Succeduto a Romolo dopo un anno di interregno, regnò per 42 anni dal 715 al 673 a.C: a lui vengono attribuite molte delle più importanti istituzioni religiose e politiche di Roma quali il calendario romano, le vergini Vestali e la carica di pontefice massimo.

Leggenda

Di origine sabina, per la tradizione e la mitologia romana, tramandataci grazie soprattutto a Tito Livio e a Plutarco, che ne scrisse anche una biografia, era noto per la sua pietà religiosa.

Avrebbe regnato dal 715 a.C. fino alla sua morte nel 673 a.C. (ottantenne, dopo quarantadue anni di regno) succedendo, come re di Roma, a Romolo.

Secondo antiche fonti tramandate da Ovidio, Numa Pompilio sarebbe stato discepolo di Pitagora, sebbene quest'ultimo in realtà sia vissuto oltre un secolo dopo di lui, ma i due in ogni caso continuarono ad essere accostati per la somiglianza delle loro dottrine.

Numa Pompilio era conosciuto come un re pio, e in tutto il suo regno non combatté nemmeno una guerra. Curiosamente nel decimo libro dellEneide, uno dei più forti guerrieri al seguito del re rutulo Turno si chiama Numa; un nome quindi destinato, secondo Virgilio, a entrare in quella che sarà appunto la storia di Roma.

Regno (715 - 673 a.C.)

Ascesa al potere

L'incoronazione di Numa non avvenne immediatamente dopo la scomparsa di Romolo. Per un certo periodo i Senatori governarono la città a rotazione, alternandosi ogni dieci giorni, in un tentativo di sostituire la monarchia con una oligarchiaPlutarco, Vita di Numa II, 6-7. Però, incalzati dal sempre maggiore malcontento popolare causato dalla disorganizzazione e scarsa efficienza di questa modalità di governo, dopo un annoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 57.1 i Senatori furono costretti ad eleggere un nuovo re.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 57, 1-4.

La scelta apparve subito difficile a causa delle tensioni fra i senatori Romani che proponevano il senatore Proculo ed i senatori Sabini che proponevano il senatore Velesio.

Per trovare un accordo si decise di procedere in questo modo: i senatori romani avrebbero proposto un nome scelto fra i Sabini e lo stesso avrebbero fatto i senatori sabini scegliendo un romano.Plutarco, Vita di Numa, III, 1. I Romani proposero Numa Pompilio, appartenente alla Gens Pompilia, che abitava nella città sabina di CuresFloro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 2.2. ed era sposato con Tazia, l'unica figlia di Tito Tazio. Sembra che egli fosse nato nello stesso giorno in cui Romolo fondò Roma (21 aprile). Numa, concittadino di Tito Tazio, era noto a Roma come uomo di provata rettitudine oltreché esperto conoscitore di leggi divine, tanto da meritare l'appellativo di Pius. I Sabini accettarono la proposta rinunciando a proporre un altro nome.Plutarco: vita di Numa; III, 3

Furono dunque inviati a Cures Proculo e Velesio (i due senatori più influenti rispettivamente fra i Romani ed i Sabini) per offrirgli il regnoPlutarco: vita di Numa; V, 1. Inizialmente contrario ad accettare la proposta dei senatori, per la fama violenta dei costumi di Roma,Plutarco: vita di Numa; V, 2-5 Numa vi acconsentì solo dopo aver preso gli auspici degli dei, che gli si dimostrarono favorevoli; Numa fu quindi eletto re per acclamazione da parte del popolo.Plutarco: vita di Numa; VII, 1

Riforme politiche e religiose La leggenda afferma che il progetto di riforma politica e religiosa di Roma attuato da Numa fu a lui dettato dalla ninfa Egeria con la quale, ormai vedovo, soleva passeggiare nei boschiT. Livio: Ab Urbe condita; I, 19: Qui cum descendere ad animos sine aliquo commento miraculi non posset, simulat sibi cum dea Egeria congressus nocturnos esse; eius se monitu quae acceptissima dis essent sacra instituere, sacerdotes suos cuique deorum praeficere. e che si innamorò di lui al punto da renderlo suo sposo.Plutarco, Vita di Numa; IV, 2-3

