Il turismo è l'insieme di attività e di servizi relativi a viaggi e soggiorni compiuti fuori dalla propria residenza abituale, effettuati con scopi ricreativi o di istruzione.Il soggiorno è generalmente non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall'esercizio di ogni attività remunerata all'interno dello Stato visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza, visite ad amici e parenti, motivi di affari e professionali, di salute, religiosi.

Turismo comprende sia i fruitori-consumatori, ovvero i turisti, che rappresentano la domanda di quel dato bene, sia l'offerta ovvero l'industria turistica<<Il turismo non è solo un viaggio, è anche una particolare modalità di consumo del tempo libero e per questo lo spazio con il quale il turista si confronta è, di fatto, un bene di consumo al pari di un oggetto di consumo quotidiano.>>Dino Gavinelli, Giacomo Zanolin, Geografia del turismo contemporaneo. Pratiche, narrazioni e luoghi, 2019, pag. 94, Carocci, ISBN 9788843095247.

Il turismo è un fenomeno di costume praticato essenzialmente dai ceti abbienti contemporanei caratterizzati da comportamenti di società del superfluo a differenza di altre società contemporanee che vivono soprattutto in uno stato di bisogno, favorendo paragoni emblematiciMarco Aime, Davide Papotti, L'altro e l'altrove. Antropologia, geografia, turismo, cap.IV Declinazioni dell'altro, pag. 182, Einaudi, 2012, ISBN 978 8806 20505 8.

Storia

Il turismo moderno – comodo e di massa – è molto diverso dai viaggi che venivano intrapresi fino al XVIII secolo: i pellegrinaggi medievali o le esplorazioni iniziate nel XV secolo, in particolare intorno ai tre poli principali di attrazione: Roma, Gerusalemme (cfr. via Francigena) e Santiago di Compostela (cfr. Cammino di Santiago di Compostela). Verso queste tre località si snodava una rete di santuari, ostelli, mansiones, ospedali, conventi che assistevano i viandanti ed i pellegrini.

Un tipo di viaggiatore più simile al turista di oggi era il giovane che, a partire dal XVII secolo, si impegnava nel Grand Tour - pratica di educazione all'uso del mondo" da quell'epoca sempre più frequente per i figli della borghesia ricca, soprattutto inglese. Visitate la Germania e la Francia le mete predilette di questi viaggiatori nordici erano Spagna e Italia, alla scoperta del pittoresco dell'Europa meridionale. In un tempo in cui ben poche case private disponevano di acqua corrente, servizi e igiene degni di questo nome, ciò che oggi chiamiamo "strutture ricettive" consisteva in locande generalmente scomode e poco pulite, che fungevano da punti di sosta e consentivano di cambiare o far riposare i cavalli, e viaggiare rimaneva assai faticoso e non privo di rischi (in alcuni diari di viaggio si può leggere, ad esempio, il timore del brigantaggio italiano).

Anche per questo, il grand tour non si spingeva generalmente più a sud di Napoli, fino a quando – ma siamo già nel XIX secolo – Stendhal scrisse che

da allora molti lo seguirono, come per esempio Goethe, il cui Viaggio in Italia (Italienische Reise), pubblicato nel 1817, fu utilizzato dai viaggiatori di molti decenni successivi come una vera e propria guida turistica.

Ma si trattava ancora di viaggiatori délite. Ciò che oggi chiamiamo turismo – cioè il viaggio organizzato e di massa – ha invece una data di origine certa ed un inventore ben determinato: il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, organizzò un viaggio di 11 miglia da Leicester a Loughborough: ben 600 persone vi parteciparono, al costo di uno scellino a testa. Il successo fu tale da spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, dando inizio all'industria turistica modernamente intesa.

