I musei dell'Università degli Studi di Padova costituiscono un sistema museale coordinato dall'Ateneo patavino, che raccoglie e valorizza il patrimonio scientifico, storico e artistico accumulato dall'ateneo nel corso dei suoi oltre 800 anni di storia. La rete è formata da 11 sedi museali - la più recente e maggiore è il Museo della Natura e dell'Uomo - e da altre 19 collezioni distribuite nei vari dipartimenti.
La maggior parte dei musei sono situati nel centro storico di Padova, tre nell'ambito del Veneto. Anche la loro collocazione in palazzi storici e nelle sedi dei dipartimenti è motivo d'interesse per i visitatori.
I musei hanno una particolare valenza didatttica; tutti offrono visite guidate su prenotazione. Alcuni musei sono aperti su prenotazione.
Storia
Le origini del patrimonio museale dell'Università di Padova risalgono al 1545, quando fu fondato l'Orto botanico di Padova come Hortus medicus per l'insegnamento della botanica farmaceutica agli studenti di Medicina.
Nel primo Settecento il medico e naturalista Antonio Vallisneri avviò un'ampia raccolta di curiosità scientifiche e reperti naturali; il figlio Antonio Vallisneri junior donò tale collezione all'Ateneo nel 1733, formando il «Museo Vallisneriano», nucleo primigenio dei successivi musei naturalistici.
Nel 1739, con la cattedra di filosofia sperimentale, il fisico Giovanni Poleni istituì il Gabinetto di Fisica, dotandolo di strumenti europei d'avanguardia che resero Padova uno dei principali centri per la didattica sperimentale: quelle apparecchiature costituiscono l'attuale Museo Giovanni Poleni.
All'inizio del XIX secolo, nel 1805, il Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte iniziò la sua vita autonoma come museo didattico basato sulla collezione della famiglia Mantova Benavides (Padova, sec. XVI), che era stata acquisita agli inizi del XVIII secolo da Vallisneri senior e donata dal figlio nel 1733, e che venne in seguito arricchita da reperti da donazioni private e da campagne di scavo.
Le collezioni vallisneriane, collocate nel cinquecentesco Palazzo Cavalli "alle Porte Contarine", si arricchirono fra il XVIII e il XIX secolo di reperti zoologici, mineralogici, fossili e manufatti etnografici, riflettendo l'espansione delle scienze naturali.
Nel XIX secolo la crescente specializzazione disciplinare portò alla nascita di musei distinti. La sezione di mineralogia, consolidata durante i governi napoleonico e asburgico, fu formalmente riconosciuta all'inizio dell'Ottocento. Parallelamente la collezione geologica e paleontologica fu accresciuta dalle ricerche di Giovanni Omboni e degli allievi.
Nel 1882 Giovanni Canestrini fondò il Museo di Antropologia dell'Università. Nello stesso anno, l'ingegnere Enrico Bernardi sperimentò la Motrice Pia, uno dei primi motori a benzina; i prototipi, insieme ai motori «Lauro» e al triciclo a benzina del 1894, furono conservati nell'Istituto di Macchine e nel 1920 formarono il nucleo del Museo di macchine "Enrico Bernardi", testimone dello sviluppo dell'ingegneria meccanica italiana.
Il Novecento vide l'allargamento del patrimonio museale a nuove discipline. Nel 1993 fu istituito il Museo dell'Educazione. Nel 2019, a Palazzo Wollemborg, è stato inaugurato il Museo di Geografia, primo museo universitario italiano dedicato alla disciplina.
Per coordinare e tutelare collezioni distribuite in numerosi dipartimenti, l'Ateneo ha istituito il Centro di Ateneo per i Musei (CAM) dotandolo di competenze in catalogazione, conservazione, accessibilità e divulgazione. Il CAM ha promosso progetti di digitalizzazione, percorsi inclusivi (MuseAbile) e riallestimenti museografici fra il 2020 e il 2024.
Nel 2023 sono stati inaugurati il Museo botanico e il Museo della Natura e dell'Uomo, che ha unificato le quattro storiche collezioni di Antropologia, Mineralogia, Geologia e Paleontologia e Zoologia, creando il più grande museo scientifico universitario d'Italia e tra i maggiori d'Europa.
