La battaglia di Rovigo è stato uno scontro avvenuto il 3 dicembre 1813 tra le forze franco-italiane del generale Deconchy e le forze austriache del generale Marchal. La vittoria francese riconsegnò momentaneamente il controllo del Polesine ai napoleonici.
Contesto storico
Dopo la tregua dovuta all'armistizio di Pleiswitz, l'Austria, prima mediatrice tra le parti e rimasta a lungo neutrale, si schierò contro le forze francesi. Napoleone, prevedendo questa possibilità, aveva inviato in Italia il figliastro, Eugenio di Beauharnais, con il compito di proteggere la penisola. Con un'armata di circa uomini si era recato in Friuli ed aveva affrontato gli uomini di Hiller.. Dopo numerosi scontri tra le parti, la situazione stava volgendo in favore degli austriaci, che avevano ottenuto ripetuti successi in Carniola e in Istria. Ad aggravare la posizione dei franco-italiani fu la defezione della Baviera, che permetteva la possibilità agli austriaci di scendere nel Tirolo e colpire le forze di Eugenio alle spalle. Per prevenire tutto ciò, l'esercito napoleonico iniziò una lunga ritirata, conclusasi sulla linea dell'Adige..
Antefatti
Giunto sulle sponde dell'Adige, l'esercito franco-italiano trovò una solida linea difensiva, che gli austriaci faticarono a superare: a nord la forte posizione difensiva di Rivoli impediva ogni incursione dal Tirolo, al centro le fortezze di Verona e Legnago avevano la stessa funzione mentre nel basso corso del fiume l'ampiezza del letto e la presenza di una divisione erano sufficienti a fermare i tentativi di attraversamento. Gli austriaci tentarono di imbastire un attacco prima che le forze di Eugenio consolidassero la propria posizione ma i franco-italiani agirono per primi, colpendo l'esercito austriaco a Caldiero e resistendo alla loro controffensiva qualche giorno dopo, mantenendo il controllo di alcuni avamposti sulla riva settentrionale dell'Adige a Veronetta e San Michele.. Non trovando successo nel medio-corso del fiume, gli austriaci concentrarono i loro sforzi verso il basso Adige. Oltre ad essere il tratto fluviale più facile da passare,Differentemente dal medio corso dell'Adige, dove le forti posizioni di Rivoli, Verona e Legnago rendevano complicato un attacco, il basso corso del fiume non presentava grandi fortezze o forti difese naturali. la completa conquista della zona avrebbe comportato l'isolamento della Laguna Veneta, impedendo alle migliaia di soldati impiegati nella sua difesa di ricevere alcun tipo di comunicazione dal quartier generale di Eugenio. A dirigere i movimenti austriaci in questa zona era il generale Marchal, responsabile delle truppe imperiali dispiegate contro Venezia. Diversi reparti, ad esempio la colonna del generale Starhemberg vennero portati verso sud, nella zona di Boara Pisani e Badia Polesine, dove si sarebbe tentato di effettuare un attraversamento..
Nel frattempo, a sud del Po, il generale Nugent, dopo aver completato l'assedio di Trieste, era sbarcato con circa uomini tra austriaci ed inglesi ed aveva iniziato ad occupare diversi villaggi: le forze italiane inviate sul posto non riuscirono a bloccare del tutto i coalizzati, che avevano stabilito una solida testa di ponte. Con la sottile striscia di terra tra la foce dei due maggiori fiumi italiani circondata da entrambi i lati da forze ostili, le linee di comunicazione con Venezia furono messe a dura prova.. Inoltre, era a tutti i costi necessario impedire che il corpo di Nugent ed il resto dell'esercito austriaco si congiungessero: se questo dovesse accadere, Hiller avrebbe potuto inviare migliaia di uomini in Emilia-Romagna in supporto del suo luogotenente, costringendo i napoleonici a divergere le loro già limitate risorse su un nuovo fronte. Per questi motivi, Eugenio decise che la soluzione migliore sarebbe stata inviare il più presto possibile pesanti rinforzi alle truppe poste a difesa dei due fiumi: il 25 novembre l'intera divisione Marcognet raggiunse Rovigo..... Le precauzioni di Eugenio furono inizialmente superflue: Marchal, alla testa della colonna di Starhemberg, si era già preparato ad attraversare il fiume e solo un torrenziale pioggia lo aveva fermato il 28 novembre mentre le brigata Fölseis aveva occupato l'isola di Masi.. Il giorno successivo, il generale Deconchy si portò su Boara Polesine ma, trovandosi di fronte forze superiori ed essendo egli sprovvisto di artiglieria, dovette ritirarsi prima su Fratta Polesine e Villanova del Ghebbo, continuando il giorno successivo con un ripiegamento su Trecenta. Le forze austriache occuparono momentaneamente Rovigo, occupata tra il 1° ed il 2 dicembre dalle forze di Starhemberg, desiderose di proseguire oltre il Po e di raggiungere Nugent.
