LAccademia degli Aspiranti Naturalisti è stata un'associazione scientifica privata, fondata a Napoli dallo zoologo pugliese Oronzio Gabriele Costa, nel 1838, durante il Regno delle Due Sicilie.Cfr. .

È stata l'accademia che ha formato i più eminenti medici e naturalisti che operarono a Napoli nell'ultimo ventennio borbonico,Cfr. . e che avrebbero contribuito, nell'Italia postunitaria, alla ripresa degli studi chimici, botanici, medici e zoologici.Tra gli altri, i medici: Carlo Pane, Tito Livio De Sanctis, Antonio De Martinio, Francesco Saverio Briganti, Francesco Vizioli, Giovanni Paladino, Lionardo Dorotea, Salvatore Tommasi, Giuseppe Albini, Angelo Camillo De Meis, Antonio Ciccone, Salvatore De Renzi, Raffaele Del Monte, Domenico Tarsitani, Francesco Prudente, Geminiano Grimelli, Biagio Gioacchino Miraglia, Cesare Merolla, Antonio Raffaele, Marino Turchi e Filippo Pacini; il medico veterinario: Almerico Cristin; i chimici: Pasquale La Cava e Raffaele Napoli; gli entomologi: Gaetano Osculati, Achille Costa, Massimiliano Spinola, Camillo Rondani e Giuseppe Palma; l'astronomo: Annibale De Gasperis; i mineralogisti e geologi: Bartolomeo Gastaldi, Antonio Amary, Pietro Calcara e Gaetano Tenore; il matematico Ferdinando De Luca; i fisici: Giacomo M. Paci e Giuliano Giordano; gli zoologi: Orazio Antinori, Giuseppe Genè; i botanici: Achille Bruni, Giovanni Passerini, Vincenzo Tenore, Giuseppe Antonio Pasquale, Nicola Pedicino, Francesco Tornabene Roccaforte, Nicola Terracciano, Patrizio Gennari e Gaetano Licopoli (cfr. e ).

Il sodalizio si riunì per la prima volta il 24 febbraio 1838, in veste ancora informale, e fu inaugurato solennemente il 10 gennaio 1841, nella Cappella di Santa Monaca a Carbonara.La cappella fa parte del complesso monumentale della chiesa di San Giovanni a Carbonara ed è attualmente conosciuta come Cappella di Santa Monica. Secondo le fonti dell'epoca, la Cappella di chiamava invece di Santa Monaca a Carbonara (cfr. ad es. ; ; e). Sospese le sue attività nel 1848 per riprenderle nel 1861, nella sede dell'Accademia Pontaniana, e sciogliersi poi definitivamente nel 1869.

Storia

L'inizio del percorso L'inizio del percorso, che avrebbe portato alla nascita della nuova Accademia, si può far risalire, secondo le parole dello stesso fondatore, lo zoologo salentino Oronzio Gabriele Costa, al luglio del 1836.Cfr. Lettera di Oronzio Gabriele Costa in .

Proprio allora Costa, in esplorazione faunistica nelle Calabrie, per conto della R. Accademia delle Scienze di cui era socio, aveva ricevuto la proposta di nomina a titolare della cattedra di Storia naturale, presso l'Università degli Studi di Corfù.L'Università di Corfù (Ionian University) è stata la prima università greca in età moderna. Fu fondata nel 1824 dal filoellenico britannico Frederick North, 5º conte di Guilford, quando Corfù e le altre sei isole Ionie, erano un protettorato del Regno Unito, secondo il Trattato di Parigi del 1815 (cfr.).

Nel contempo, a Napoli, era stata varata la riforma universitaria di Ferdinando II che prevedeva, tra l'altro, la ripartizione su quattro cattedre delle discipline afferenti alla zoologia.Cfr. .

Per la prima di dette cattedre, definita da Francesco Saverio Monticelli di Zoologia generale,O anche di Zoologia teoretica secondo Pietro Battaglini (cfr. ). si richiedeva che il candidato avesse «profonde dottrine, e facile comunicativa» e che fossero «in lui ben formate e chiarificate le idee generali che si applicano ad una o ad altra classe di viventi».Cfr. Coerentemente, ne era prevista l'assegnazione tramite pubblico concorso nazionale.

