia Clementina di Bologna. Consegue successivamente il diploma alla Scuola di Perfezionamento in Storia dell’arte a Bologna nel 1980. Nel 1985 vince la cattedra di insegnamento in storia dell’arte al Liceo Classico Vincenzo Monti a Cesena. Muore a Forlimpopoli in un incidente stradale mentre si dirige verso la sua scuola.
Docenza Ha come maestri Luciano Anceschi, professore di estetica con cui si laureò, e alla scuola di specializzazione in storia dell’arte il professore Carlo Volpe e la professoressa Anna Maria Matteucci, con la quale resta in contatto e collabora fino alla fine come correlatrice di tesi e con ricerche condotte assieme sui teatri e le strutture pubbliche dell’800, e le grandi architetture dei palazzi nobili di Bologna e Forlì.
Dal 1986 al 1996 svolge il ruolo di docente anche presso l'Università degli Adulti, diretta da Pietro Castagnoli nelle sedi di Cesena e Forlì.
Idea itinerari e laboratori per l’iniziativa Via Emilia e dintorni: percorsi nella storia, promossa da Cultura e Progetto soc. coop di Forlì, in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena e diverse amministrazioni, al fine di far conoscere agli studenti di ogni ordine e grado la storia della propria città e del proprio paese.
Fra le associazioni per la tutela del patrimonio storico artistico paesaggistico collabora con Italia Nostra, schedando tutta la sua biblioteca di Forlì e, al termine degli studi universitari, inizia una collaborazione con la Soprintendenza dei beni artistici e culturali per le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, schedando diversi monumenti e chiese di questi territori.
Metodo didattico Il suo metodo didattico si caratterizza per l’utilizzo del territorio come estensione dell’aula, promuovendo la partecipazione attiva di tutti gli studenti e l’apprendimento attraverso il linguaggio figurativo e l’arte. Il suo approccio, orientato alla costruzione collettiva di conoscenze è sostenuto da un intenso supporto personale agli studenti, quindi particolarmente apprezzato anche da chi ha successivamente intrapreso studi storico-artistici.
La sua programmazione di argomenti, impostata per nuclei tematici secondo un ordine cronologico, prevede un’attenta contestualizzazione storico-culturale. Questi argomenti vengono poi ricondotti al territorio e confrontati in classe. Fa uso, oltre al libro di testo, anche di diapositive e di un televisore con schermo interattivo per la riproduzione del videocorso di “Storia dell’arte italiana per immagini” di ArganStoria dell'arte italiana per immagini [Videoregistrazione] / Giulio Carlo Argan; sceneggiatura e regia Marino Nicora Hribar. - Italia : RCS Editori, c1989. - 10 videocassette [VHS] (ca 30') : color., son.
Nel corso dell’anno scolastico 1987-1988, su autorizzazione del preside Pietro Castagnoli, fu avviata la minisperimentazione "Brocca", che integrava la storia dell’arte nel curricolo quinquennale al fine di favorire una conoscenza diretta del patrimonio storico-artistico locale e di promuovere uscite didattiche volte al contatto con il "museo diffuso". Durante questo periodo furono realizzati due progetti didattici nel primo progetto gli studenti analizzarono lo sviluppo urbano di Cesena recensendo chiese, castelli, pale d’altare e miniature, con l’obiettivo di acquisire competenze volte alla tutela del patrimonio locale In scrive: “è infatti un dovere primario della scuola riconsiderare il patrimonio architettonico e figurativo dei musei e dei monumenti del proprio luogo di partenza […] per cercare di salvaguardarlo dalle minacce quotidiane”; nel secondo progetto, in collaborazione con il Liceo Scientifico, venne adottato un metodo integrato di lettura dell’opera d’arte che prevedeva, a partire dall’analisi storica e composizionale dei dipinti della Pinacoteca comunale, una fase seminariale di confronto metodologico artistico e architettonicoScrive in : «la finalità è far acquisire agli studenti strumenti culturali e abilità operative idonei a metterli in grado di accostarsi ad opere d’arte di varie epoche […] cogliendone appieno la ricchezza comunicativa».
Attività divulgative Le sue attività didattiche si ampliano con il progetto "Ulisse: alla scoperta della mia città", promosso dall’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica istruzione del Comune di Cesena che la porta all’organizzazione di due esposizioni inaugurate nel dicembre 2006: una a San Biagio di Cesena, che documentava un reportage fotografico sulla città realizzato dagli alunni con il supporto di una fotografa professionista, e l’altra, tenutasi presso il Teatro "A. Bonci", che comprende pannelli didattici sulla storia del teatro e bacheche con materiali fotografici e immagini di personalità dell'arte selezionati dagli studenti e tratti dall'archivio storico del Teatro stesso, dando origine a una mostra permanente ed una pubblicazione Il Teatro Comunale "Alessandro Bonci". Centosessant’anni di storia (a cura di F. Pollini, 2008)..
Segue il progetto Apprendisti Ciceroni, svoltosi nella primavera del 2000 dove i suoi studenti accompagnano i visitatori attraverso biblioteche, chiese, palazzi, sagrestie e il Teatro comunale, illustrando le caratteristiche artistico storiche dei vari edifici. La docente coordina il progetto individuando le classi e predisponendo il materiale didattico per l’approfondimento della storia, della struttura e delle decorazioni dei beni culturali, nonché delle figure che vi hanno contribuito.
Parallelamente, la diffusa attività divulgativa della ricercatrice si manifesta attraverso numerosi interventi in convegni, visite guidate e corsi di aggiornamento per insegnanti.
