É conosciuta soprattutto per le sue sculture e oggetti di design in vetro. Pur producendo principalmente a Murano, collaborò regolarmente con maestri vetrai negli Stati Uniti e con laboratori a Nový Bor, in Repubblica Ceca.
Biografia Primi anni e formazione Nipote di Paolo Venini, fondatore della vetreria Venini, e figlia di Anna Venini e dell’architetto Ludovico Diaz de Santillana, che succedette a Paolo Venini come direttore artistico dell’azienda di famiglia dopo la morte di quest’ultimo nel 1959 cresce a Murano. SL’eredità artistica familiare dal nonno Giorgio de Santillana e dal padre Ludovico influenzò il suo sviluppo intellettuale e creativo.I Santillana, Opere di Laura de Santillana e Alessandro Diaz de Santillana, M. Bethenod, (Venezia, Fondazione Giorgio Cini) Skira Editore, Milano 2014, p. 117 e N. Bellati, New Italian Design, Rizzoli, New York 1990, p. 60
Nel 1975 si trasferì a New York, frequentando corsi serali alla School of Visual Arts con Milton Glaser e lavorando come graphic designer nello studio di Massimo Vignelli, Vignelli Associates. Qui affinò il suo approccio artistico, occupandosi di pubblicazioni fotografiche e co-creando, insieme a Vignelli, l’identità visiva di Venini (1982–1983).I Santillana…, op. cit. p. 117 Tornata in Italia dopo l’esperienza newyorkese, proseguì brevemente nella grafica prima di rientrare nell’azienda di famiglia.
Carriera artistica Esperienza nel design Dal 1975 al 1985 collaborò strettamente con Venini, disegnando vasi, servizi da tavola e lampade, padroneggiando le tecniche muranesi tradizionali, il lavoro di squadra e i processi produttivi.A.Diaz de Santillana Venini, Venini. Catalogo ragionato 1921–1986, Skira Editore, Milano 2000, p. 231–232 e Gli artisti di Venini. Per una storia del vetro d’arte veneziano A. Bettagno (Fondazione Giorgio Cini, Venezia), Electa, Milano 1996, pp. 168; 207 Fin dall’inizio applicò tecniche classiche con colori inusuali, creando ad esempio piatti in vetro a murrina come Piatto Numeri e Le Quattro Stagioni. Queste opere furono esposte nella mostra del Corning Museum of Glass New Glass: A Worldwide Survey (1979).New Glass : a Worldwide Survey, T.S. Buechner (Corning, New York, The Corning Museum of Glass), Sanders Printing Corporation, New York 1979, pp. 195–196; 279.
Durante la sua permanenza in Venini fu stretta collaboratrice del padre Ludovico, gestendo progetti commerciali e commesse private, riorganizzando gli archivi aziendali insieme al fratello e sperimentando nuove tecniche.Gianluigi Calderone, Santillana Associati, 2002 Dopo l’uscita della famiglia Venini dall’azienda (1985), cofondò EOS – Design nel Vetro (1986–1992), di cui fu designer e poi direttrice artistica (1989–1993).N. Bellati, New Italian Design, op. cit., p. 62I nuovi vetri di EOS in “Abitare”, n. 311, Ottobre 1992, p. 145; M. Barovier, Il vetro a Venezia dal moderno al contemporaneo, Federico Motta Editore S.p.A., Milano 1999, p. 33 Collaborò in questo periodo con marchi internazionali come Rosenthal, Steuben Glass Works e Arcade.N. Bellati, New Italian Design, op. cit., p. 62; I Santillana, op. cit., p. 129; European Design Since 1985, Shaping the New Century, catalogo della mostra a cura di R. Craig Miller, P. Sparke, C. McDermott (Indianapolis, Indianapolis Museum of Art; Atlanta, High Museum of Art) Merrell Publishers Limited, Londra 2009, p. 9–10
