Labbazia di Santa Maria è un antico complesso monastico in piazza Castello, a Caramagna Piemonte, in provincia di Cuneo.
Storia Il monastero di monache benedettine fu fondato il 28 maggio 1028Il testamento di Olderico e Berta costituisce anche il documento di fondazione del monastero secondo la regola di San Benedetto. L'atto originale è conservato nell'Archivio di Stato a Torino. Nella pergamena è riportato anche il nome di Rachilda come prima badessa che i due coniugi intesero designare. per volontà di Olderico Manfredi, arduinico Marchese di Torino e Susa, e di sua moglie BertaBerta era di stirpe Obertenga.
Custode di importanti reliquieNella pergamena del testamento di Olderico e di Berta è dichiarata la donazione di reliquie di San Biagio e Sant'Abbondio., il monastero era definito res nullius diocesis e pertanto dipendeva direttamente dal romano pontefice. Nel loro testamento i fondatori designarono anche la prima Badessa, di nome Rachilda.
A conferma della sua importanza, alla sua fondazione il monastero ricevette il dono di una cospicua dotazione patrimoniale in chiese, mulini e vari terreni in Piemonte e in LiguriaIn Piemonte: Caramagna, Torino, Cambiano, Revello, Saluzzo, Cavalermaggiore, Pollenzo,Dronero, Roccabruna, San Damiano, Stroppo, Acceglio. In Liguria, Caramagna Ligure..
Essendo una comunità benedettina ne seguiva la regola di conservazione e di trasmissione della cultura, oltre l'obbligo di dare assistenza e ricovero ai pellegrini sul percorso dal nord Europa a Roma.
Per i primi decenni le notizie sono poche. Si riconduce al 1442 la prima documentazione, quando Caramagna Piemonte entrò a far parte del Marchesato di Saluzzo. Per la storia del monastero ebbe così inizio un periodo di altalenante fortuna: le monache vendono beni e proprietà, e sono addirittura accusate di immoralità. A seguito di questa situazione il monastero si trovò ad affrontare una grave crisi economica che, nel 1444, indusse l'antipapa Felice V a sopprimere la fondazione e a trasformare Santa Maria in una sede benedettina maschileBenedettini neri..
Con l'arrivo dei monaci, il monastero venne elevato al titolo di abbazia commendataria. Il primo candidato abate commendatario rinunciò alla nomina a favore di Tommaso de Sour, che provvide a modifiche dell'architettura della chiesa rafforzando e sopraelevandone il campanile.
Altro importante abate fu Urbano di Miolans, figlio dei feudatari di CaramagnaUrbano di Miolans è stato anche abate commendatario della Sacra di San Michele dal 1505 al 1522. Di lui ci rimane il ritratto nel Trittico dell'Immacolata Concezione che aveva commissionato a Defendente Ferrari per la Sacra di San Michele.. A lui si deve la donazione al tesoro dell'abbazia delle Sacre Spine, da tempo immemorabile di proprietà della casata dei Miolans. Nel 1501 diede il via alla modifica della chiesa abbaziale.
Nel 1620 Pietro Campori, vescovo di Cremona, sostituì i benedettini con i girolamiti per la loro cattiva condotta morale.
Altri abati furono Maurizio di Savoia ed in ultimo Francesco Gaetano Spinola Miolans.
Nessuno degli ultimi abati risiedette nel monastero di Caramagna che, a partire dal 1771, venne del tutto abbandonato dai monaci. Dopo la morte, nel 1793, dell'abate Spinola Miolans, l'attributo di abbazia venne definitivamente perduto e l'edificio fu riconvertito in parrocchia.
Architettura La casa abbaziale è divisa in due corpi di fabbrica: il più antico, databile all’XI secolo, era costituito dalla chiesa. Vi erano poi gli alloggi per le religiose e altri ambienti per l'assistenza ai pellegrini.
Il primo impianto della chiesa dell'XI secolo era costituito da una navata e da un transetto, con quattro altari.
Nel 1466 Tommaso de Sour, primo abate commendatario, fece rafforzare il poderoso campanile, a monofore e bifore, aumentandone l'altezzaIl campanile, qui come in ogni comunità, con il suono delle campane svolgeva la funzione non solo di regolare i tempi del lavoro, ma anche di avvisare calamità o l'arrivo del nemico. Per contribuire a questa utile funzione il Comune decise di contribuire con 80.000 mattoni al suo restauro..
Nel 1501 Urbano di Miolans fece erigere le navate laterali, l'abside pentagonale gotica e le volte della navata centraleAnche in questo caso la comunità contribuì fornendo 100.000 mattoni..
La facciata attuale della chiesa risale agli anni Venti del XIX secolo e ricopre l'originaria facciata gotica.
Un nuovo convento è nell'adiacente secondo corpo di fabbrica e fu costruito a partire dal 1759. È un edificio a una pianta ad L e tre piani fuori terra.
Nella galleria inferiore sono affrescati gli stemmi gentilizi di tutti gli abati succedutisi dal 1140L'affresco degli stemmi fu eseguito nel 1822 dai fratelli Gastoldi di Pinerolo.. Il primo piano, quasi completamente restaurato, ospita l'archivio storico, che conserva documenti dal XVI secolo ad oggi, e la biblioteca dell'antica abbazia. Al primo piano vi è anche la mostra di preziose reliquie conservate da secoli nell'abbazia, tra cui il Santo Legno della Croce e le Sacre Spine della Corona di Cristo che in antico erano proprietà della famiglia dei Miolans, feudatari del paese. Sono anche esposti di alcuni paramenti sacri, realizzati dal Seicento fino ai giorni nostri: piviali, dalmatiche e pianete, appartenute agli abati che si sono succeduti a Caramagna.
Nelle sale attigue e nella galleria superiore vengono allestite periodicamente mostre culturali.
L'abbazia è censita tra i beni segnalati dal FAI.
Note
Bibliografia R. Greco, L. Palma, Il monastero di S. Maria di Caramagna Piemonte : arte, storia, fede, Caramagna Piemonte, Parrocchia Assunzione di Maria Vergine, 1992
Voci correlate In commendam Caramagna Ligure
Collegamenti esterni
Categoria:Abbazie dedicate a Maria