Figlio di Sigismondo III Vasa e di sua moglie, Anna d'Austria (conosciuta anche come Anna d'Asburgo), fu sovrano della Confederazione polacco-lituana dall'8 novembre 1632 fino alla sua morte, avvenuta nel 1648. Nel 1610 il giovane Ladislao fu eletto Zar di Russia, ma non ebbe mai un ruolo attivo nel potere russo; usò comunque il titolo di Granduca di Moscovia fino al 1634. Durante questo periodo il potere in Moscovia fu nelle mani di Michele Romanov.

La sua morte significò la fine dell'età dell'oro della confederazione degli stati polacco e lituano poiché le tensioni interne, che Ladislao non era riuscito a risolvere, sfociarono nel 1653 nella disastrosa rivolta cosacca di Bohdan Chmel'nyc'kyj e nella contemporanea invasione svedese di Carlo X Gustavo della zona nord-ovest della Rzeczpospolita (la Livonia, provincia baltica della Res Publica, oggi corrispondente a Lettonia ed Estonia), accompagnata dall'invasione moscovita di Vilnius 1655 da parte dello zar Alessio Mihajlovič: evento propriamente conosciuto anche con il nome polacco di potop o di Diluvio Svedese, risolto con la sottoscrizione del Trattato di Oliva , con la quale l'allora ultimo regnante Vasa, Giovanni II Casimiro, rinunciò a ogni pretesa sul trono svedese, cedendo allo stesso stato scandinavo il possesso di quella che da allora verrà chiamata Livonia svedese.

Ladislao IV durante il suo regno fu un fedele alleato degli Asburgo, suoi parenti materni, e membro dell'Ordine del Toson d'oro.

Biografia I primi anni

Ladislao nacque il 9 giugno 1595 a Łobzów, in Polonia, alcuni mesi dopo l'incendio del castello di Wawel.

Suo padre, nipote di Gustavo I di Svezia, successe al trono svedese nel 1592 solo per essere deposto sette anni dopo dallo zio Carlo IX. Da ciò ebbe inizio una lunga controversia per la rivendicazione del trono svedese da parte dei Re Polacchi della casa dei Vasa che portò alla Guerra tra la Polonia e Svezia (1600-1629) e, più tardi, all'"inondazione" del 1655. Sigismondo, un cattolico devoto, pur entrando più volte in conflitto con gli stati confinanti, evitò di prendere parte alla guerra dei trent'anni e diede un supporto insignificante alla controriforma, elementi questi che non fecero altro che aumentare le tensioni all'interno della Confederazione.

Sua madre, Anna d'Asburgo, era aveva rappresentato un punto focale per i Vasa che cercavano di inserirsi nell'alta nobiltà europea, ma questa morì il 10 febbraio 1598, quando il piccolo Ladislao aveva meno di tre anni, motivo per cui egli venne cresciuto dalle dame che accompagnavano la regina, in particolare da Urszula Meierin, che divenne poi una delle più influenti a corte.

Uno dei suoi primi tutori fu il nobile polacco-prussiano Michał Konarski. All'inizio del XVII secolo, Urszula perse gran parte della sua influenza e Ladislao guadagnò nuovi tutori nelle figure di Marek Łętkowski, Gabriel Prowancjusz e Andrzej Szołdrski. Suo istruttore in materia militare fu Zygmunt Kazanowski. Sua guida spirituale fu padre Piotr Skarga, molto stimato da Sigismondo III. Ladislao studiò per diversi anni all'università di Cracovia e due anni a Roma.

All'età di 10 anni ricevette il diritto ad avere una propria corte. Strinse una forte amicizia coi fratelli Adam e Stanisław Kazanowski. Il giovane Ladislao aveva una particolare predilezione delle arti (di cui poi da sovrano diventerà un importante patrono) e aveva una buona conoscenza del tedesco, dell'italiano e del latino.