Deconchy, sapendo dell'importanza di Rovigo, punto chiave delle comunicazioni napoleoniche con Venezia e di quelle austriache con Nugent, decise di marciare sulla città e su Boara Polesine, nel tentativo di scacciare gli austriaci e riprendere il possesso della zona. Si avvicinò alla città il 2 dicembre, pianificando di iniziare il proprio attacco il giorno successivo.
La battaglia
La mattina del 3, il generale Deconchy si spinse finalmente risolutamente in avanti da Fratta Polesine verso Rovigo da entrambe le rive dell'Adigetto, a sinistra da Villanova, a destra da Costa di Rovigo. Favorito da una fitta nebbia e dalla negligenza degli avamposti di Marchal, riuscì a sorprendere le 2 compagnie del reggimento Benjowsky stabilite a Villanova e a catturarle quasi tutte, mentre la sua colonna di destra emergeva da Costa. Subito dopo essersi congiunto lì con la sua colonna di sinistra, dirigendosi verso Rovigo, riuscì ancora a far deporre le armi alla compagnia che Marchal aveva appena inviato a Roverdicrè per tagliare loro la strada e alle altre 2 compagnie che il comandante austriaco aveva fatto avanzare dalla diga sulla riva sinistra, appena saputo della sorpresa a Villanova.
Deconchy riprese Rovigo e, uscito senza indugio dalla città, si lanciò alla testa dei suoi due squadroni contro le riserve austriache stabilite poco più a nord, costringendole a ripiegare il più rapidamente possibile su Boara Polesine. Per presidiare le retrovie e garantire la ritirata in caso di fallimento, il generale dovette lasciare mezzo battaglione a Villanova del Ghebbo e incaricare le due compagnie del 106° di tenere sotto controllo il battaglione austriaco che aveva occupato Lendinara e che, su ordine di Marchal, si ritirò il 3 verso sera su Rotta Sabatina, sulla riva sinistra dell'Adige. Nel frattempo, Deconchy aveva continuato il suo movimento su Boara, senza tuttavia riuscire a prendere questo punto e forzare il passaggio dell'Adige da parte dei suoi nemici....
Bilancio e conseguenze La giornata era stata, nel complesso, negativa per gli austriaci, costando loro, secondo lo stesso Marchal, 1 ufficiale e 282 uomini fatti prigionieri, 1 ufficiale e 27 uomini uccisi e 2 ufficiali e oltre 300 uomini feriti. Le perdite francesi, relativamente minime, ammontarono a soli 13 morti e 35 feriti. I rapporti dei francesi, molto più entusiastici, quantificavano le perdite nemiche in 400 feriti e 900 prigionieri..
Invece di proseguire l'attacco il giorno successivo, rinnovando gli sforzi per liberare Boara Polesine, Deconchy, temendo una forte risposta austriaca, preferì tornare verso Villanova. La cittadina, unico avamposto austriaco nel Polesine, non fu toccata dai francesi, che mancarono l'occasione di gettare nuovamente gli austriaci sulla sponda settentrionale del fiume.. In effetti, la mancata determinazione di Deconchy nell'attaccare Boara Polesine fu il fattore chiave che permise agli austriaci di riallacciare le proprie comunicazioni qualche giorno dopo.
Infatti, dopo aver ricostruito il ponte sull'Adige, aver attraversato nuovamente il fiume ed aver rinforzato la colonna di Starhemberg nei giorni precedenti, gli austriaci tentarono nuovamente di impossessarsi di Rovigo l'8 dicembre.. I napoleonici vennero inizialmente scalzati e Marcognet, informato dei combattimenti troppo tardi, arrivò sul posto quando ormai poco poteva essere fatto: tentò inutilmente di riprendere Rovigo ma fallì e fu costretto a portare i suoi uomini in una nuova linea difensiva nei pressi di Castagnaro.. Nei giorni successivi, alcune brigate austriache attraversarono il Po, raggiungendo Nugent.
Note
Note esplicative
Note bibliografiche
Bibliografia
Categoria:Guerra nel 1813 Categoria:Battaglie che coinvolgono il Regno d'Italia (1805-1814) Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Austria Categoria:Battaglie della Sesta coalizione