Benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta, è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del XX secolo, in particolare della corrente modernista. Soprattutto in relazione alla sperimentazione linguistica presente nelle opere, è ritenuto uno dei migliori scrittori del XX secolo e della letteratura di ogni tempo.

Il suo carattere anticonformista e critico verso la società irlandese e la Chiesa cattolica traspare in opere come I Dublinesi o Gente di Dublino (Dubliners, del 1914) - palesato dalle famose epifanie - e soprattutto in Ritratto dell'artista da giovane (A Portrait of the Artist as a Young Man, nel 1917), conosciuto in Italia anche come Dedalus.

Il suo romanzo più noto, Ulisse, è una vera e propria rivoluzione rispetto alla letteratura dell'Ottocento, e nel 1939 il successivo e controverso Finnegans Wake ("La veglia dei Finnegan" o più propriamente "La veglia per i Finnegan") ne è l'estremizzazione. Durante la sua vita intraprese molti viaggi attraverso l'Europa, ma l'ambientazione delle sue opere, così saldamente legata a Dublino, lo fece diventare uno dei più cosmopoliti e allo stesso tempo più locali scrittori irlandesi.

Biografia Infanzia e adolescenza Nacque a Rathgar, un elegante sobborgo di Dublino (nell'allora Irlanda britannica), il 2 febbraio del 1882 in una famiglia medioborghese profondamente cattolica, primogenito dei dieci figli sopravvissuti (due dei suoi fratelli perirono infatti di febbre tifoide in età tenerissima) di John Stanislaus Joyce, originario di Cork, e di Mary Jane Murray. Nel 1887, suo padre, dopo aver lasciato il lavoro di doganiere, venne nominato esattore delle tasse dalla Dublin Corporation e perciò la famiglia si trasferí in pianta stabile a Bray, una cittadina ad una ventina di chilometri a sud di Dublino. Qui Joyce venne morso da un cane, episodio all'origine della sua cinofobia; aveva anche una paura spropositata dei temporali, perché una zia molto religiosa gli disse che erano un segno dell'ira di Dio. Le paure avrebbero sempre fatto parte dell'identità di Joyce e, sebbene avesse il potere di superarle, non lo fece mai.Ellmann, Richard. James Joyce. p. 514

Nel 1891, a 9 anni, scrisse la sua prima opera, un libello rivolto alla figura del nazionalista irlandese Timothy Healy, politico e giornalista, tra i più controversi membri del Parlamento nella Camera dei Comuni del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, reo di aver abbandonato nel mezzo di uno scandalo il leader del partito autonomista Charles Stewart Parnell, che morì nel 1891. Con la morte di Parnell l'autonomia irlandese era più lontana e John Joyce, autonomista convinto, era infuriato per questa vicenda, tanto da far stampare alcune copie dell'opera prima del figlio e spedirne una addirittura alla Biblioteca Vaticana. Tutte le copie sono andate perdute.

Nel novembre dello stesso anno John Joyce venne sospeso dal lavoro e non riuscì più a pagare la retta del prestigioso Clongowes Wood College, che James frequentava dal 1888. James studiò per qualche tempo a casa, poi brevemente alla scuola dei Fratelli Cristiani, fino a quando, grazie agli ottimi voti, venne accolto gratuitamente al Belvedere College, un collegio gesuita, anche con la speranza di una vocazione. A sedici anni Joyce aveva già sviluppato il carattere anticonformista e ribelle che lo contraddistinguerà anche in futuro e rifiutava il Cristianesimo, anche se la filosofia di San Tommaso d'Aquino avrà una forte influenza sulla sua vita.Ellmann, p. 530 e 55 Al Belvedere College ottenne ottimi risultati e vinse più di una competizione accademica. Nel 1893 la situazione economica familiare, già precaria, si aggravò e il padre per pagare un debito fu costretto a vendere le proprietà della sua famiglia a Cork. L'alcolismo di John e la sua cattiva gestione delle finanze porteranno ben presto al declino della famiglia.Ellmann, p. 132