Musei Museo della Natura e dell'Uomo Inaugurato il 23 giugno 2023 nel cinquecentesco Palazzo Cavalli alle Porte Contarine e nel suo ampliamento moderno, il Museo della Natura e dell'Uomo occupa su tre livelli, con 38 sale, 700 m² di aree tecniche, 400 m² dedicati alle mostre temporanee e 550 m² di uffici. Ciò lo rende il maggiore museo scientifico universitario d'Italia e tra i più grandi d'Europa. L'allestimento multimediale comprende 193 vetrine, 89 exhibit interattivi, 80 pannelli didattici e 25 modelli tattili per garantire l'accessibilità a tutti i visitatori.
Il percorso espositivo riunisce le collezioni dei quattro precedenti musei universitari di Antropologia, Mineralogia, Geologia e Paleontologia e Zoologia, ed è organizzato in sei aree tematiche interattive: Origine del pianeta Terra; Evoluzione della vita; Mineralogia e gemme; Fauna del passato e del presente; Antropologia e culture umane; Interazione uomo-natura.
Il Museo della Natura e dell'Uomo è aperto da martedì a domenica, con visite guidate il fine settimana e nei giorni festivi su prenotazione. Fa parte del circuito Padova città della scienza che permette di visitare con un unico biglietto i principali luoghi della Scienza dell'Università di Padova (include l'Orto botanico e Palazzo del Bo).
Sezione di Antropologia
Raccoglie oltre 20 000 reperti scheletrici umani ed etnografici, datati dal XIX secolo a oggi, suddivisi in collezioni di osteologia, paletnologia ed etnografia, con un nucleo di arte orientale.
Sezione di Mineralogia La collezione "Alessandro Guastoni" espone oltre 10 000 campioni mineralogici, gemme e meteoriti provenienti da tutto il mondo, illustrando i processi cristallografici e le proprietà chimico-fisiche dei minerali.
Sezione di Geologia e Paleontologia Espone fossili storici e nuovi ritrovamenti, rocce e modelli didattici, con approfondimenti sugli eventi di estinzione di massa e sulla formazione geologica del bacino mediterraneo.
Sezione di Zoologia Documenta la biodiversità animale con circa 15 000 esemplari tassidermizzati e in liquido, affiancati da postazioni di realtà aumentata e modelli tattili che permettono un'esperienza multisensoriale.
Altri musei Museo Giovanni Poleni
Il Museo Giovanni Poleni, gestito dal dipartimento di fisica dell'Università di Padova, ospita diversi reperti riguardanti lo sviluppo e lo studio della fisica moderna. Trae origine dal Gabinetto di Fisica istituito nel 1739 dal matematico, fisico e ingegnere Giovanni Poleni, uno dei primi laboratori di fisica sperimentale universitari in Europa.
Nel corso del Novecento, l'Università di Padova fu un centro importante nell'ambito della ricerca legato a questa nuova branca della fisica, con lo scopo di superare le barriere imposte dalla fisica classica. Esponenti quali Bruno Rossi, Pietro Bassi e Antonio Rostagni furono infatti dei pionieri del settore, con specializzazioni, per esempio, nello studio del fenomeno dei raggi cosmici.
La collezione comprende oltre 700 strumenti scientifici originali utilizzati per lezioni e ricerche dal XVIII al XX secolo, tra cui bilance di precisione, barometri, telescopi e galvanometri, camere a bolle e a nebbia utilizzate per la visualizzazione delle tracce lasciate delle particelle.
Il museo ha sede nel complesso di Palazzo Capodilista ed è aperto la domenica pomeriggio, o con visite guidate su prenotazione dal lunedì al venerdì, che includono dimostrazioni dal vivo e atelier interattivi, con specifiche attività per famiglie pensate per un'esperienza multisensoriale adatta a grandi e piccoli.
Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte
Inaugurato nel 1805 come Gabinetto archeologico, il museo è ospitato nel cinquecentesco Palazzo Liviano, ristrutturato nel 2008 mantenendo l'allestimento originario.
