Biografia
Le notizie biografiche sono alquanto scarse. Operò a Pistoia tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. Il suo stile pittorico mostra influenze del Perugino, con un linguaggio figurativo sobrio e devoto, tipico della pittura religiosa dell'epoca.
Nel 1506 fu incaricato di affrescare il catino absidale della Pieve di Sant'Andrea a Pistoia, dove realizzò una raffigurazione di Dio Padre in mandorla sorretto da angeli, parte di un più ampio ciclo decorativo oggi in gran parte perduto.
Influenza e bottega Fu il primo maestro del figlio Paolo di Bernardino del Signoraccio, noto come Fra Paolino da Pistoia, che si formò nella sua bottega prima di entrare nell'ordine domenicano e proseguire la carriera artistica a Firenze nella cerchia di Fra Bartolomeo.
Opere Vergine in trono con i Santi Monica, Lorenzo, Agostino, Nicolo' da Tolentino, Museo Civico, Pistoia, (1496-1497) Madonna con Gesù Bambino e Santi, Museo diocesano, Pistoia (fine Quattrocento). Proveniente dalla chiesa di San Giovanni Battista in Saturnana (Pistoia) Madonna con Gesù Bambino e San Rocco, Museo diocesano, Pistoia (1502). Originariamente parte di una pala d'altare della chiesa di San Felice all’Ombrone. L'opera fu rubata e in parte recuperata dai Carabinieri; oggi è esposta in forma frammentaria. Sacra conversazione con san Giorgio e san Donnino, Museo diocesano Pistoia (1503). Proveniente dalla chiesa di San Giorgio a Porciano (Lamporecchio). Affresco del catino absidale, Pieve di Sant’Andrea, Pistoia (1506) Sacra conversazione, pala d'altare, Chiesa di San Vitale, Pistoia Sant'Antonio abate, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze, (1530-1532)
Note
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