La Cappella musicale della Cattedrale di Firenze è un coro polifonico composto da voci maschili e femminili, un gruppo di cantanti professionisti ed il coro di voci bianche (Pueri Cantores). Il suo compito è quello di accompagnare musicalmente le liturgie più importanti celebrate presso il Duomo di Firenze.

Storia La Cappella musicale della Cattedrale di Firenze è un'istituzione molto particolare, che nel corso del tempo è stata legata sia al potere ecclesiastico che a quello civile, prestando il suo servizio, oltre che in Cattedrale, nel Battistero di San Giovanni e nella chiesa di Santa Felicita, proprietà della famiglia granducale.

Dalla fondazione al 1500 Il primo nucleo della Cappella, istituito da Cosimo de' Medici nel Dicembre del 1438, era un gruppo polifonico formato da cantori professionisti, chiamati "I cantori di San Giovanni", che svolgevano il proprio servizio prevalentemente in Battistero, ma che spesso intervenivano in Cattedrale, secondo un calendario liturgico prestabilito. Il gruppo fu sciolto una prima volta nel periodo compreso tra il 1458 ed il 1464. Documenti di archivio mostrano poi che a partire dall'anno 1475 l'Opera di Santa Maria del Fiore, organismo laico deputato alla costruzione e alla manutenzione della Cattedrale, si fosse fatta carico anche di reclutare e stipendiare i musicisti chiamati a cantare nella Cappella musicale. Nel marzo 1493 tutti i cantori in servizio presso la Cattedrale e il Battistero furono licenziati. La decisione fu conseguenza delle invettive del frate domenicano Girolamo Savonarola, il quale, pur apprezzando e incoraggiando il canto delle laudi, non tollerava la polifonia eseguita in Cattedrale, ritenendola causa di distrazione dei fedeli dalle preghiere durante le celebrazioni, nient'altro che uno svago riservato a ricchi e potenti. Durante il periodo della Repubblica di Savonarola le esecuzioni in Cattedrale furono dunque limitate, benché permanesse il desiderio di riportare la cappella agli antichi fasti. Fu tuttavia in questo periodo che il ruolo guida per le esecuzioni musicali passò dal Battistero alla Cattedrale. Solo con l'inizio del nuovo secolo, dopo la condanna al rogo di Savonarola e la fine della Repubblica, le attività musicali in Duomo poterono riprendere regolarmente. Nel 1501 la cappella della Cattedrale fu rifondata; nel mese di dicembre furono stanziati fondi per l'assunzione di nuovi cantori e, un paio di mesi dopo, fu ampliata la tribuna del coro per consentire ai nuovi cantori di trovarvi posto più agevolmente. Nel 1512 Bernardo Pisano fu nominato maestro di cappella della Cattedrale, subentrando a Giovanni Serragli.

La Cappella granducale

Con l'avvento del Granducato di Toscana, i Cantori di San Giovanni persero la loro autonomia e passarono sotto l'egida della famiglia al potere, la quale, in aggiunta, si prese carico di nominare l'organista ed il maestro di cappella. Questa nuova entità, denominata "Cappella musicale granducale del Duomo di Santa Maria del Fiore"Fondazione Feniarco - Rivista Choraliter n.54 del Gennaio 2018 (pag 30), pur essendo strettamente legata alle famiglie dei Medici prima, e dei Lorena poi, rimase naturalmente molto affine all''Opera di Santa Maria del Fiore, che infatti ne detiene tutt'oggi il preziosissimo archivio musicale. Nel corso di questi secoli hanno fatto parte della Cappella granducale illustri musicisti quali Luca Bati (1550-1608); Marco da Galliano (1582-1643), che operò per tutta la vita sia come canonico e Maestro della Basilica di San Lorenzo, che come musicista presso la cappella della cattedrale; Giovanni Maria Casini (1652-1719), che ha lasciato un'impronta non solo dal punto di vista musicale, ma anche a livello didattico, essendo stato maestro sia di Francesco Feroci, che gli succederà come primo organista della Cattedrale, sia di tanti altri musicisti. L'ultimo maestro ad essere nominato dal granduca fu il famoso Teodulo Mabellini nel 1847, musicista pistoiese, che compose un'ingente quantità di musica sacra, diventando un punto di riferimento nel settore, tanto che lo stesso Giuseppe Verdi lo invitò a partecipare al progetto della messa per la morte di Rossini.

