La battaglia di Boara Polesine è stato uno scontro avvenuto l'8 dicembre 1813 tra le forze francesi del generale Marcognet e le forze austriache del generale Starhemberg. La vittoria austriaca segnò l'inizio dell'occupazione del Polesine da parte delle truppe asburgiche e favorì il collegamento tra l'esercito principale austriaco ed il corpo del generale Nugent, avventuratosi in una spedizione in Emilia, dietro alle linee nemiche.
Contesto storico
Dopo la tregua dovuta all'armistizio di Pleiswitz, l'Austria, prima mediatrice tra le parti e rimasta a lungo neutrale, si schierò contro le forze francesi. Napoleone, prevedendo questa possibilità, aveva inviato in Italia il figliastro, Eugenio di Beauharnais, con il compito di proteggere la penisola. Con un'armata di circa uomini si era recato in Friuli ed aveva affrontato gli uomini di Hiller.. Dopo numerosi scontri tra le parti, la situazione stava volgendo in favore degli austriaci, che avevano ottenuto ripetuti successi in Carniola e in Istria. Ad aggravare la posizione dei franco-italiani fu la defezione della Baviera, che permetteva la possibilità agli austriaci di scendere nel Tirolo e colpire le forze di Eugenio alle spalle. Per prevenire tutto ciò, l'esercito napoleonico iniziò una lunga ritirata, conclusasi sulla linea dell'Adige..
Antefatti
Giunto sulle sponde dell'Adige, l'esercito franco-italiano trovò una solida linea difensiva, che gli austriaci faticarono a superare: a nord la forte posizione difensiva di Rivoli impediva ogni incursione dal Tirolo, al centro le fortezze di Verona e Legnago avevano la stessa funzione mentre nel basso corso del fiume l'ampiezza del letto e la presenza di una divisione erano sufficienti a fermare i tentativi di attraversamento. Gli austriaci tentarono di imbastire un attacco prima che le forze di Eugenio consolidassero la propria posizione ma i franco-italiani agirono per primi, colpendo l'esercito austriaco a Caldiero e resistendo alla loro controffensiva qualche giorno dopo, mantenendo il controllo di alcuni avamposti sulla riva settentrionale dell'Adige a Veronetta e San Michele.. Non trovando successo nel medio-corso del fiume, gli austriaci concentrarono i loro sforzi verso il basso Adige. Oltre ad essere il tratto fluviale più facile da passare, la completa conquista della zona avrebbe comportato l'isolamento della Laguna Veneta, impedendo alle migliaia di soldati impiegati nella sua difesa di ricevere alcun tipo di comunicazione dal quartier generale di Eugenio. A dirigere i movimenti austriaci in questa zona era il generale Marchal, responsabile delle truppe imperiali dispiegate contro Venezia. Diversi reparti, ad esempio la colonna del generale Starhemberg vennero portati verso sud, nella zona di Boara Pisani e Badia Polesine, dove si sarebbe tentato di effettuare un attraversamento.. Mentre la città lagunare veniva lentamente circondata, da Trieste, dopo aver completato l'assedio della città, il generale Nugent si imbarcò con direzione la sponda occidentale dell'Adriatico: una parte della sua flotta si diresse nella parte settentrionale della Laguna Veneta, l'altra sbarcò a sud del Po, dietro alle linee nemiche. Con l'arrivo di questo corpo di spedizione in Emilia, il possesso del Polesine divenne ancora più rilevante per le comunicazioni di entrambi gli schieramenti, con i napoleonici desiderosi di mantenere il collegamento con Venezia. e gli austriaci di rallacciarsi a Nugent. Eugenio inviò l'intera divisione Marcognet nel tentativo di rafforzare il controllo della zona.... ma questo non impedì agli austriaci di attraversare l'Adige nei primi giorni di dicembre e di impossessarsi di Rovigo. Il 3 dicembre, tuttavia, il generale Deconchy, prendendo l'iniziativa, riuscì a scacciare le forze nemiche dalla città, gettandole indietro verso Boara Polesine.. Il francese avrebbe avuto l'occasione di rinnovare l'attacco il giorno seguente e spingere nuovamente gli austriaci sulla sponda settentrionale dell'Adige ma delle eccessive preoccupazioni lo frenarono.. Questo permise agli austriaci di avere una testa di ponte da sfruttare per attraversare nuovamente il fiume in forze.
Nei giorni successivi, Eugenio fu informato dei movimenti degli austriaci, in particolare dello spostamento della colonna del generale Starhemberg verso Boara Pisani. Intuendo le intenzioni dello stato maggiore austriaco, che intendeva attraversare nuovamente il fiume e tagliare definitivamente le comunicazioni franco-italiane con Venezia, Eugenio fece inviare in zona una divisione: spostò la brigata Schmitz da San Michele, rimpiazzandola con la brigata Campi, destinando i primi alla protezione di Ronco. Allo stesso tempo, Marcognet riunì gli otto battaglioni della sua divisione e abbandonò la protezione di Ronco per dirigersi verso il basso corso dell'Adige. Giunse a Lendinara il 6 dicembre; alla sua destra lasciò la colonna di Deconchy, impegnata ad osservare la testa di ponte austriaca di Boara Polesine, difesa dal reggimento Benjowsky.. Dall'altro lato del fiume, nel frattempo, Starhemberg, accompagnato dal generale Marchal, era arrivato a Boara, preparandosi ad attraversare l'Adige. Sulle due sponde del fiume, l'esercito imperiale contava circa uomini.