Da questa data, il viaggiare è diventato sempre più "turismo" (cioè un viaggio organizzato prevalentemente da altri), e negli ultimi decenni il turismo è enormemente cresciuto grazie all'evoluzione e alla moltiplicazione dei mezzi di trasporto, all'incremento dei redditi nel mondo occidentale e, ultimamente, anche ai nuovi mass media che hanno cambiato l'accesso alle informazioni (es. internet, pubblicità...): tutti elementi che hanno indotto nelle società industrializzate e ricche nuovi bisogni sia di mobilità che di status symbolDino Gavinelli, Giacomo Zanolin, Geografia del turismo contemporaneo. Pratiche, narrazioni e luoghi, 2019, Carocci, ISBN 9788843095247. Oggi i motivi che spingono le persone a viaggiare sono molto diversi: vacanze, studio, pellegrinaggi, cure, formazione, affari, attività culturali. Il fenomeno conosce dimensioni sempre crescenti di anno in anno. L'Organizzazione Mondiale del Turismo stima che nel 2012, per la prima volta nella storia, abbia viaggiato per turismo oltre un miliardo di persone.stima

Nascita del termine Turista compare come neologismo inglese nel 1800, in francese nel 1803, in tedesco nel 1875. Recentemente il termine è apparso in cinese, mentre in molte lingue non esisteDino Gavinelli, Giacomo Zanolin, Geografia del turismo contemporaneo. Pratiche, narrazioni e luoghi, 2019, pag. 19, Carocci, ISBN 9788843095247.

I termini turista e turismo sono stati usati ufficialmente per la prima volta nel 1947 alla Società delle Nazioni. Turismo fu definito come genti che viaggiano per periodi di oltre 24 ore.

Descrizione Turismo come settore economico

L'industria del tempo libero rappresenta un settore economico importante nato dall'evoluzione dell'industria culturale, a cui affluisce il settore turistico.

I bacini di utenza e di destinazione principali del turismo contemporaneo sono l'America del Nord e l'EuropaMarco Aime, Davide Papotti, L'altro e l'altrove. Antropologia, geografia, turismo, cap.II Modalità di produzione e circolazione dell'immagine turistica, pag. 53, Einaudi, 2012, ISBN 978 8806 20505 8.

Col termine turismo si può intendere anche, a seconda del contesto, il settore industriale e commerciale, parte del settore terziario, che si occupa di fornire (vendere) servizi tangibili come trasporti (in aereo, treno, nave, pullman e così via), servizi di ospitalità (presso alberghi, pensioni, villaggi turistici), strutture ricettive e altri servizi correlati (guide turistiche; ingresso in musei, fiere, parchi naturali e altre attrazioni turistiche; servizi di assicurazione per il viaggiatore; servizi di ristorazione e intrattenimento; e via dicendo). A questo settore appartengono i fornitori ultimi di servizi e gli intermediatori come operatori turistici e agenzie turistiche. Si tratta di un settore economico estremamente ricco, che finanzia grandi manifestazioni e il cui volume d'affari ha vissuto una crescita quasi costante dal dopoguerra in poi (con momenti di riflusso legati a contingenze internazionali come gli attentati dell'11 settembre 2001).

Su scala globale, si stima che il turismo rappresenti oggi il 10% del prodotto interno lordo, un occupato su 11 ed il 7% delle esportazioni mondiali. Nel 1950 vi erano 25 milioni di turisti internazionali, nel 2015 ve ne sono stati 1186 milioni e nel 2030 si prevede che saranno 1,8 miliardi. Il numero dei turisti interni è stimato oltre i 5 milioniUNWTO,Tourism Highlights 2016, Madrid, 2016.

Il turismo è un'importante fonte di entrate per molti paesi del mondo e porta denaro alle casse dello stato attraverso la tassazione dei servizi correlati al turismo (per esempio le tasse aeroportuali), oltre che indirettamente attraverso gli incassi dei fornitori di servizi. Recentemente, molte organizzazioni non governative hanno iniziato a occuparsi di turismo come mezzo per favorire lo sviluppo di nazioni povere; in genere, il turismo in questo contesto viene configurato come turismo responsabile (ovvero vincolato a requisiti di rispetto per l'ambiente e le culture locali). In questo contesto è nata la Carta sull'etica del turismo e dell'ambiente, che definisce il turismo come diritto dell'uomo e importante strumento di pace e di giustizia sociale.

