I Chicago Bulls sono una delle 30 franchigie della NBA (National Basketball Association), la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America e del Canada.
Storia della franchigia Primi anni I Chicago Bulls sono la terza squadra NBA a Chicago, dopo i Chicago Packers/Zephyrs (ora chiamati Washington Wizards) e i Chicago Stags (1946-1950). La squadra, fondata il 16 gennaio 1966, ha incominciato a giocare nella stagione 1966-67, facendo subito il miglior record come nuova squadra nella storia dell'NBA e qualificandosi per i play-off. Durante le sue prime due stagioni, i Bulls giocarono la maggior parte delle loro partite casalinghe all'International Amphitheatre, prima di trasferirsi al Chicago Stadium. Nel corso degli anni successivi i Bulls riuscirono a organizzarsi e a diventare una squadra competitiva, senza però raggiungere mai la vetta. Durante gli anni settanta, i Bulls erano conosciuti come una squadra dura e con una mentalità difensiva, costruita attorno al forte difensore Jerry Sloan, alle ali Bob Love e Chet Walker, alla guardia tiratrice Norm Van Lier e al centro Tom Boerwinkle. Disputarono i play-off dal 1970 al 1975, arrivando alle finali di conference (il torneo era a 8 squadre) nel 1974 e nell'anno successivo, ma persero in entrambe le occasioni. La squadra vinse solamente un titolo della division e non arrivò mai alle Finals.
Nelle stagioni successive, la squadra toccò il fondo della classifica. Nel 1976 i Bulls acquistarono Artis Gilmore il quale si ritrovò a guidare una squadra che aveva nel suo quintetto giocatori come Reggie Theus, le ali David Greenwood e Orlando Woolridge. Dopo che Gilmore fu scambiato per il centro dei San Antonio Spurs Dave Corzine, i Bulls impiegarono una tattica votata all'attacco il cui perno ruotava attorno a Theus, che presto incluse anche le due guardie Quentin Daly e Ennis Whatley. Tuttavia, gli scarsi risultati portarono i Bulls a cambiare rotta, svincolando Theus nella stagione 1983-84.
L'inizio dell'era di Michael Jordan
Nell'estate del 1984 la fortuna della squadra cambiò quando i Bulls ricevettero la terza scelta al Draft NBA dopo gli Houston Rockets e Portland Trail Blazers. Dopo che i Rockets scelsero Hakeem Olajuwon e i Blazers presero Sam Bowie, i Bulls si assicurarono la guardia tiratrice Michael Jordan, proveniente dalla University of North Carolina Chapel Hill.
La squadra, con il suo nuovo proprietario Jerry Reinsdorf e il general manager Jerry Krause, decise di ricostruire la squadra attorno a Jordan. Jordan stabilì i record del proprio team, durante il suo anno da rookie, come miglior realizzatore (terzo in tutta la lega) e come numero di palle rubate (quarto in tutta la lega); inoltre trascinò i Bulls ai play-off, prestazione che gli valse il riconoscimento di miglior rookie dell'anno (Rookie of the year) e l'inserimento nel secondo miglior quintetto dell'NBA (All-NBA second team).
Nel dopo stagione la squadra acquistò la guardia tiratrice John Paxson e prese al draft l'ala grande Charles Oakley. Con Jordan e il centro Dave Corzine, essi fornirono la maggior parte dell'attacco dei Bulls nei successivi due anni. Dopo la rottura del piede di Jordan all'inizio della stagione, la squadra comprò la leggenda NBA George Gervin per aiutare l'attacco dei Bulls, cosa che riuscì al giocatore, divenendo il secondo miglior realizzatore della squadra. Jordan tornò per i playoff e prese in mano i Bulls, che si erano qualificati come ottavi, contro i fortissimi Boston Celtics guidati da Larry Bird. Anche se i Bulls furono eliminati, Jordan realizzò un nuovo record, segnando ben 63 punti in gara 2, portando Bird a chiamarlo "Dio travestito da Michael Jordan".