Attività di ricerca Tra il 1978 e il 2006, la sua attività di ricerca si è integrata con i suoi studi e numerose pubblicazioni, concentrandosi su architettura, decorazione plastica e pittorica, con particolare attenzione al Settecento e all’Ottocento. Sviluppa inoltre studi sulle espressioni artistiche che spaziano dal Barocco al Neoclassicismo e su aspetti di scultura, pittura e architettura rinascimentale. La sua ricerca si caratterizza per l’uso di prospettive inusuali, reinterpretando la storia e la forma di luoghi ed edifici trasformati o perduti e il recupero di artisti minori piuttosto che concentrarsi sul figure molto note utilizzando fonti già pubblicate.
Il suo metodo si basa su una rigorosa ricostruzione storica, una visione critica dei fenomeni artistici e un’attenta consultazione di fonti d’archivio, fotografie e dati storici, unita a un perfezionismo che la porta a continue revisioni testuali e di scelta delle immagini. Un ambiente di lavoro personale, definito “stanza tutta per sé” in riferimento a Virginia Woolf, costituisce il fulcro della sua attività creativa, nella quale dedica molte ore, spesso fino a tarda notte.
Conduce studi innovativi sul patrimonio artistico e architettonico di Cesena, che hanno avuto una risonanza a livello nazionale. In particolare, la sua approfondita analisi della chiesa di Santa Cristina, progettata da Giuseppe Valadier, e lo studio sistematico di ville, palazzi e del Teatro comunale hanno contribuito a recuperare e valorizzare autori e opere finora trascurate. Il volume Decorazioni a Cesena: dal Barocco all’EclettismoDecorazioni a Cesena: dal Barocco all’Eclettismo, prefazione di A. M. Matteucci, fotografie di G. Liverani, Milano, Amilcare Pizzi, 1991, incentrato su figure come Leandro Marconi, ha ampliato il panorama della ricerca storico-artistica, fornendo un modello metodologico esemplare basato su rigorose fonti d’archivio e documentazione dettagliata. Questi lavori eleva la conoscenza del patrimonio urbano cesenate, costituendo un punto di riferimento per studi e iniziative a livello nazionale.Il suo metodo è costituito dal recupero di dati storici, dall'analisi critica condotta attraverso una visione dei fenomeni artistici indagati e dalla sua sensibilità
Scrive importanti contributi sull’architettura e la decorazione in Romagna che confluiscono in testi a stampa o in prestigiose riviste localiCome ad esempio “Romagna arte e storia” (12 articoli dal 1981 al 2006), “Studi Romagnoli” (7 articoli dal 1984 al 2004) e “Forlimpopoli. Documenti e studi” (10 articoli dal 1992 e il 2005).. I beni della salute In collaborazione con Ulisse Tramonti, docente di storia dell'architettura presso l'Università di Firenze, scrive l'opera I Beni della salute, un’indagine sulla storia artistica, architettonica e urbanistica degli ospedali di Forlì dal Settecento a oggi, affiancata da una mostra a Palazzo Albertini a Forlì ove sono state esposte opere di grande valore poco conosciute e da un convegno. Segue inoltre un progetto di valorizzazione culturale nel nuovo ospedale di Forlì, trasformando spazi di attesa in aree espositive per opere d’arte contemporanea per "consolidare l’idea di un ospedale visto come parte integrante della città e sostenere il principio che attraverso la salvaguardia del patrimonio artistico la presa in carico del paziente viene considerata nella totalità della persona".
Uso della fotografia Attribuisce alla fotografia un ruolo fondamentale nel processo conoscitivo, collaborando attivamente con il fotografo per la scelta delle inquadrature e la supervisione della resa finale. In un contributo elaborato con Biagio Dradi Maraldi si sottolinea come l’osservazione attenta delle immagini possa rivelare aspetti meno evidenti della città, supportando l’indagine storica e la tutela del patrimonio ambientale e architettonico.
Favorita dalla presenza della sua scuola nello stesso complesso della Biblioteca Malatestiana, ha potuto consultare ampiamente i suoi archivi e le sue collezioni. Ha frequentato anche biblioteche di Firenze, Trieste, Pola.
Significativa di questa sua attenzione alla fotografia è lo studio monografico interamente dedicato a un protagonista della pittura forlivese: Pompeo Randi. Il volume è caratterizzato da rigore metodologico e dalla descrizione di numerose opere inedite.
Nel Soroptimist È stata socia del Club di Forlì dal 1994 al 2006 ricoprendo la carica di consigliera e per il club ha curato nel 2002 il volume Passeggiate forlivesi, itinerari storici e artistici alla scoperta della città Collaborazione con il FAI Collabora con il FAI sin dalla creazione della sede di Forlì-Cesena nel 1999, quando era una delegazione FAI per tutta la provincia, suddivisa in Forlì e Cesena nell’anno seguente. Della sezione di Forlì diventa delegata per la cultura e a Cesena è una frequente collaboratrice alle loro attività.
Concorre alla scelta e impostazione di due eventi annuali: “Giornate di primavera” visite guidate tenute a marzo e “Dietro le quinte” visite guidate ai teatri. E si occupa della redazione di schede informative per dépliant e guide regionali, oltre ad accompagnare le delegazioni in visite.
È anche membro di diverse accademie e associazioni culturali: Filopatridi, Benigni, Filergiti, Studi Romagnoli, socia corrispondente della Deputazione di Storia Patria delle Province di Romagna, membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra di Forlì e Bertinoro e del Comitato provinciale Forlì-Cesena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento a Roma.
Riconoscimenti Il Comune di Forlì nel 2013 ha istituito una borsa di studio biennale per studenti che abbiano conseguito un dottorato di ricerca o un diploma di specialista nell'ambito delle tematiche storico artistiche o di conservazione e restauro
Nel 1993 è nominata Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena