Biografia Svolse gli studi liceali a Trento e si laureò in Filologia classica all'Università di Firenze. Studiò pianoforte e musica classica, cultrice, in particolare, di Bach, Haydn e Mozart, ma anche Monteverdi, Chopin, Schubert, ritenendone la musica spirituale e "sacra" al pari del canto gregoriano. All'interpretazione del canto gregoriano dedicò un saggio: Rationales et intellectuales numeri beatarum atque sanctarum (1987).

Visse a Trento, Brunico e Firenze, dove insegnò e incontrò Marco Vannini: da qui l'inizio della loro collaborazione per la traduzione del pensiero religioso speculativo cristiano, con la cura di diverse edizioni di Margherita Porete, Meister Eckhart, Angelus Silesius, Daniel Czepko.

Fu autrice di prose di introspezioneUna storia per Chiara (Edizioni Polistampa, 2012) e Del gabbiano (Edizioni Polistampa, 2014); Scrive Margherita Pieracci Harwell in Nota a Una storia per Chiara, p. 242: «La strenua introspezione che domina a prima lettura tre quarti del libro - "un racconto-confessione pieno di rigore indagatore, e insieme d'abbandono", spietata ostinata lettura di sé per fare "chiarezza" (sarà questa l'origine del nome Chiara), scavo insieme doloroso e fiero nella propria anima - tuttavia sa aprirsi continuamente lasciando spazi in cui una variegata umanità possa prender forma»., e biografie, come la narrazione d'ambientazione medioevale, in parte immaginaria, di Margherita Porete, arsa al rogo insieme al suo libro, Lo specchio delle anime semplici, a Parigi nel 1310.«A Parigi, il 1º giugno 1310, veniva arsa sul rogo come eretica Margherita Porete. Motivo della condanna il suo libro quello Specchio delle anime semplici del quale si erano perse le tracce nei secoli, e di cui solo nel 1946 l'erudita Romana Guarnieri identificò l'Autrice. Pubblicato ai nostri giorni tra i "Classici del pensiero cristiano", lo Specchio ha visto oggi riconosciuta la sua altissima dignità spirituale, quella stessa che alcuni maestri medievali avevano esplicitamente rilevato approvandolo, e che fornì nutrimento essenziale alla dottrina più matura di Eckhart, presente a Parigi negli anni stessi in cui si svolgeva l'ultima vicenda umana dell'Autrice. [...] Lo spazio di una Presentazione non consente certo di parlare, neppure in sintesi, di questo testo straordinario, alla scoperta del quale ci permettiamo di rimandare il lettore. Vogliamo però sottolineare come la biografia immaginata da Giovanna Fozzer sia assolutamente corrispondente a ciò che uno studioso dello Specchio può pensare di Margherita. Al di là della libertà della creazione artistica, infatti, questa biografia presenta da un lato una scrupolosa fedeltà filologica e storica, per la quale, cose, persone, luoghi, eventi, sono tutti rigorosamente veri o verisimili, dall'altro una profonda aderenza a quel che possiamo appunto pensare dell'autrice dello Specchio, proprio sulla base dei contenuti del libro. E ciò non fa merviglia, visto che del libro stesso Giovanna Fozzer è stata finissima traduttrice e studiosa». Fonte: Marco Vannini, Presentazione, in Giovanna Fozzer, Nello specchio di Margherita, Edizioni Polistampa, Firenze 2001, pp. 7-12. L'analisi della prosa della mistica francese fatta dalla Fozzer venne lodata dal critico tedesco Wolfgang Riehle nel suo libro The Secret Within.

Fu curatrice di antologie monografiche e saggista per altri autori, come Venturino Venturi (Loro Ciuffenna 1918-2002) e i poeti Francesco Giuntini ed Enzo Agostino.

Nel 1986 esordì nella poesia con Piazza d’Orbetello, confluito in parte, anni dopo, nella raccolta Senza perché (1997).«Dà il suo frutto, nell'espressione poetica, la lunga frequentazione di spiriti come Silesio e Margherita Porete, lo strenuo misurarsi col rigore del loro ideale di vita e del linguaggio che lo rispecchia. Anche di qui il carattere distintivo di un gusto che privilegia la scabra sinteticità, ove certe ricorrenti scelte, più che lessicali sintattiche - la frequenza dell'inversione, il fitto ricorrere degli infiniti, ad innalzarsi sopra il tempo, e dei gerundi, e dei participi - sottendono alla colta contemporaneità il sapore schietto e forte dell'arcaico». Fonte: Margherita Pieracci Harwell, Il sapore schietto e forte dell'arcaico, in Giovanna Fozzer, Senza perché, Edizioni Città di Vita, Firenze 1997, p. I.Senza perché, Edizioni Città di Vita, Firenze 1997: Premio speciale «Enrico Ortese» del Premio Nazionale e Internazionale di Poesia "Circe Sabaudia" 1998, la cui Giuria letteraria fu presieduta da Mario Luzi (Presidente del Premio dal 1980, data della fondazione del Premio, fino alla morte del Poeta, nel 2005) Dall'anno successivo, seguirono altre raccolte poetiche: Un tuffo al cuore (1998); La forma quieta (2001); Repertorio d'infinito (2006); Sette lettere a Enzo (2009); Quasi nulla (2012).