Ricerca artistica Dopo la chiusura di EOS, si dedicò interamente alla creazione di sculture in vetro autonome, inizialmente realizzate dai maestri Pino Signoretto e Lino Tagliapietra, e dal 1995 con Simone Cenedese.I Santillana…, op. cit., p. 129. A partire dal 1993, collaborò con la galleria Barry Friedman Ltd. a New York, che presentò le varie fasi della sua ricerca fino al 2011.Laura de Santillana, In this Light, catalogo della mostra a cura di H. Hedqvist, C. Block Hane, (Glas Galleri, Stoccolma), Anna Bromberg Sehlberg, Stockholm 2018, p. 14
Nel 1998, il maestro vetraio con il quale lavorò realizzò una bolla di vetro soffiato troppo compressa e produsse per errore una forma rettangolare inutilizzabile: questa scoperta diede origine alle sue sculture “piatte”. Furono presentate per la prima volta nel 1999 alla Galerie l’Arc en Seine di Parigi e poi al Museo Correr di Venezia (2002), diventando un segno distintivo della sua opera per oltre vent’anni.Laura de Santillana: Works, catalogo della mostra a cura di A. Dorigato (Venezia, Museo Correr), Silvana Editore, Milano 2001 Tra il 2009 e il 2019 le sue opere furono esposte alla Biennale di Venezia,“fa come natura face in foco”, catalogo della mostra a cura di M. Arosio, F. Franzoia (Venezia, Padiglione Venezia alla Biennale di Venezia), Marsilio Editori, Venezia 2009 lo Yorkshire Sculpture Park,Laura de Santillana and Alessandro Diaz de Santillana in the Chapel, catalogo della mostra a cura di S. Coulson (Yorkshire Sculpture Park, West Bretton), Vicenza 2015 e il MAK di Vienna.I Santillana, Opere di Laura de Santillana e Alessandro Diaz de Santillana, catalogo della mostra a cura di M. Bethenod, (Venezia, Fondazione Giorgio Cini) Skira Editore, Milano 2014
Collaborazioni internazionali I viaggi influenzarono la sua produzione, in particolare le tradizioni architettoniche e filosofiche del Giappone, e il patrimonio culturale di India e Sri Lanka. Tra le ispirazioni più significative vi furono i raga indiani, i giardini archeologici di Jaipur, il Jantar Mantar, il Calico Museum of Textiles e le rovine di Polonnaruwa.Laura de Santillana: Works, op. cit., p. 117; Venice. 3 Visions in Glass…, op. cit., p. 74–75; E. Vedrenne, Laura de Santillana au cœur du verre, in “Connaissance des Arts”, dicembre 2006 ; Laura de Santillana, Alessandro Diaz de Santillana, Scapes, B. Doshi, D. Landau, F. Da Rin de Lorenza (Museum of Glass, Tacoma), Tacoma 2012, p. 7 ; J. Hawkins Opie, Laura de Santillana in “Neues Glas”, vol. 3/11, 2011 pp. 22–23; T. de Beaumont, Sculpture. Laura de Santillana in « Revue Céramique & Verre » n. 125, luglio–agosto 2002, p. 44–45
Dal 2009 partecipò a residenze d’artista al Tacoma Museum of Glass e collaborò con il maestro vetraio James Mongrain, producendo opere di grandi dimensioni caratterizzate da forme fluide ispirate all’American Studio Glass.Grands transparents, Laura de Santillana, C. Boutonnet e R. Ortez (Parigi, Galerie l’Arc en Seine), 2009 Dal 2013 fino alla morte si concentrò su tecniche industriali come lo slumping a Nový Bor, usando pigmenti a base di uranio disponibili solo in quella zona, creando sculture di grande formato in collaborazione con ingegneri.Laura de Santillana. Oltre la Materia, R. Franz, M. Tavola (Gallerie dell’Accademia, Venezia), 2023, pp. 7–14
Collezioni pubbliche Le sue opere fanno parte delle collezioni del Corning Museum of Glass, il Victoria and Albert Museum, il Seattle Art Museum, il Los Angeles County Museum of Art, il MUDAC di Losanna e il Museu de Arte de São Paulo.
Altre collezioni includono: Museo del Vetro, Murano, Venezia, Italia Corning Museum of Glass, Corning, New York, Stati Uniti Victoria and Albert Museum, Londra, Regno Unito Metropolitan Museum of Art, New York, Stati Uniti Saint Louis Art Museum, Saint Louis, Missouri, Stati Uniti
Note
Collegamenti esterni
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