A Numa viene attribuito il merito di aver creato una serie di riforme tese a consolidare le istituzioni della nuova città, prime tra tutte quelle religiose, raccolte per iscritto nei commentarii Numae o libri Numae, che andarono perduti nel sacco gallico di Roma (387 a. C.).Plutarco, Vita di Numa, I, 1 Sulla base di queste norme di carattere religioso, i culti cittadini erano amministrati da otto ordini religiosi: i Curionihttps://www.treccani.it/vocabolario/curione/?search=Curion, i Flamini, i Celeres, le Vestali, gli Auguri, i Salii, i Feziali e i Pontefici.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 63-73. Numa stabilì di unificare ed armonizzare tutti i culti e le tradizioni dei Romani e dei Sabini residenti a Roma per eliminare le divisioni e le tensioni fra questi due popoli, riducendo l'importanza delle tribù e creando nuove associazioni basate sui mestieri.Plutarco, Vita di Numa; XVII, 3.

Appena divenuto re nominò, a fianco del sacerdote dedito al culto di Giove ed a quello dedicato al culto di Marte, un terzo sacerdote dedicato al culto del dio Quirino, gli dei più importanti dell'epoca arcaica. Riunì poi questi tre sacerdoti in un unico collegio sacerdotale che fu detto dei flamini, a cui diede precise regole ed istruzioni.Plutarco, Vita di Numa; VII, 4-5 Proibì ai Romani di venerare immagini divine a forma umana e animale perché riteneva sacrilego paragonare un dio con tali immagini e, durante il suo regno non furono costruite statue raffiguranti gli dei.Plutarco, Vita di Numa, VIII, 7 Istituì il collegio sacerdotale dei Pontefici,Plutarco, Vita di Numa, IX, 1-4. presieduti dal Pontefice Massimo, carica che Numa ricoprì per primo e che aveva il compito di vigilare sulle vestali (vedi sotto), sulla moralità pubblica e privata e sull'applicazione di tutte le prescrizioni di carattere sacro.Plutarco, Vita di Numa, VII, 4.

Istituì poi il collegio delle vergini VestaliDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 64, 5.Plutarco, Vita di Numa, IX, 5 assegnando a queste uno stipendio e la cura del tempio in cui era custodito il fuoco sacro della città;Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 2.3. le prime furono Gegania, Verenia, Canuleia e Tarpeia (erano dunque quattro, Anco Marzio ne aggiunse altre due portandole a sei).Plutarco, Vita di Numa; X, 1-7 Istituì anche il collegio dei Feziali (i guardiani della pace) che erano magistrati-sacerdoti con il compito di tentare di appianare i conflitti con i popoli vicini e di proporre la guerra una volta esauriti tutti gli sforzi diplomatici.Plutarco, Vita di Numa; XII, 4-7

Nell'ottavo anno del suo regno istituì il collegio dei Salii, sacerdoti che avevano il compito di separare il tempo di pace e di guerra (per gli antichi romani il periodo per le guerre andava da marzo ad ottobre).Plutarco, Vita di Numa; XIII, 1-7 Era, questa funzione, molto importante per gli abitanti dell'antica Roma, perché sanciva, nel corso dell'anno, il passaggio dallo stato di cives (cittadini soggetti all'amministrazione civile e dediti alle attività produttive) a milites (militari soggetti alle leggi ed all'amministrazione militare e dediti alle esercitazioni militari) e viceversa per tutti gli uomini in grado di combattere. Migliorò anche le condizioni di vita degli schiavi, per esempio permettendo loro di partecipare alle feste in onore di Saturno, i Saturnalia assieme ai loro padroni.Plutarco, Vita di Numa, 1.5.