Ferdinando II, invece, per scongiurare la partenza di Costa«La fama di questo dotto naturalista, giunta sino agli stranieri, ed accresciuta di molto dall'ultimo suo travaglio, la Fauna del Regno di Napoli, lo aveva fatto richiedere dagli Inglesi a Corfù per Professore di Storia Naturale. Non volle però Ferdinando Il che di tanto merito si avessero goduto gli stranieri, e legollo a noi» (cfr.). e il grave detrimento che ne sarebbe derivato per la zoologia napoletana,Costa, «tipico esempio della scuola zoologica napoletana dell'800» (cfr. ) era un convinto sostenitore delle teorie lamarckiane e, nel 1936, godeva già di fama internazionale soprattutto per le sue ricerche sull'anfiosso. Rinvenuto lungo le spiagge del litorale di Posillipo, il Branchiostoma lubricum - poi accettato come Branchiostoma lanceolatum () (cfr.) - era stato descritto e collocato sistematicamente da Costa che, per primo, ne aveva definito i caratteri diagnostici di quello che, più tardi, sarebbe stato istituito come il subphylum dei Cephalochordata. Costa inoltre era socio, già dal 1826, di prestigiose istituzioni scientifiche italiane ed estere e aveva pubblicato numerosi lavori tra cui i primi tomi della Fauna del Regno di Napoli, la sua opera monumentale in 11 volumi che, probabilmente, sarebbe rimasta incompiuta se avesse scelto di lasciare Napoli (cfr. e ). assegnò proprio quella cattedra a CostaCfr. e, «con un ragiro (sic) già concertato», lo fece nominare professore nella R. Università di Napoli.Costa fu nominato il 10 ottobre 1837 (cfr. ). Costa accettò.Costa accettò, accontentandosi del «meschino soldo della nostra Università» in luogo del «vistoso trattamento» già assegnatogli dal Senato di Corfù, perché «attaccato alla terra natale» e «grato a quello atto sovrano» (Cfr. ).

La nascita dell'Accademia Accolto formalmente nell'ambiente universitario napoletano, dal quale era rimasto sino ad allora escluso perché «l'invidia e la situazione politica gli furono avverse»,Cfr. . Costa colse l'opportunità di attuare in patria una sua antica idea, «un pensiero già maturato fin dal 1817» ma che, «per i sospetti in cui il governo viveva»,Cfr. Lettera di Oronzio Gabriele Costa in . non aveva potuto ancora realizzarsi.Il giovane Costa aveva aderito agli ideali politici liberali che lo avevano portato a partecipare ai moti costituzionali del 1820-21, come segretario della Deputazione provinciale leccese. Con il ritorno dell'Assolutismo, era stato destituito dalla cattedra del Regio Collegio di Lecce, dove insegnava dal 1816. Costretto a lasciare definitivamente la Puglia si stabilì nel 1824 a Napoli esercitando la professione di medico (cfr.). Era il progetto dell'Accademia degli Aspiranti Naturalisti.

All'epoca a Napoli esistevano già quattro accademie, due regie e due private,Le accademie regie erano la R. Società Borbonica e il R. Istituto d'Incoraggiamento, mentre le accademie private erano l'Accademia Pontaniana e l'Accademia Medico-Cerusica (cfr. ) ma il progetto di Costa era diverso. Era quello di un'associazione «giovanile... tutta operosa e per così dire militante»,Cfr. . che procedesse «con proprie osservazioni nella disamina de' fatti della natura»Cfr. . e, attraverso il confronto, la sperimentazione e la ricerca sul campo,Cfr. . allargasse i ristretti limiti intellettuali degli studi e dell'insegnamento universitario, e ovviasse all'inaccessibilità delle accademie.Cfr. .Un'istituzione cioè che «penetrata si fattamente di se medesima, esercita i giovani a ciascun ramo di Storia Naturale, li accomuna a periodiche adunanze, pone a squittinio e liberamente le loro osservazioni ed i loro giudizi» (cfr. ).

Gli inizi della nuova accademia furono piuttosto informali. Erano riunioni serali, in casa di Costa,L'abitazione di Costa, in via Cisterna dell'Olio a Napoli, fu di fatto la prima sede informale del nuovo sodalizio, non ancora costituitosi in Accademia (cfr. ). dei «più atti e volenterosi» dei suoi studenti, tra cui il figlio Achille, «onde per via d'una conversazione... apprendessero talune cose, che ad un tempo loro riuscissero d'istruzione e di diletto».«È ammirabile l'ingegnosa idea del Prof. Costa di riunire in Accademia ogni domenica la sera... que' giovani che più si distinguono fra' suoi allievi. Fa scegliere a voti de' componenti il presidente ed il segretario; e questi... fanno eseguire la lettura delle descrizioni scientifiche, delle scoverte, delle proposte di riforma ec. ec. Il prof. Costa... da rado s'intromette per raddrizzare qualche opinione scientifica che non à consona allo stato della scienza. Giudici delle produzioni scientifiche sono a turno gli stessi giovani che or correggono i compagni ed or son corretti da loro tanto in pubblico, che in privato» (cfr.).