La Cappella musicale dopo l'unità d'Italia e durante il XX secolo

A seguito della cacciata degli Asburgo-Lorena, avvenuta nel 1859, e la conseguente annessione della Toscana al regno d'Italia (1860), la Cappella musicale subì molti cambiamenti che comportarono la sua dissoluzione. L'istituzione non sarà più ripristinata nella sua forma storica. Il servizio musicale nella Cattedrale pertanto fu portato avanti grazie ai seminaristi del Collegio Eugeniano che, insieme ad alcuni musicisti professionisti, ricoprirono il ruolo della Cappella musicale fino al secondo dopo guerraFondazione Feniarco - Rivista Choraliter n.54 del Gennaio 2018. Nel 1918 divenne maestro di cappella Francesco Bagnoli (1876-1947), autore di musica sacra e docente di alto livello, che ebbe come suo allievo più insigne Domenico Bartolucci, suo successore come organista del duomo e futuro direttore perpetuo della cappella musicale pontificia sistina. Nel 1947 mons. Cirano Sartini divenne maestro di cappella a seguito della morte di Bagnoli e, poiché le forze del Collegio Eugeniano erano venute meno, nel 1968 dette nuova vita alla musica della Cattedrale, formando il "Coro del Duomo", che diresse fino al 1973. Nello stesso anno il coro venne affidato a mons. Luigi Sessa, già organista e canonico della Cattedrale, che lo diresse fino alla morte avvenuta il 31 dicembre del 2001; sotto la sua direzione il Coro del Duomo ebbe un notevole sviluppo, arrivando a contare anche 200 cantori provenienti da tutta la città. È in questo periodo che l'amministrazione della Cappella musicale passò sotto l'egida del Capitolo della Cattedrale. Il successore di mons. Sessa fu Alfonso Fedi, che ha diretto il coro fino al 2009, anno in cui Sergio Militello riorganizza i cantori sotto il nome di "Cappella Musicale di Santa Maria del Fiore", dirigendoli fino alla conclusione di questa esperienza nel maggio 2012.

Attività attuale La Cappella musicale oggi Nel Luglio 2012 l'Opera di Santa Maria del Fiore stipula un accordo con il Capitolo Metropolitano Fiorentino per riportare sotto la propria giurisdizione la musica della Cattedrale. Per questo nomina Michele Manganelli come Maestro di cappella, affidandogli il compito di ricostituire ex novo la Cappella in ogni suo aspetto, avendo come modello le cappelle antiche, e quindi riallacciando una certa continuità storica; in particolare fu richiesto che la compagine corale fosse composta da cantori volontari affiancati da cantori professionisti, ed in seguito anche da un coro di voci bianche. Pertanto la cappella è attualmente composta da circa 35 cantori volontari e da un numero variabile di professionisti, da 8 a 12, a seconda delle necessità. Si distinguono all'interno del gruppo professionistico il "Quartetto Brunelleschi" e "l'Ottetto Michelangelo". Come previsto dal regolamento Manganelli, in qualità di maestro di cappella, ha scelto come organista titolare della Cappella musicale, e di conseguenza come primo organista della Cattedrale, Daniele Dori.

I Pueri Cantores

Nel 2016, a completamento della struttura della Cappella musicale, è stato costituito il Coro di voci bianche (Pueri Cantores), che è attualmente composto da circa 30 bambini di età compresa fra i 7 ed i 13 anni; nel 2022, inoltre, è stata fondata la sezione degli Juvenes Cantores, che comprende giovani dai 14 ai 19 anni. I Pueri Cantores prestano servizio musicale nella Cattedrale sia come coro a se stante - che a cadenza quindicinale accompagna musicalmente la Messa domenicale delle ore 18.00 in Duomo - sia in unione con il coro degli adulti nelle maggiori solennità dell'anno liturgico.

La preparazione del coro di voci bianche si articola in due momenti della settimana: una grande prova il sabato mattina dalle ore 9.30 alle ore 12.45 ed una il martedì pomeriggio dalle ore 17.30 alle ore 19.00 (per i Pueri Cantores); invece il sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 15.30 è riservato agli Juvenes Cantores. Il coordinamento della preparazione dei Pueri è stato affidato dal maestro di Cappella a Patrizia Scivoletto, la quale ha come collaboratori Francesca Caponi per la parte vocale e l'organista Daniele Dori per la teoria musicale ed il solfeggio.

Attività liturgica e repertorio All'interno dell'anno liturgico la Cappella musicale della Cattedrale di Firenze è chiamata a svolgere circa 25 servizi, che coincidono con le maggiori solennità.

Il repertorio eseguito spazia dal canto gregoriano alla polifonia antica e moderna, alle quali si affiancano brani composti appositamente dal maestro di cappella. Seguendo lo schema delle liturgie papali, i programmi musicali, per quanto riguarda il Proprium Missæ, prevedono sempre l'Introito ed il Communio del giorno tratti dal repertorio gregoriano; all'offertorio, invece, viene quasi sempre eseguita una composizione polifonica basata sull'antifona del giorno, molte volte a cappella (Palestrina, Orlando di Lasso, Bartolucci...) ma anche con organo e/o strumenti. A questi brani si aggiungono sempre alcuni canti in lingua italiana per favorire la partecipazione dei fedeli; tra questi è sempre presente il salmo responsoriale, composto dal maestro di cappella. Per quanto concerne l'Ordinarium Missæ, i formulari gregoriani sono i più utilizzati: in particolare la Missa VIII "de Angelis", per molte solennità; la Missa IX "Cum Jubilo", per le feste mariane; le Missæ XVII e XVIII per l'Avvento e la Quaresima, alle quali si aggiunge la Missa "pro defunctis" per il 2 Novembre ed i funerali. Questi formulari gregoriani spesso sono usati in alternatim con la polifonia di Bartolucci, Bianchi, Miserachs e dello stesso Manganelli. In alcune occasioni la Cappella musicale esegue anche una messa polifonica completa, la quale può essere a cappella (Palestrina), oppure, più spesso, con ottoni, o con orchestra completa (Mozart, Schubert, Haydn, Bartolucci, Manganelli).

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