Nella stagione 1986-87 Jordan continuò il suo assalto al libro dei record, primeggiando la classifica con 37,1 punti per partita ed essendo il primo giocatore dei Bulls a essere chiamato nella prima squadra NBA. Nonostante ciò i Bulls furono nuovamente eliminati dai Celtics nei playoff. Nella stagione 1987-88, Krause scelse il centro Olden Polynice, ottava scelta al draft, e l'ala grande Horace Grant, decima scelta al draft, per poi mandare Polynice a Seattle per avere in cambio la quinta scelta, l'ala piccola Scottie Pippen. Con Paxson e Jordan dietro, Brad Sellers e Oakley come ali tiratrici, il forte centro Corzine e i rookie Pippen e Grant in panchina pronti a entrare, i Bulls fecero una grande stagione, vincendo 50 partite e passando alle semifinali della Eastern Conference, dove furono battuti dai futuri campioni della Eastern Conference Detroit Pistons in cinque partite. Nonostante ciò, Jordan fu nominato NBA Most Valuable Player, il primo dei suoi cinque riconoscimenti.
La stagione 1988-89 fu molto intensa sul piano dei trasferimenti. L'ala grande Charles Oakley, che dominò le classifiche come miglior rimbalzista negli anni '87 e '88, venne ceduta ai New York Knicks in cambio del centro Bill Cartwright e la scelta del draft fu usata per il centro Will Perdue. Il nuovo quintetto base formato da Paxson, Jordan, Pippen, Grant e Cartwright ci mise del tempo per trovare il giusto feeling, portando così ai Bulls un numero minore di vittorie rispetto all'anno precedente; arrivarono comunque fino alle finali della Eastern Conference, dove vennero sconfitti dai futuri campioni NBA dei Detroit Pistons.
Nella stagione 1989-90, Jordan fu ancora il primo nella classifica dei migliori marcatori per il quarto anno consecutivo e fece coppia con Scottie Pippen nella prima squadra dell'NBA. Ci fu anche un cambio in panchina, Doug Collins venne rimpiazzato dal suo secondo Phil Jackson, uno specialista dell'attacco a triangolo. Inoltre i Bulls presero i rookie Stacey King e B.J. Armstrong nel draft del 1989. Con questi giocatori in più e il quintetto iniziale degli anni precedenti, i Bulls arrivarono ancora alle finali di Conference e portarono i Pistons a gara 7 prima di essere eliminati per il terzo anno consecutivo.
Gli anni novanta e il primo three-peat
Nella stagione 1990-91, i Bulls ottennero un bottino di 61 vittorie e volarono dritti ai playoff, dove riuscirono a sconfiggere i Pistons nella finale di Conference e vinsero le finali in cinque partite contro i Lakers guidati da Magic Johnson. Michael Jordan vinse il titolo di MVP sia per la stagione regolare sia per i playoff.
I Bulls vinsero il loro secondo titolo consecutivo nella stagione 1991-92 dopo aver battuto un altro record, qualificandosi ai playoff con ben 67 vittorie. Essi prevalsero sui Portland Trail Blazers e il loro giocatore chiave Clyde Drexler in sei partite. Jordan vinse ancora una volta il titolo di MVP sia per la stagione regolare sia per i playoff, il tutto per il secondo anno consecutivo.
Nella stagione 1992-93 i Bulls fecero ciò che nessuna squadra faceva dai tempi dei leggendari Celtics degli anni sessanta conquistando il three-peat battendo l'MVP della regular season Charles Barkley e i Phoenix Suns, con lo storico tiro di John Paxson che diede ai Bulls la vittoria per 99-98 in gara 6 a Phoenix. Jordan fu premiato ancora una volta come MVP delle finali dopo aver segnato il nuovo record di maggior punti per partita realizzati nelle Finals. Inoltre eguagliò il record di Wilt Chamberlain vincendo per sette volte consecutive il titolo di miglior realizzatore.
Durante l'estate, Jordan annunciò il suo ritiro dal mondo del basket, solo nei mesi successivi alla notizia dell'omicidio del padre. I Bulls vennero guidati da Scottie Pippen, il quale si era stabilito come uno dei migliori giocatori della lega. Pippen ricevette un grosso aiuto da Horace Grant e B.J. Armstrong, i quali lo aiutarono a essere nominato tra i possibili MVP della stagione. I tre erano supportati da Cartwright, Perdue, la guardia tiratrice Pete Myers, e il rookie croato Toni Kukoč. Malgrado la buona stagione compiuta dai Bulls con 55 partite vinte, essi furono sconfitti in sette partite dai Knicks al secondo round, dopo un fallo contestato chiamato dall'arbitro Hue Hollins in gara 5 di questa serie.