Nei mesi successivi, quando gli incontri divennero da occasionali a periodici e coinvolsero altri studenti, molto più avanti negli studi universitari, il nuovo sodalizio si era di fatto costituito e poté riunirsi per la prima volta come Accademia degli Aspiranti Naturalisti, il 24 febbraio 1838, anche se in veste ancora informale.

Nel 1840, con l'ammissione dei primi sociPer l'art. II, co. III, dello Statuto del 1840, l'Accademia avrebbe dovuto avere al massimo dieci soci ordinari. Erano però previste anche le figure dei soci soprannumerari, dei corrispondenti e degli onorari (di diritto o elettivi). I primi soci ordinari furono: Achille Costa, Gherardo Cioffi, Salvatore Tommasi, Pietro Corigliano, Giuseppe Costa, Antonio de Martino, Michele Carbone, Pasquale La Cava e Giulio Avellino (cfr. ).

Successivamente, alla riapertura del 1861, l'art. II, co. III dello Statuto del 1840 fu modificato portando i soci ordinari da dieci a diciotto (cfr. ). e la pubblicazione dello statuto redatto da Costa e approvato sovranamente,Cfr. . Successivamente lo statuto fu sancito con sovrano rescritto del maggio 1842, da Ferdinando II (cfr. e). l'Accademia degli Aspiranti Naturalisti fu pronta per l'inaugurazione ufficiale che si svolse solennemente il 10 gennaio 1841.

La cerimonia si tenne nella Cappella di Santa Monaca a Carbonara, con «gran concorso di dotti e di ragguardevoli persone» e alla presenza di Francesco Ricciardi, presidente della R. Società borbonica,Per l'occasione Costa fece coniare tre medaglie, opera dell'incisore Raffaele Vernucci, per premiare pubblicamente «quei soci che, essendo stati tra i primi che I' Accademia composero, hanno avuto il tempo di fornirla di un maggior numero d'importanti lavori».

La medaglia di bronzo fu assegnata dal Presidente della R. Società borbonica al soprannumerario Giuseppe Antonio Pasquale, mentre con quelle d'argento furono premiati i due soci ordinari Antonio De Martino e Salvatore Tommasi (cfr. ). di Giuseppe Maria Mazzetti, arcivescovo di Seleucia, consultore di Stato e presidente della R. Università degli Studi e della Commissione dell'Istruzione Pubblica, e di Antonio Sancio, intendente della Provincia di Napoli.Cfr. .

La nuova sede e la sospensione delle attività nel 1848 Santa Monaca a Carbonara fu solo la sede della cerimonia inaugurale dell'Accademia, ma non era stato il luogo abituale delle sue riunioni. Infatti, già a partire dai primi incontri informali, gli Aspiranti Naturalisti si erano sempre ritrovati in casa del «benemerito istitutore».Cfr. . Solo dal maggio del 1840, costituitisi formalmente l'associazione, ebbero la disponibilità di una sala presso l'Intendenza della Provincia di Napoli.Cfr. .

Costa però aspirava a qualcosa di più di autonomo e di più funzionale per un'accademia «militante» come la sua. Così nel giugno 1843, acquistò a sue spese, la Cappella Pontano alla PietrasantaCosta acquistò la cappella dalla Collegiata di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta, con atto del notaio Francesco Saverio Majella del 16 giugno 1843 (cfr. ). che versava in uno stato di totale abbandono e che, sempre pagando personalmente, fece restaurare e adattare.La Cappella «era stata frugata in ogni punto sulla speranza di trovarvi qualche prezioso deposito: né si erano risparmiati i fondamenti angolari, né le ossa medesime del Pontano. Il lastricato superiore della volta in mille guise infranto, lasciava penetrar l'acqua allo interno delle mura, le quali ne grondavano perciò. Queste ed altre esterne ed interne devastazioni minacciavano il crollamento di questo prezioso edifizio, che tante patrie memorie racchiude» (cfr. ).