LAccordo di pace tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda (2025), noto anche come Accordo di Washington, è un trattato firmato il 27 giugno 2025 a Washington tra la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda. L’accordo, mediato dagli Stati Uniti e dal Qatar, con il sostegno dell’Unione Africana, ha l’obiettivo di porre fine al conflitto armato tra i due Paesi iniziato nel 2022.

Contesto Dal 2022 le tensioni tra la RDC e il Ruanda sono aumentate a causa del sostegno di Kigali al gruppo ribelle M23, attivo nelle province orientali congolesi del Nord Kivu e Sud Kivu. Nel 2025 il conflitto è esploso con la conquista di aree strategiche intorno a Goma e Bukavu. La RDC ha accusato direttamente il Ruanda di invasione militare, mentre il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato la risoluzione 2773, chiedendo il ritiro immediato delle forze ruandesi dal territorio congolese.

Contenuto dell’accordo L’accordo prevede: cessazione immediata delle ostilità e rispetto dell’integrità territoriale; ritiro delle truppe ruandesi entro 90 giorni e cessazione del sostegno ai gruppi armati, incluso l’M23; disarmo e reintegrazione delle milizie non statali; istituzione entro 30 giorni di un meccanismo congiunto di sicurezza; creazione di un quadro di cooperazione economica regionale, in particolare nei settori minerario e infrastrutturale.

La firma è avvenuta alla presenza del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, con i ministri degli Esteri Thérèse Kayikwamba Wagner (RDC) e Olivier Nduhungirehe (Ruanda).

Reazioni I governi di RDC e Ruanda hanno definito l’accordo un «passo storico» verso la stabilità dei Grandi Laghi africani. Gli Stati Uniti, il Qatar e l’Unione Africana hanno espresso sostegno, vedendo nell’intesa un potenziale stabilizzante. Amnesty International e altri osservatori hanno criticato la mancanza di un piano di giustizia transizionale e di misure di riparazione per le vittime. Il premio Nobel per la Pace Denis Mukwege ha definito l’accordo un «premio per l’aggressore», denunciando il rischio di legittimare lo sfruttamento delle risorse congolesi. Il M23, non incluso nei negoziati, ha respinto l’accordo, sollevando dubbi sulla sua attuazione.

Note

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