Il santuario di San Fermo è una chiesa cattolica situata ad Albiate, in provincia di Monza e della Brianza; è sussidiario della parrocchiale di San Giovanni Evangelista e fa parte dell'arcidiocesi di Milano.
Storia La prima citazione documentale di questa chiesa, all'epoca intitolata a san Pietro in campis, è nel duecentesco Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, compilato da Goffredo da Bussero; questo primo edificio era pericolante nel 1566, quando a seguito di una visita pastorale si ordinò di abbatterlo, e risulta invece restaurato entro il 1570. Nel 1604 il parroco don Andrea Corbi chiese di poter affiancare o sostituire l'intitolazione a san Pietro quella di san Fermo e nel 1608, con una cerimonia nella cattedrale di Bergamo, ricevette parte delle reliquie dei santi Fermo, Rustico e Procolo da destinare alla chiesa di Albiate. Contestualmente ebbe origine la sagra di San Fermo, che è la più antica della Brianza.
Nel 1630 trovarono sepoltura presso la chiesa le vittime della peste del 1630 e negli anni seguenti Beatrice Lurani, madre del futuro cardinale Luigi Alessandro Omodei, chiese che vi si celebrassero due messe al giorno. Dal 1748 svolse anche le funzioni di parrocchiale, dato che la chiesa di San Giovanni era crollata; nel 1759 l'arcivescovo cardinale Giuseppe Pozzobonelli decretò che San Fermo diventasse a tutti gli effetti la parrocchiale da Albiate, ma invece nel 1787 i beni del santuario vennero alienati per pagare la ricostruzione della chiesa di San Giovanni.
L'edificio attuale deriva da una ricostruzione avvenuta tra gli anni '20 e '30 del Novecento ed è stato restaurato nel 1959.
Descrizione
La chiesa si presenta con facciata a capanna, coronata da un timpano con un fregio a conchiglia nel vertice e croce metallica apicale. Il prospetto, rinserrato tra due lesene, e diviso a metà da una cornice marcapiano; nella sezione inferiore si trova il portale d'accesso, con profili decorati in marmo e travertino, mentre in quella superiore si apre un'unica finestra rettangolare, affiancata da due nicchie con statue di santi.
L'interno è a navata unica, voltata a lunetta e conclusa da un presbiterio con abside semicircolare; sono presenti tre cappelle laterali (di cui due ai lati della terza campata), intitolate alla Madonna del Rosario, al Crocifisso e a san Carlo Borromeo; una di queste è adibita a sacrario per i caduti dalla fine della seconda guerra mondiale.
Tra le decorazioni della chiesa, si segnalano gli affreschi della Gloria della Chiesa e della Gloria dei Santi, realizzati da Umberto Marigliani negli anni Sessanta, e quattro mosaici di Giorgio Scarpati raffiguranti la condanna a morte dei santi Fermo e Rustico, l'interpretazione teologica del loro martirio, la venerazione delle loro reliquie da parte di san Carlo e l'arrivo delle loro reliquie ad Albiate; lo stesso Scarpati è anche autore delle tele della via Crucis. È inoltre presente una pala dellEcce Homo, tratta da una chiesa in fiamme da soldati italiani sul fronte albanese e conservata in uno zaino prima di essere consegnata ad Albiate.
Note
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