La battaglia di Montélimar venne combattuta tra il 21 e il 31 agosto 1944 nei pressi di Montélimar nella Francia meridionale, nell'ambito dei più ampi scontri del fronte occidentale della seconda guerra mondiale.
Dopo lo sbarco in Provenza delle forze franco-statunitensi il 15 agosto 1944 (operazione Dragoon), la 19. Armee tedesca aveva dato il via a una ritirata generale dalla Francia meridionale, incanalando il grosso dei suoi reparti nella stretta valle del Rodano. Nel tentativo di intercettare la ritirata delle forze tedesche, il VI Corps statunitense mosse verso nord tutte le unità mobili a sua disposizione, finendo con l'intercettare le colonne tedesche in ritirata all'altezza della cittadina di Montélimar.
Gli scontri videro quindi le forze statunitensi tentare di interrompere la principale arteria stradale attraverso cui si stavano ritirando i tedeschi, la Strada nazionale n. 7; i tedeschi, da parte loro, impiegarono i pochi reparti corazzati a disposizione per tentare di rompere i blocchi stradali stabiliti dagli statunitensi e tenere aperta la via di fuga. Una serie di incomprensioni e ordini confusi da parte degli alti comandi statunitensi, come pure una generale carenza di carburante data da limiti nella pianificazione generale dell'operazione Dragoon, impedirono tuttavia al VI Corps di far affluire con la necessaria velocità a Montélimar un numero di truppe sufficiente a chiudere del tutto la via di fuga ai tedeschi, che riuscirono alla fine a sventare il tentativo di accerchiamento e proseguire con la ritirata. Le forze tedesche subirono comunque pesanti perdite in uomini, veicoli ed equipaggiamento, che ne compromisero la tenuta nelle fasi successive della campagna.
Antefatti
Gli sbarchi anfibi del 15 agosto 1944 sulla costa della Provenza, tra Cavalaire-sur-Mer e Saint-Raphaël, da parte della Seventh United States Army del generale Alexander Patch si svolsero talmente bene che gli Alleati rimasero fondamentalmente vittima del loro stesso successo. Memori delle passate esperienze a Salerno, ad Anzio e in Normandia, i pianificatori alleati impostarono inizialmente la campagna nel sud della Francia su basi prudenziali e valutazioni pessimistiche: attendendosi una resistenza determinata da parte dei tedeschi sulle spiagge, seguita da decisi contrattacchi contro la testa di ponte da parte delle riserve mobili della Wehrmacht sferrati il prima possibile, i reparti del VI Corps statunitense del generale Lucian K. Truscott, la prima ondata delle forze di invasione, furono incaricati di raggiungere il più rapidamente possibile le colline del Massiccio dei Maures, da cui si dominavano le spiagge dello sbarco, e qui attestarsi in posizione difensiva. Nel frattempo, sarebbero affluiti i reparti francesi dell'Armée B, incaricati di muovere successivamente a ovest fuori dalla testa di ponte e catturare gli importanti porti di Marsiglia e Tolone, obiettivo centrale dell'operazione; assicurato in questo modo il flusso dei rifornimenti, gli Alleati si sarebbero quindi spinti verso nord lungo la valle del Rodano, muovendo verso Lione e poi il confine tra Francia e Germania. Quest'ultima fase della campagna era oggetto di una pianificazione piuttosto vaga: piani di massima prevedevano che il VI Corps avanzasse fuori dalla testa di ponte non prima del 15 ottobre circa, per poi raggiungere Lione probabilmente a metà novembre. La pianificazione logistica era tutta impostata su queste premesse: nella prima fase dell'invasione i rifornimenti di carburante erano previsti in forma relativamente contenuta, visto che ci si attendeva che le truppe sarebbero state in posizione difensiva, e si dava invece precedenza alle munizioni per l'artiglieria pesante, necessaria per stroncare gli attesi contrattacchi tedeschi...
Ciò che gli Alleati ignoravano, tuttavia, era che la posizione tedesca nel sud della Francia era talmente debole che il suo responsabile, il comandante dell'Heeresgruppe G generale Johannes Blaskowitz, pensava da tempo più a come ritirarsi piuttosto che a come resistere a uno sbarco: l'infuriare della battaglia di Normandia aveva prosciugato le forze tedesche nel resto della Francia degli uomini e degli equipaggiamenti migliori, e quanto restava era scarso sia in quantità che qualità. La 19. Armee del generale Friedrich Wiese, incaricata della difesa dell'intera costa mediterranea della Francia, metteva assieme una forza di sole otto divisioni di fanteria, principalmente unità statiche per il presidio delle fortificazioni e quindi piene di uomini non adatti al servizio di prima linea a causa di problemi fisici o età avanzata, oltre che prive di mezzi di trasporto propri. L'intero Heeresgruppe G disponeva di un'unica riserva mobile, l'11. Panzer-Division, schiera nella zona di Tolosa e pronta ad accorrere verso la costa del Mediterraneo o quella dell'Atlantico a seconda di dove sarebbero sbarcati gli Alleati; la divisione era comunque sotto organico, visto che uno dei suoi due battaglioni di carri armati era stato distaccato e spedito in Normandia. In queste condizioni, fin dall'inizio di agosto 1944 Blaskowitz aveva steso piani per attuare un'ordinata ritirata dei reparti della 19. Armee dalla costa del Mediterraneo verso nord alla volta di Digione, passando principalmente attraverso la valle del Rodano; piuttosto che essere sprecata in inutili contrattacchi contro la testa di ponte alleata, l'11. Panzer-Division doveva anzi essere conservata per proteggere la ritirata delle lente divisioni di fanteria tedesche..