Gli anni dell'università Joyce si iscrisse allo University College di Dublino nel 1898, dove studiò lingue moderne, in particolare inglese, francese e italiano. Manifestò ben presto il suo carattere anticonformista rifiutando di sottoscrivere una protesta contro La contessa Cathleen, un dramma di William Butler Yeats, per alcuni tratti diffamatorio nei confronti dell'Irlanda. In risposta ad alcune provocazioni contro Ibsen (un autore al tempo considerato immorale), in una delle riunioni della Literary and Historical Society, un circolo storico-letterario di cui Joyce faceva parte, il 20 gennaio 1900 tenne un discorso pubblico sul tema Teatro e vita, proponendo proprio Ibsen come modello di riferimento, un autore che per Joyce fu una vera scoperta. Dello stesso autore pubblicherà poco dopo sulla rivista The Fortnightly Review una recensione di Quando noi morti ci risvegliamo per la quale ricevette una lettera di ringraziamento dal drammaturgo norvegese.

Col compenso per la recensione si recò brevemente a Londra con suo padre e, ritornato in Irlanda, si trasferì a Mullingar, dove cominciò la traduzione di alcune opere del drammaturgo tedesco Gerhart Hauptmann, con la speranza che l'Irish Theatre accettasse di rappresentarle, ma la proposta venne declinata perché Hauptmann non era un autore irlandese. Da questa esperienza Joyce trasse spunto per scrivere il pamphlet Il giorno del Volgo, denuncia del provincialismo della cultura irlandese.

Il 31 ottobre 1902 conseguì la laurea. Durante il periodo all'università scrisse anche altri articoli e almeno due commedie che sono andate perdute. Furono anche gli anni delle sperimentazioni letterarie, cui Joyce stesso diede il nome di epifanie, che ritroveremo poi in Gente di Dublino.

La morte della madre e l'incontro con Nora Un mese dopo si trasferì a Parigi. L'idea era quella di diventare medico e si iscrisse alla Sorbona ma, nonostante fosse aiutato dalla famiglia e scrivesse recensioni per il Daily Express, visse in povertà. Dopo quattro mesi la madre si ammalò di tumoreInizialmente la diagnosi era di cirrosi epatica, ma si rivelò incorretta e le venne diagnosticato il cancro nell'aprile del 1903 e Joyce fu costretto a far ritorno in Irlanda. Il breve periodo passato a Parigi terminò qui, ma nonostante le apparenze non fu un completo fallimento. In una stazione ferroviaria fece un'importante scoperta: il romanzo I lauri senza fronde di Édouard Dujardin, in cui l'autore fa uso della tecnica del flusso di coscienza, ampiamente usata nei romanzi più importanti di Joyce.

Nel letto di morte la madre, Mary Jane, preoccupata per l'empietà del figlio, cercò di convincerlo a fare la comunione e a confessarsi, ma Joyce si rifiutò. Quando la madre morì il 13 agosto, dopo essere entrata in coma, Joyce si rifiutò di inginocchiarsi per pregare al suo capezzale con gli altri membri della famiglia.Ellmann, p. 129, 136. Dopo la morte della madre la situazione familiare peggiorò ulteriormente, nonostante Joyce riuscisse a racimolare qualcosa scrivendo recensioni per il Daily Express, insegnando privatamente e cantando. L'abilità del canto, ereditata dal padre, gli valse la medaglia di bronzo al Feis Ceoil del 1904.Storia del Feis Ceoil Association Era un apprezzato tenore, tanto che pensò di dedicarsi al canto come attività principale della sua vita.

Il 1904 fu l'anno decisivo per la vita di Joyce. Il 7 gennaio la rivista Dana rifiutò la prima versione del Ritratto dell'artista da giovane,La motivazione era "Non stampo quello che non capisco", Erlington, Irish Literaly Portraits, 136 intitolata all'epoca Stephen Hero (Stefano eroe), completando così il nucleo del Ritratto dell'artista da giovane pubblicato nel 1916. Lo stesso anno in Nassau Street incontrò Nora Barnacle, una cameriera di Galway che sarebbe divenuta sua compagna per tutta la vita. La data del loro primo appuntamento, il 16 giugno 1904, è la medesima in cui si svolge l'Ulisse. Lo stesso anno uscì The Holy Office, una raccolta di poesie. A metà estate scrisse i versi che faranno parte di Musica da camera e la rivista The Irish Homestead pubblicò Le sorelle, un racconto che farà poi parte di Gente di Dublino, e nei mesi successivi anche Eveline e Dopo la gara.