La tradizione romana rimanda a Numa Pompilio la definizione dei confini tra le proprietà dei privati, e tra queste e la proprietà pubblica indivisa, statuizione che fu sacralizzata con la dedica dei confini a Jupiter Terminalis, e l'istituzione della festività dei Terminalia.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 74, 1-4. Nel Foro, fece costruire il tempio di Vesta,Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 65,5. e dietro di questo fece costruire la RegiaPlutarco, Vita di Numa; XIV, 1. e lungo la Via Sacra fece edificare il Tempio di Giano, le cui porte potevano essere chiuse solo in tempo di pace (e rimasero chiuse per tutti i quarantatré anni del suo regno).Plutarco, Vita di Numa; XX, 1-3Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.13. Secondo l'enciclopedista Marco Verrio Flacco (secc. I a.C. - I d.C.), riportato dal lessicografo Sesto Pompeo Festo, il re, ordinando la costruzione del tempio di Vesta, volle che fosse di forma rotonda (ad pilæ similitudinem), cioè della stessa forma del mondo, in quanto egli era un convinto sostenitore della sfericità della terra, tesi dunque evidentemente già in voga in quei lontani tempi.Sesto Pompeo Festo, De verborum significatione. Pars I, pp. 354-355. Budapest, 1889.

Secondo Dionigi di Alicarnasso Numa poi incluse nella città il Quirinale, anche se questo a quell'epoca non era ancora cinto da mura.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 62, 5.

Calendario Romano

A lui viene ascritta anche una riforma del calendario, basato sui cicli lunari, che passò da 10 a 12 mesi di 355 giorni (secondo Livio invece lo divise in 10 mesi, mentre in precedenza non esisteva alcun calcolo), con l'aggiunta di gennaio, dedicato a Giano, e febbraio che furono posti alla fine dell'anno, dopo dicembrePlutarco, Vita di Numa; XVIII, 1-4 (l'anno iniziava con il mese di marzo; da notare la persistenza dei nomi degli ultimi mesi dell'anno con i numeri: settembre, ottobre, novembre, dicembre).

Il calendario conteneva anche l'indicazione dei giorni fasti e nefasti, durante i quali non era lecito prendere alcuna decisione pubblica. Anche in questo caso, come per tutte le riforme più difficili, la tradizione racconta che il re seguì i consigli della ninfa Egeria, sottolineando così il carattere sacrale di queste decisioni.

L'anno così suddiviso da Numa, non coincideva però con il ciclo lunare, per cui ad anni alterni veniva aggiunto come ultimo mese il mercedonio, composto da 27 giorni, togliendo a febbraio 4 o 5 giorni; era il collegio dei pontefici a decidere queste compensazioni, alle volte anche sulla base di convenienze politiche.Plutarco, Vita di Numa; XIX, 1-6

Feste religiose

Come sopra scritto, Floro racconta che Numa insegnò i sacrifici, le cerimonie ed il culto degli Dei immortali ai Romani.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.12. Creò anche i pontefici, gli auguri ed i Salii. La tradizione vuole che Numa abbia istituito, tra l'altro, anche la Festa di Quirino e la Festa di Marte. La prima festa si celebrava a febbraio, mentre la festa dedicata a Marte si celebrava a marzo, e veniva officiata dai Salii. Numa partecipava di persona a tutte le feste religiose, durante le quali era proibito lavorare.

A queste riforme di carattere religioso corrispose anche un periodo di prosperità e di pace che permise a Roma di crescere e rafforzarsi, tanto che durante tutto il suo regno le porte del tempio di Giano non furono mai aperte.Plutarco, Vite Parallele: Licurgo e Numa; IV, 7

Morte e sepoltura Morì ottantenne e non di morte improvvisa, ma consunto dagli anni (per malattia secondo Livio), quando suo nipote, il futuro re Anco Marzio, aveva solo cinque anni,Plutarco, Vita di Numa; XXI, 4 circondato dall'affetto dei romani, grati anche per il lungo periodo di prosperità e pace di cui avevano goduto. Alla processione funebre parteciparono anche molti rappresentanti dei popoli vicini ed il suo corpo non fu bruciato, ma seppellito insieme ai suoi libri in un mausoleo sul Gianicolo.Plutarco, Vita di Numa; XXII, 1-2

Dopo la bellicosa esperienza del regno di Romolo, Numa Pompilio seppe con la sua saggezza fornire un saldo equilibrio alla nascente città.

Durante il consolato di Marco Bebio Tamfilo e Publio Cornelio Cetego, nel 181 a.C., due contadini ritrovarono il luogo della sua sepoltura, contenente sette libri in latino di diritto pontificale, ed altrettanti in greco di filosofia. Per decreto del senato i primi furono conservati con cura, mentre i secondi furono pubblicamente bruciati.Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, Lib I 1.1.12

Discendenza