Biografia Nato nel 1792 dalla nobile famiglia Trigona, figlio del duca di Misterbianco Vespasiano Trigona Grimaldi e di Marianna Joppolo, Alberto Trigona si distinse per lucidità politica in un periodo di tensione culturale, nel Regno delle Due Sicilie. Appena furono istituite le milizie civili, divenne capitano e poi colonnello, noto per accuratezza, giustizia e lealtà. Proclamato Colonnello del Reggimento militi "Catania" (già nei Cacciatori a cavallo di Ragusa, in precedenza «chiliarca»). Dopo essere stato congedato, mantenne l'onore dell'uniforme. Nel 1818 divenne confrate della Pace e dei BianchiGiuseppe Galluppi, Nobiliario della città di Messina, Messina, 1877, p.312. Nel 1828 ereditò il titolo di VI duca di Misterbianco.

Dal 1837 fu Direttore delle Poste. Dal 1841 venne eletto Consigliere degli Ospizi di Catania. Dal 1845 assunse il ruolo di Fidecommessario del Collegio femminile "la Provvidenza" (poi «Collegio di Maria»Sul Collegio di Maria o della Provvidenza di Catania cfr. a proposito: La fondazione si attuò con un dispaccio del Duca di Laviafuille nel 1752, riordinato da mons. Salvatore Ventimiglia nel 1770, sotto l'Ordinario Diocesano di Catania, con annessa fidecommisseria D'Amico Anzalone del 1780, cognome della fondatrice via testamento presso notaro Giuseppe Sfilio. Vedasi: ), curando l'educazione e i beni ecclesiastici. Si dedicò con passione al Collegio e agli Ospizi, mostrando umiltà e gentilezza.

Successivamente venne nominato deputato del Convitto degli Artisti di Catania (1818-1824), approvato da re Ferdinando IVCfr. a proposito: A Catania, fu istituita una «Casa o Convitto» dedicato a ogni genere di artisti, offrendo loro un luogo dove potessero esprimere liberamente la loro creatività: questo pio stabilimento ebbe sulle prime il titolo di «Casa di Educazione della bassa gente», poi quello di Convitto degli artisti. Qui trovavano spazio diverse professioni, dall'oriolaio al tintore, dal tessitore dei feltri e delle calze al manifattore di panni di lana, fino ai lavoratori del ferro, dell'acciaio e della stoviglia.. Tentò di rivitalizzare l'istituzione, promuovendo le arti e l'artigianato, creando un ambiente stimolante e stringendo alleanze locali. Il Convitto ottenne lodi e medaglia d'oro a Napoli. Decorato della medaglia del «Fedele attaccamento» nel 1821, in seguito fu nominato Gentiluomo di Camera del Re (1833).

Precedentemente incaricato (1829) da Francesco I nell'opera di costruzione di un Gran Quartiere Militare di Catania – nel sito detto « (Porta) della Decima » (poi divenuto palazzo della Manifattura dei Tabacchi) sulla Strada Ferdinanda o Ferdinandea (poi via Garibaldi) – su progetto di Zahra-Buda : non è stato possibile individuare titolo, autore e data dell'articolo che contiene il nome del progettista Salvatore Zahra Buda (1770-1832)., Trigona diventerà presidente del Consiglio Provinciale di Catania (1840 e 1846), operando attivamente. Chiese aiuti per il Porto di Catania e promosse infrastrutture e scuole tecniche.

Quando il consiglio civico costituzionale dovette nominare un nuovo patrizio, inizialmente la scelta ricadde su Francesco Paternò Castello, duca di Carcaci. Poiché Paternò Castello era indisponibile, Alberto Trigona duca di Misterbianco fu disposto ad accettare il ruolo di patrizio di Catania per una breve stagione, durante i tumulti del 1848Alle date del 2 febbraio e 6 agosto 1848, cfr. Giuseppe Cristoadoro, Cronaca di Catania dal 1815 al 1860, a cura di Giuseppe Caponnetto, Catania, Società di storia patria per la Sicilia orientale, 1959.. Le sue concessioni trasformarono aree desolate in terreni fertili (consentì la fondazione della Chiesa del Santissimo Crocefisso della Buona Morte, 1852). A Misterbianco trasformò latifondi in campi modello.

Sposò nel 1828 Giovanna Paternò Castello dei Duchi di Carcaci (* 1809 † ?). Ebbe tre figli: Vespasiano, Vincenzo e Mariannina.

Morì il 12 maggio 1856 all'età di 64 anni e fu sepolto nella chiesa madre di Misterbianco, mausoleo ufficiale del ramo etneo dei Trigona, con un mezzobusto e una dedica in rilievo posta alla base.

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Note

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