L'esilio dall'Irlanda

La sera del 22 giugno 1904, Joyce stava passeggiando con un amico, Vincent Cosgrave, al Saint Stephen Green. Fu in quella occasione che la parola rivolta a una ragazza, apparentemente da sola, scatenò un'aggressione da parte dell'accompagnatore di lei sullo stesso Joyce. Cosgrave rimase immobile, e fu solo l'arrivo di una carrozza guidata da Alfred H. Hunter che pose fine alla zuffa. Hunter era un ebreo vittima di pettegolezzi perché tradito dalla moglie, e diventò il prototipo per Leopold Bloom.Ellmann, 210

Oliver St. John Gogarty era un amico di Joyce, uno studente di medicina e fu il prototipo di Buck Mulligan, un altro personaggio del romanzo che alloggia in una torre Martello, proprio come Gogarty a Sandycove.

Gogarty era scettico sulle capacità affettive di Joyce, e probabilmente non dette molta importanza all'incontro tra Joyce e Nora avvenuto il 16 giugno 1904. Scrive in Intimations: "Ho sempre percepito James fuori posto quando si trattava di confrontarsi con l'amore. C'era un qualcosa di affettato, tollerante e artificiale sulle poche canzoni d'amore che aveva cantato."James Joyce, la memoria del genio, Claudio Segantini

Joyce soggiornò nella torre Martello di Gogarty per alcuni giorni, a partire dal 9 settembre 1904, sinché non avvenne l'incidente degli spari. Dopo che un altro ospite, Samuel G. Trench, si era svegliato nella notte sparando al buio, gridando a un'immaginaria pantera, Gogarty sparò a sua volta colpendo diversi oggetti appesi intorno a loro, tra cui delle pentole sopra il letto di Joyce,Ellmann, p 175 il quale raggiunse la notte stessa la famiglia a Dublino. L'8 ottobre 1904 Joyce e Nora partirono per l'esilio auto-imposto che li tenne lontani dall'Irlanda per la maggior parte della loro vita.

Trieste Joyce riuscì ad ottenere un posto come insegnante alla Berlitz School di Zurigo attraverso alcune sue conoscenze, ma una volta a Zurigo scoprì di essere stato ingannato e il direttore lo mandò a Trieste, allora facente parte dell'Impero austro-ungarico. Neanche a Trieste però Joyce riuscì a trovare un posto disponibile e, con l'aiuto del direttore della Berlitz di Trieste Almidano Artifoni, si assicurò un posto alla Berlitz di Pola. Vi insegnò fino al marzo 1905, quando il vicedirettore della Berlitz riuscì nuovamente a farlo trasferire a Trieste. Nonostante il periodo travagliato, Joyce portò a termine alcuni racconti che faranno poi parte di Gente di Dublino e la seconda stesura della raccolta di versi Musica da camera.

Dopo la nascita di Giorgio, il primogenito di Joyce e Nora, la famiglia ebbe bisogno di più soldi e, con la scusa della nostalgia e l'offerta di un posto come insegnante, Joyce invitò a Trieste suo fratello Stanislaus, il quale accettò.Secondo Ellmann, Stanislaus permise a Joyce di usufruire della sua parte "per semplificare le cose". La loro convivenza però non fu semplice perché la frivolezza con cui Joyce spendeva il loro denaro e la sua condizione di alcolizzato non piacevano a Stanislaus.Il diverbio peggiore fu nel luglio 1910 (Ellmann, pp 311-313)

Nel 1906 il desiderio di viaggiare portò Nora e Joyce a Roma, con il figlio Giorgio. Vi trovò un posto da impiegato alla Nast, Kolb & Schumacher Bank. Soggiornarono in via Frattina 52 da agosto a dicembre dello stesso anno, ma ben presto, delusi dalla città, ritornarono a Trieste. Comunque, nel poco tempo libero dal lavoro bancario, Joyce scrisse l'ultimo racconto di Gente di Dublino, I morti.