Il giovane Ladislao era stimato dalla szlachta (nobiltà polacca), ma il terrore di suo padre che il figlio non avrebbe potuto ascendere al trono portarono infine alla rivolta di Zebrzydowski

L'ascesa al trono russo

Con l'intensificarsi degli interventi polacchi in Moscovia nel 1609, la famiglia reale aveva trasferito la propria residenza a Vilnius, capitale del granducato di Lituania, dove rimasero sino al tremendo incendio che colpì la città e che costrinse la corte a lasciare il castello reale.

Nel 1610 Ladislao, all'età di quindici anni, fu eletto Zar dal gruppo dei sette boiardi russi, detronizzando Basilio IV di Moscovia durante il Periodo dei torbidi, apertosi in Russia dopo la morte di Boris Godunov. La sua elezione fu parte di un piano non coronato dal successo posto in essere da Sigismondo III durante la guerra polacco - moscovita di conquistare il territorio russo e convertirne la popolazione al cattolicesimo. Quest'ultimo fu il principale motivo per il quale il governo di Ladislao fallì dal principio nel territorio russo. Ladislao, com'era prevedibile, non fu in grado di governare la Russia, essendo il suo potere condizionato dalle decisioni e dagli intrighi dei boiardi che l'avevano eletto e dalle continue ingerenze diplomatiche e politiche di suo padre.

Il giovane principe tentò di assicurarsi il trono organizzando una campagna militare nel 1616 che però, malgrado le numerose vittorie militari, non gli consentì di conquistare Mosca. La Confederazione Polacco-Lituana ottenne dalla Russia alcuni territori con la pace di Deulino, ma Ladislao non riuscì mai a raggiungere la capitale dove si installò al suo posto lo zar Michele Romanov. Ladislao mantenne il titolo di zar sino al 1634 a livello formale, senza tuttavia esercitare alcun tipo di sovranità diretta.

Il grand tour e la ricerca della gloria

Prima di essere eletto Re della confederazione intraprese una serie di campagne militari per ribadire il proprio nome: dopo la sua campagna contro i Russi, tra il 1617 e il 1618 (nella quale giunse a porre sotto assedio il Monastero della Trinità di San Sergio), combatté contro gli Ottomani nel 1621 nella guerra moldava. In quell'anno fu comandante dei polacchi a Chocim, scontro nel quale incitò altri comandanti a rimanere sul campo malgrado fosse caduto malato e malgrado le sue forze fossero in difficoltà. La battaglia venne infine vinta e venne raggiunto un accordo di pace con gli ottomani. Con questo trattato, Ladislao si guadagnò la reputazione europea di "difensore della Fede", aumentando la propria popolarità anche all'interno della Confederazione Polacco-Lituana.

Nel 1623, presso Danzica, riuscì a battere gli uomini del cugino Gustavo II Adolfo di Svezia grazie alla sua superiorità della sua marina militare.

Nel 1624, su consiglio del padre, Ladislao intraprese un grand tour in Europa, ma per ragioni di sicurezza utilizzò il falso cognome di Snopkowski, accompagnato per quasi un anno da diversi cortigiani tra i quali Albrycht Stanisław Radziwiłł. La prima tappa di questo suo viaggio lo portò a Breslavia, poi a Monaco di Baviera dove incontrò l'elettore Massimiliano I e poi giunse a Bruxelles dove ebbe un incontro con l'infanta Isabella Clara Eugenia di Spagna. Ad Anversa conobbe il pittore Rubens. A Breda incontrò Ambrogio Spinola, dal quale apprese le moderne tecniche militari dell'occidente che gli verranno utili una volta salito al trono polacco. pur non essendo un genio militare ed essendo superato nell'arte del comando da alcuni suoi atamani come Stanisław Koniecpolski, Ladislao fu considerato dai suoi contemporanei un comandante capace e di una certa esperienza già conseguita sul campo. A Roma venne accolto da papa Urbano VIII che colse l'occasione per congratularsi con lui per la sua strenua lotta contro gli ottomani. Durante la sua permanenza a Firenze rimase impressionato dalle rappresentazioni teatrali e decise di portare quest'arte anche nella Confederazione dove era ancora sconosciuta. A Genova ed a Venezia rimase impressionato dai cantieri navali locali, mentre a Pisa osservò con interesse una finta battaglia navale appositamente organizzata per lui.