Motivazioni sociologiche Sotto l'aspetto sociologico, Raffaele Alberto Ventura definisce il turismo come «forma sublimata della critica sociale perché ci permette di vivere temporaneamente come cittadini di società ideali, ma del tutto artificiali.»Raffaele Alberto Ventura.Teoria della classe disagiata, 2017, Edizioni minimum fax, Roma,pag 138, ISBN 978-88-7521-817-1

Il turismo nello spazio geografico

L. Bagnoli, Manuale di geografia del turismo. Dal Grand Tour al Covid. Quinta edizione, 2022, UTET Università, ISBN 9788860089342

Limiti al turismo

A volte il turismo crea dei conflitti con le popolazioni residenti a causa di mutamenti economici, sociali, strutturali o ambientali che porta con sé. Per questo alcuni parlano del rischio di scivolare verso forme di neocolonialismo e di dominio.*Giulio Angioni et Al. (a cura di Edoardo Salzano), Lezioni di piano. L'esperienza pioniera del Piano paesaggistico della Sardegna raccontata per voci, Venezia, Corte del Fontego, 2013

Forme e tipologie

Premesso che forme e tipologie di turismo possono essere varie quanto i turisti, tant'è che col tempo se ne aggiungono di nuove, si è comunque cercato di definire dei parametri in base a fattori o spaziali, o di tempo,o di gusti,od economici per poter offrire strategie allo sviluppo turistico.

Comunemente si suole distinguere tra: turismo estivo, invernale, stagionale o di fine settimana turismo montano, lacustre e di mare turismo nazionale o estero

Turismo culturale

Turismo creativo Può essere considerato come una forma di turismo culturale presente sin dalle origini del turismo stesso. Le sue radici europee risalgono ai tempi del Grand Tour, quando i figli delle famiglie benestanti o aristocratiche viaggiavano allo scopo (per lo più interattivo) di vivere esperienze educative. Più recentemente, al turismo creativo è stato attribuito un suo proprio nome, grazie a Crispin Raymond e Greg RichardsRichards, G. (2002) Creative tourism as a factor in destination development., In N. Andrews, S. Flanagan and J. Ruddy (eds) Innovation in Tourism Planning. Dublin: Dublin Institute of Technology. ISBN 0-9542930-2-9; quest'ultimo, in qualità di membro dell'associazione per l'educazione al turismo e al tempo libero (ATLAS), ha diretto una serie di progetti per la Commissione delle Comunità Europee, che comprendono il turismo culturale e sostenibile.

Entrambi, hanno definito il "turismo creativo" come il turismo collegato alla partecipazione attiva dei viaggiatori nella cultura della comunità di accoglienza, attraverso laboratori interattivi ed esperienze di apprendimento informale.

Il turismo creativo viene considerato come un turismo di nuova generazione, e prevede la partecipazione dei turisti in attività creative con la popolazione locale. La generale tendenza degli ultimi anni alla frammentazione dei mercati ha favorito la comparsa di un turista nuovo, non più attratto dalle caratteristiche generali della destinazione, ma piuttosto dalla specificità delle offerte e dei servizi. Esistono infiniti modi di vivere il turismo e, tra gli altri, l'enoturismo, i soggiorni linguistici, lo slowtourism e il turismo congressuale. Il turismo creativo è uno di questi.

Davanti a questa iper-specializzazione, il turista creativo è più esigente rispetto alle esperienze che gli vengono proposte, le quali sono poi determinanti nella scelta della destinazioneRichards, G. (2002) Creating a new tourism? In Garcia, S. (ed.) Turisme i Cultura. Debats del Congrés de Turisme Cultural SITC. Fundacio Interarts, Barcelona, pp. 61-66. ISBN 84-607-3501-X..