Il ritorno di Jordan e il secondo three-peat
Nel 1994 i Bulls persero Horace Grant e Bill Cartwright, ma presero la forte guardia tiratrice Ron Harper. I Bulls misero in mostra Armstrong e Harper nelle retrovie, Pippen e Kukoc come ali tiratrici e Perdue come centro. In panchina Chicago aveva inoltre Steve Kerr, Myers, i centri Luc Longley e Bill Wennington. Tuttavia i Bulls non stavano avendo una buona stagione quando il 17 marzo 1995 ricevettero la miglior notizia possibile: Michael Jordan stava ritornando dal suo ritiro. Egli tornò presto il migliore tra i giocatori della lega, segnando 55 punti contro i Knicks già alla sua quinta partita dopo il ritorno, e guidò i Bulls alla loro quinta qualificazione ai playoff, dove batterono gli Charlotte Hornets. Tuttavia Jordan era ancora un po' arrugginito e i Bulls non erano abbastanza forti per battere i futuri campioni della Eastern Conference, gli Orlando Magic che nel loro quintetto avevano giocatori come Horace Grant, Penny Hardaway e Shaquille O'Neal. Quando Jordan ritornò ai Bulls, inizialmente aveva il nº 45 (il quale era il suo numero quando giocava per i Birmingham Barons, una squadra di una lega secondaria legata ai Chicago White Sox). Questo perché dopo il suo ritiro dall'NBA, il suo numero era stato ritirato. Tuttavia Jordan, nel corso della serie di playoff contro Orlando, tornò a giocare con il suo numero 23 ma venne anche multato.
A fine stagione i Bulls perdettero B.J. Armstrong, ma Krause fece un grandissimo affare cedendo Will Perdue ai San Antonio Spurs in cambio di Dennis Rodman, il quale aveva vinto nei quattro anni precedenti il titolo di miglior rimbalzista. Con il quintetto formato da Harper, Jordan, Pippen, Rodman e Longley, con la miglior panchina dell'intera lega formata da Kerr, Kukoc, Wennington e la guardia Randy Brown, i Bulls ebbero un grandissimo balzo in avanti in un solo anno passando da un record di 47 vinte - 35 perse a 72 vinte - 10 perse, il quale rimase record dell'NBA per una stagione di 82 partite, finché i Golden State Warriors nella stagione 2015-2016 lo superarono. Jordan vinse il suo ottavo titolo di miglior realizzatore, e Rodman il suo quinto titolo consecutivo come miglior rimbalzista, mentre Kerr guidava la classifica come miglior tiratore da tre punti. Jordan conquistò così la tripla corona, vincendo il titolo di MVP per la regular season, per l'All Star Game e per la finale. Krause vinse il titolo come miglior esecutivo, Jackson venne premiato come miglior allenatore dell'anno, infine Jordan, Pippen e Rodman vennero inseriti nella squadra dei migliori difensori. I Bulls trionfarono battendono i Seattle SuperSonics e le loro stelle Gary Payton e Shawn Kemp.
La stagione 1996-97 fu eccellente come quella precedente, i Bulls segnarono il secondo record di tutta l'NBA con 69 vittorie e solamente 13 sconfitte, e vinsero il loro quinto titolo battendo John Stockton, Karl Malone e gli Utah Jazz. Jordan guadagnò il suo secondo titolo consecutivo e il nono in totale come miglior realizzatore, mentre Rodman veniva premiato per la sesta volta consecutiva miglior rimbalzista.
I Bulls riuscirono anche a ripetersi vincendo il loro secondo three-peat, chiudendo la regular season con 62 vittorie e vincendo le finali del 1998. Jordan conquistò il suo terzo titolo consecutivo e decimo in totale sempre come miglior realizzatore della lega, oltre alla sua seconda tripla corona. Rodman vinse il suo settimo titolo consecutivo di miglior rimbalzista. I Bulls sconfissero per il secondo anno consecutivo i Jazz. In gara 6, ultima gara della serie finale, Jordan chiuse la partita con un fantastico tiro in sospensione a cinque secondi dalla fine della partita - il suo ultimo tiro per i Chicago Bulls.