Tornato in Polonia, tra il 1626 ed il 1629 combatté contro gli svedesi nell'ultima fase della guerra polacco-svedese, prendendo parte personalmente alla battaglia di Gniew. Rimase sui campi di battaglia sino alla firma della pace di Altmark.

Sovrano di Polonia

Sigismono III venne colpito da un attacco di cuore e morì poco dopo e di conseguenza nel 1632 si tenne una nuova elezione per trovare il suo successore al trono della Confederazione Polacco-Lituana. Come era prevedibile venne scelto Ladislao quale nuovo sovrano, innanzitutto perché era personaggio già conosciuto, ma anche perché non vi erano altri seri contendenti ad opporglisi.Czapliński, 1976, pp.102–118 La decisione venne raggiunta l'8 novembre, ma dal momento che i pacta conventa non si erano ancora dichiarati pronti, l'annuncio ufficiale venne posticipato al 13 novembre.Czapliński, 1959, pp.64–71Albertrandy, 1846, pp.164–166 Nei pacta conventa, Ladislao si impegnò personalmente a riformare l'esercito, a trovare il modo per istituire una marina militare ed a mantenere le alleanze in essere, dando comunque grande importanza al sejm (parlamento) senza l'approvazione del quale si impegnò a non concedere ranghi militari a stranieri, a negoziare trattati di pace, a dichiarare guerra; giunse persino a dichiarare che non avrebbe preso moglie senza l'approvazione del senato polacco.Czapliński, |1976, pp.102–118 Quando l'annuncio ufficiale venne dato dal gran maresciallo della corona, Łukasz Opaliński, la nobiltà polacca iniziò dei festeggiamenti in onore del re che durarono per tre ore. Ladislao venne incoronato nella cattedrale del Wawel, a Cracovia, il 6 febbraio dell'anno successivo.Czapliński, 1976, pp.125, 138

Politica interna ed estera

Dai suoi primi atti di governo non sembrò che Ladislao desiderasse mantenere delle buone relazioni con la casa imperiale degli Asburgo. Nel 1633 promise equità di trattamento a ortodossi e protestanti e costrinse Albrycht Stanisław Radziwiłł (cattolico) a firmare un decreto che consegnava posti chiave della Confederazione ai protestanti polacchi. Nel 1635 nominò Krzysztof Radziwiłł (calvinista) alla carica più alta del paese (voivoda di Vilnius – capitale lituana, ovverosia Grand'atamano della Lituania). Tuttavia dopo che la nobiltà protestante bloccò il suo tentativo di protrarre la guerra contro la Svezia protestante tramite l'armistizio di Stuhmsdorf, decise di rinnovare l'alleanza paterna con gli Asburgo. Cercò anche di sondare se vi fosse per lui la possibilità di ascendere al trono svedese dopo la morte di re Gustavo II Adolfo, ma incontrò in questo progetto l'opposizione della maggioranza del governo locale, con in testa il cancelliere e presidente del consiglio di reggenza Axel Oxenstierna.

Tra i primi problemi che incontrò salendo al trono, per Ladislao IV vi fu il fatto che Michele I di Russia, approfittando della morte di Sigismondo III, aveva deciso di invadere la Confederazione.Gierowski, 1979, pp.235–236 L'esercito moscovita attraversò la frontiera orientale nell'ottobre del 1632 e pose assedio a Smolensk (che era stata ceduta alla Polonia dalla Russia nel 1618, alla fine della guerra polacco-moscovita). Nella guerra contro la Russia nel 1632–1634 (guerra di Smolensk), Ladislao ruppe l'assedio nel settembre del 1633 e quindi si rivolse contro l'armata russa guidata da Mikhail Shein, la quale venne costretta alla resa il 1º marzo 1634.