Dal 1994 al 2002 fu Presidente della Sezione Letteraria del Lyceum fiorentino, dove organizzò diverse iniziative culturali e i Convegni di studi su Cristina Campo (1997) e Margherita Guidacci (1999).«Il Lyceum Club Internazionale di Firenze ricorda con affetto e gratitudine la Socia onoraria Giovanna Fozzer, che è stata anche Presidente generale della nostra associazione nel 1997-1998, oltre che, dal 1994 al 2002, Presidente della Sezione Letteratura, per la quale ha organizzato al Lyceum iniziative di alto profilo e di vasto richiamo, come il convegno su Cristina Campo (1997), di cui era fine studiosa, e quello su Margherita Guidacci (1999); grazie a lei il Lyceum ha ospitato illustri personalità (bastino i nomi di Mario Luzi, Massimo Cacciari, Sergio Givone, Domenico De Robertis, Luigi Baldacci e Roberto Calasso) e ha potuto inaugurare il rapporto con istituzioni prestigiose, anche a sostegno del Club, come nel caso della Fondazione CR Firenze [...] Il Lyceum di Firenze non dimenticherà il tratto rigoroso ed elegante di Giovanna Fozzer e la sua tenace tensione all'alta qualità delle iniziative da lei realizzate». Fonte: https://lyceumclubfirenze.it/. URL consultato il 13 agosto 2025.

Dal 1998 fu socia dell'Associazione "Archivio delle donne 'Alessandra Contini Bonacossi.

Dal 2002 al 2015, in collaborazione con la biblioteca di Fiera di Primiero (TN), organizzò e curò Paesi e Affetti un ciclo di incontri dedicati alla poesia dialettale e italiana contemporanea e una rassegna sui maestri della poesia del Novecento. Nell'estate del 2000, sempre a Fiera di Primiero, promosse un incontro di letteratura e filosofia dedicato a Cristina Campo e Simone Weil.Ugo Pistoia, Per Giovanna Fozzer, In memoria, in «Voci di Primiero», N. 4, giugno 2025, p. 4.

In qualità di scrittrice, dal 2006 al 2011 fece parte del Consiglio direttivo dell'Archivio per la memoria e la scrittura delle donne in Toscana di Firenze e del P.E.N. Club culturale internazionale di Lugano.

Poetica Le forme del visibile, o l'arte del ritratto, dove le inquadrature si avvicendano, dai quadretti più brevi alla meraviglia (o all'utopia) del Repertorio d'infinito.

Muove da qui il percorso di Giovanna Fozzer, mentre lo sguardo riconosce luoghi attraversati, o date o figure che si affacciano alla memoria, persone e ombre, e le pagine diventano note di viaggio. Intanto il ritratto sfuma nel colloquio e si alterna a riflessioni e ricordi e fantasie, aspetti multiformi del colloquio dell'Autrice con sé stessa, in una sospensione breve del percorso alla scoperta delle cose.

O piuttosto alla riscoperta, sotto la luce nuova di una teoria della conoscenza, intesa come riconoscimento dell'armonia, tra creature alate, terrestri e marine/ sinuose geometrie della vita.Creaturale, in Giovanna Fozzer, Repertorio d'infinito, Edizioni Polistampa, Firenze 2006, p. 79. L'uso del tu abbraccia il gatto e la vite, la piuma e il Monte di Circe: è dunque il segno più sintetico, essere culla, modellato guscio d'ogni gheriglio.Giovanna Fozzer, Creaturale, in Giovanna Fozzer, Repertorio d’infinito, Edizioni Polistampa, 2006, p. 79.