La collezione Mantova Benavides comprende oltre 1 200 reperti tra sculture in stucco, ceramiche e frammenti lapidei provenienti dall'area veneta e dal bacino mediterraneo, affiancata da una gipsoteca con calchi dal XVI al XIX secolo.
Il museo è aperto il mercoledì pomeriggio e la mattina del primo sabato del mese, su prenotazione gli altri giorni. Organizza mostre tematiche annuali e laboratori di archeologia sperimentale per studenti universitari e delle scuole.
Museo di Geografia
Fondato il 3 dicembre 2019 e ospitato nel cinquecentesco Palazzo Wollemborg, il Museo di Geografia dell'ateneo patavino è il primo museo universitario italiano dedicato alla disciplina. Raccoglie collezioni di strumenti, carte, globi, plastici e fotografie che testimoniano oltre 150 anni di ricerca geografica.
Il percorso «Esplora, Misura, Racconta» si articola in tre tappe e combina strumenti, mappe, globi, modelli e fotografie in installazioni multimediali; la realtà aumentata sovrappone dati territoriali contemporanei a carte antiche, mentre video-interviste approfondiscono l'evoluzione del pensiero geografico.
Il museo è aperto al pubblico nei pomeriggi di domenica e martedì; è visitabile su prenotazione negli altri giorni, escluso il sabato.
Museo dell'Educazione
Allestito nel 1993 presso il Palazzo del Bo, conserva oltre 10 000 pezzi tra libri di testo, giocattoli didattici, lavagne e arredi scolastici dal XIX secolo a oggi. Le sale sono organizzate in tre periodi storici (1810–1910; 1910–1950; 1950–2000) e includono un laboratorio di calligrafia storica e la ricostruzione di una classe del 1900.
Aperto da martedì a sabato, con ingresso gratuito, offre visite didattiche per scuole e workshop per insegnanti su prenotazione.
Museo Botanico Il Museo Botanico, inaugurato il 13 febbraio 2023, è parte integrante dell'Orto botanico di Padova e ne espone le collezioni storiche più importanti. Conserva un herbarium con oltre 800 000 campioni essiccati e collezioni di semi, rami e foglie, oltre a strumenti originali del Settecento. Una sezione è dedicata alla botanica storica, con opere di Giovanni Battista Amici, Linneo e altri studiosi, e un laboratorio di tassonomia per studenti universitari.
Il museo fa parte del percorso di visita dell'Orto botanico. Aperto tutti i giorni, offre visite guidate, corsi di botanica applicata e attività per famiglie.
Museo di macchine "Enrico Bernardi"
Il Museo, situato all'interno del complesso di Ingegneria Industriale in via Venezia, conserva i prototipi di motori a combustione progettati da Enrico Bernardi tra il 1882 e il 1894, inclusa la motrice "Pia" e il triciclo a benzina, prime sperimentazioni automobilistiche italiane.
La collezione comprende utensili e attrezzature dell'officina originaria e modelli didattici utilizzati fino al 1950 per l'insegnamento di meccanica e termotecnica.
Rimane aperto una domenica al mese oppure su prenotazione. Visite guidate e dimostrazioni sono su prenotazione; l'ingresso è gratuito.
Museo degli Strumenti dell'Astronomia Il Museo degli Strumenti dell'Astronomia si trova presso l'Osservatorio astrofisico di Asiago ed è parte del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Padova. Il percorso espositivo racconta la storia dell'astronomia attraverso una collezione di strumenti utilizzati dagli anni 1940 agli anni 1980, tra cui spettrografi, fotometri e archivi di lastre fotografiche di grande valore storico.
Le sale tematiche si sviluppano anche nella storica cupola del telescopio "Galileo", un riflettore da 122 cm che ha permesso importanti scoperte, permettendo ai visitatori di esplorare strumenti che hanno contribuito a rivoluzionare lo studio dell'universo. Archivi e lastre fotografiche originali sono conservati nel museo come testimonianze delle osservazioni fondamentali compiute all'Osservatorio di Asiago.
Il Museo è aperto esclusivamente per visite gratuite su prenotazione.
Museo didattico di Medicina Veterinaria