La battaglia La mattina dell'8 dicembre, tra le 8 e le 9, dopo aver lasciato gli uomini del 106º reggimento a Lendinara la divisione Marcognet si mise in marcia, divisa in tre colonne: la sinistra, comandata da Jeanin, si diresse verso Concadirame passando per Lusia; il centro, condotto personalmente da Marcognet, si mosse seguendo la riva sinistra dell'Adigetto mentre la destra, guidata da Deconchy, seguì lo stesso canale ma sulla riva opposta.. Gli austriaci di Starhemberg erano poco più di , concentrati nei pressi di Boara Polesine..
La sinistra francese, giunta nei pressi della propria meta, si ritrovò di fronte il reggimento austriaco Benjowski: sebbene gli asburgici fossero stati nettamente indeboliti dai precedenti scontri avvenuti nei pressi di Verona a metà novembre e dalla recente battaglia a Rovigo, pose una concreta resistenza. Inizialmente, un primo gruppo di cacciatori austriaci fu allontanato da Concadirame con facilità dai francesi, assumendo una posizione più arretrata, a breve distanza dalla strada tra Boara Polesine e Rovigo. Rinforzati dall'arrivo di alcune compagnie e da alcuni cannoni, gli austriaci, con una carica alla baionetta, riuscirono a fermare l'avanzata francese e a respingere i napoleonici verso Concadirame, villaggio che poi attaccarono e riconquistarono rapidamente. Proprio nel momento in cui questa colonna di sinistra era più pesantemente impegnata, il colonnello Grosbon del 53° emerse sulle retrovie e sul fianco austriaco, scacciandoli, non senza subire perdite significative, e riuscendo persino a impadronirsi temporaneamente di due cannoni. Tuttavia, feritosi cadendo da cavallo dopo che l'animale era stato colpito mortalmente, il colonnello fu costretto ad abbandonare i pezzi d'artiglieria che aveva appena catturato. Dopo una nuova carica alla baionetta, gli austriaci riuscirono a riprendere Concadirame, nonostante diverse compagnie francesi fossero state impiegate per difendere il fianco sinistro di Marcognet.
Nel frattempo, il generale Deconchy aveva facilmente conquistato Rovigo e respinto i suoi difensori fino al ponte sul canale di Ceresolo, che avevano barricato. Tuttavia, dopo un feroce combattimento, furono costretti ad abbandonare la posizione e a ritirarsi verso la loro testa di ponte a Boara Polesine. Marcognet e Deconchy spesero il resto della giornata nel tentativo di conquistare la posizione nemica. Al calar della notte, erano riusciti a insediarsi solo nelle prime case di Boara quando, verso le 20, Starhemberg, radunata tutta la fanteria e richiamati gli ussari rimasti sulla riva sinistra, riprese l'offensiva sulla destra a Concadirame, si lanciò in massa compatta sulle truppe che attaccavano Boara e le respinse in disordine fino a Rovigo. Questo attacco notturno, favorito dall'oscurità e dalla fitta nebbia che avevano impedito ai francesi di rendersi conto dell'inferiorità numerica dell'avversario, ebbe un tale effetto su Marcognet, ormai convinto di trovarsi di fronte a Boara uomini e un'ingente forza di cavalleria, che decise di ritirarsi sulle posizioni che aveva occupato quella mattina..
Conseguenze
Le perdite erano state ingenti da entrambe le parti, poiché lo stesso Starhemberg nel suo primo rapporto stimava in 200 il numero degli uomini messi fuori combattimento e, nel riferire sui fatti di Rovigo, il 9 dicembre alle 4 del mattino, Marcognet annunciò da Lendinara al generale Grenier che il 53° di linea, ridotto a uomini, aveva avuto 244 uomini tra morti, feriti o dispersi e che un battaglione del 102°, dopo aver lasciato 110 uomini nei pressi di Concadirame, ne aveva presenti solo 200.
Marcognet e la sua divisione arretrarono sei giorni seguenti, arrivando l'11 dicembre ad acquisire la posizione di Castagnaro. La perdita di Rovigo e di parte del Polesine permise agli austriaci di superare, almeno parzialmente, la linea difensiva dell'Adige e di recidere definitivamente le comunicazioni dell'esercito napoleonico con Venezia, che da questo giorno in poi rimase del tutto isolata. Inoltre, a seguito della conquista del Polesine, le forze di Nugent riuscirono a ricollegarsi con l'esercito principale e ad essere adeguatamente supportate e rinforzate:. gli austriaci decisero ai mantenere aperto il fronte in Emilia Romagna, affidando proprio al generale di origini irlandesi il comando delle forze imperiali nella regione.
Note
Bibliografia
Categoria:Guerra nel 1813 Categoria:Battaglie che coinvolgono il Regno d'Italia (1805-1814) Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Austria Categoria:Battaglie della Sesta coalizione