Alla luce della consuetudine di Giovanna Fozzer con il pensiero mistico religioso, il "repertorio d'infinito" si potrebbe interpretare come esito ultimo di un distacco dai valori personali, che restituisce senso e spazio alle esperienze minime della vita, delle quali nessuna manca della dignità per far parte dell'Uno della tradizione neoplatonica. Non è il distacco assoluto e definitivo della protagonista di Nello specchio di Margherita, ma l'ora di concentrazione necessaria per trasformare la visione del mondo e, nei momenti di "grazia", per aprire le porte alla poesia.Francesco Giuntini: tratto da Geometrie della vita, Introd. a Repertorio d'infinito, cit., pp.7-8.

La forma, limata fino a raggiungere un'essenzialità che sfiora il silenzio, e la meditata spiritualità del pensiero, fusi in alchemica unità di «riflessiva levità»Giovanni Falsetti, Giovanna Fozzer e la schubertiana leggerezza dell'infanzia, in «erba d’arno», n. 120-121, Firenze 2010, pp. 125-127; ora sul web: https://www.leonardolibri.com/recensione.php?i=24714., caratterizzano tutte le raccolte poetiche dell'autrice.

Giudizi critici Secondo Marinella Bartolini, Giovanna Fozzer con la sua opera seppe «raccontare con densità e rigore la tragedia e il sacrificio dell'esistenza, della conoscenza, della comprensione e anche dare il senso tutto cristiano della speranza e della consolazione.»Marinella Bartolini, Religione del vivere in Giovanna Fozzer, in «Città di Vita», N.1 a. 53, gennaio-febbraio 1998, pp. 19-20

Il critico Gennaro Mercogliano definì la raccolta di poesie Repertorio d’infinito «un libro solo apparentemente semplice, è uno dei migliori libri di poesia pubblicati negli ultimi anni.»Giovanna Fozzer: L'infinito in particole, in «Città di Vita», N. 2-3, a. LXIII, 2008, pp. 187-192)

Opere Poesia Piazza d'Orbetello, TAF, Firenze 1986 Senza perché, Edizioni Città di Vita, Firenze 1997 Un tuffo al cuore, P. Chegai Editore, Firenze 1998 La forma quieta, P. Chegai Editore, Firenze 2001, ISBN 978-88-87671-21-4 Risacca, in «Erba d'Arno», nn. 88/89, Firenze 2002, ISSN 0394-5618 Repertorio d’infinito, Edizioni Polistampa, Firenze 2006, ISBN 978-88-596-0040-5 Sixteen Poems, translated by Alicia Lincoln, Il Bisonte, Firenze 2008Poesie già edite, tratte da: Senza perché (1997); Un tuffo al cuore (1998); La forma quieta (2001); Repertorio d'infinito (2006) e tradotte in inglese con testo a fronte. Sette lettere a Enzo (con un acquerello di china e un dipinto di Sergio Rinaldelli), Edizioni L’Arca Felice, Salerno 2009 Quasi nulla, editrice petite plaisance, Pistoia 2012, ISBN 978-88-7588-063-7

Poesie inserite in antologie Nostos, poeti degli anni Novanta a Firenze, Edizioni Polistampa, Firenze 1997, ISBN 88-85977-57-X Brucia, invisibile fiamma, Edizioni Qiqajon, Bose 1998, ISBN 9788882270421 L'altro Novecento (IV-la poesia etico-religiosa), Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1998, ISBN 9788881851669 Poesie di Dio, Einaudi Tascabili, Torino 1999, ISBN 9788806152192 Carteggio, Edizioni Polistampa, Firenze 1999, ISBN 9788883040924 Così pregano i poeti, Edizioni San Paolo, Cinisello B. 2001, ISBN 9788821544989 Franco Manescalchi, Poesia del Novecento, Il Bandino, Firenze 2009

Prosa Estati e inverno, TAF, Firenze 1983 Ennio Scalet (1933-1975) In memoriam, Giuntina, Firenze 1985 Tina e i suoi: vita di suor Clementina Fozzer FMA, Scuola grafica salesiana S. Giorgio, Venezia-Mestre 1994 Nello specchio di Margherita, Ed. Polistampa, Firenze 2001, ISBN 978-88-8304-309-3, (di cui si tennero diverse letture teatrali drammatizzate, con musiche originali di Jonathan Faralli suonate dal vivo) Una storia per Chiara, Edizioni Polistampa, Firenze 2012, ISBN 978-88-596-1057-1 Del gabbiano, editrice petite plaisance, Pistoia 2014, ISBN 978-88-7588-146-7

Saggi Rationales et intellectuales numeri beatarum animarum atque sanctarum, TAF, Firenze 1987 Parfaicte franchise n'a nul pourquoi, in «Ascetica e Mistica», Firenze 1991