Dopo la riuscita degli sbarchi alleati del 15 agosto, Blaskowitz era tornato alla carica perché l'alto comando tedesco autorizzasse immediatamente la ritirata generale dei suoi reparti dal sud della Francia; capovolgendo in maniera inaspettata i suoi stessi ordini di resistere a oltranza, il 16 agosto Adolf Hitler diede infine con riluttanza l'autorizzazione ad attuare una ritirata strategica dell'Heeresgruppe G verso nord alla volta del confine tedesco. L'ordine fu trasmesso all'Heeresgruppe G nel corso del 17 agosto anche se, a causa del caos nella rete di comunicazione tedesca, Blaskowitz lo ricevette per intero solo la mattina del 18 agosto: gli ordini per la 19. Armee prevedevano di far ripiegare verso nord il IV. Luftwaffen-Feldkorps lungo la sponda occidentale del Rodano e il LXXXV. Armeekorps lungo la sponda orientale; i resti del LXII. Armeekorps, colpito in pieno dallo sbarco degli Alleati, dovevano attestarsi dentro le fortificazioni di Tolone e Marsiglia e tenere i porti il più a lungo possibile, salvo due divisioni che, rimaste a est della testa di ponte, dovevano invece ripiegare verso il confine italo-francese e presidiare i passi delle Alpi occidentali..
La manovra non sfuggì all'attenzione degli Alleati. Il servizio di decrittazione "Ultra" fu in grado di dare, quello stesso 18 agosto, notizia ai comandi alleati del progettato ripiegamento dell'Heeresgruppe G, e il generale Patch si affrettò a cambiare i suoi piani: mentre i reparti francesi acceleravano il lancio dell'attacco ai porti di Tolone e Marsiglia, il VI Corps di Truscott doveva immediatamente lasciare le posizioni difensive attorno alla testa di ponte e spingersi all'inseguimento delle forze tedesche in ritirata. Incoraggianti rapporti di intelligence ricevuti poco prima dello sbarco avevano convinto Truscott che la resistenza tedesca nel sud della Francia era molto meno formidabile di quanto apparisse, e il generale aveva quindi messo assieme una forza ad hoc di reparti mobili presi qui e là da impiegare per sfruttare qualsiasi segno di cedimento del nemico: comandata dal vice di Truscott, il generale di brigata Frederic B. Butler, la "Task force Butler" si componeva di uno squadrone da ricognizione su autoblindo, un battaglione di carri armati, un battaglione di fanteria motorizzata, un gruppo di artiglieria campale e una compagnia di cacciacarri. Informato del ripiegamento tedesco, Truscott mise rapidamente in piedi il suo piano: la TF Butler doveva uscire dalla testa di ponte e procedere verso nord, superare il corso del fiume Durance e prendere le cittadine di Sisteron e Digne-les-Bains, per poi proseguire oltre in direzione di Grenoble con la 36th Infantry Division a seguire; nel frattempo, più a ovest, la 3rd Infantry Division doveva spingersi fino ad Aix-en-Provence e poi Avignone, incalzando quindi i tedeschi su per la vale del Rodano con la 45th Infantry Division sul suo fianco destro...
La battaglia L'avanzata della TF Butler
Dopo essersi riunita a Le Muy, la TF Butler si mise in marcia la mattina del 18 agosto procedendo speditamente, agevolata dall'aiuto dei partigiani della Resistenza francese e dal totale disfacimento dei pochi reparti tedeschi rimasti in zona: superato il corso del fiume Durance il 19 agosto, l'unità prese senza troppo sforzo Sisteron e Digne-les-Bains entro la fine della giornata, catturando diverse centinaia di tedeschi che stavano solo aspettando gli statunitensi per arrendersi a loro piuttosto che ai partigiani francesi. Il giorno successivo Butler, i cui contatti radio con il quartier generale del VI Corps erano alquanto intermittenti, riprese l'avanzata verso nord secondo il piano originario che prevedeva di raggiungere Grenoble: sostenuti dai partigiani locali, elementi della task force raggiunsero quello stesso pomeriggio Aspres e Gap, dove altri tedeschi furono fatti prigionieri. Nel frattempo, la sera del 20 agosto arrivarono a Sisteron le prime avanguardie della 36th Infantry Division: la divisione si era messa in marcia dalle sue posizioni sul perimetro della stessa di ponte a mezzogiorno, ma la carenza di carburante e camion per i trasporti stava molto rallentando l'avanzata dei reparti statunitensi. Butler era preoccupato per l'esiguità delle forze a sua disposizione, per giunta ora disseminate su una vasta area, ma la resistenza tedesca davanti a lui era divenuta inesistente. Attorno a Grenoble era acquartierata la 157. Reserve-Division tedesca, un'unità di seconda categoria impiegata più che altro per contrastare i partigiani: la divisione aveva ricevuto l'ordine dalla 19. Armee di tenere la zona di Grenoble almeno fino al 30 agosto, in modo da proteggere il fianco orientale della lunga colonna di truppe in ritirata nella valle del Rodano; contemporaneamente, tuttavia, l'alto comando delle truppe tedesche in Italia aveva ordinato alla divisione di affrettare la sua prevista ritirata verso est in modo da presidiare i valichi sulle Alpi e impedire che cadessero in mano agli Alleati. Pressato da questi ordini contrastanti, il comandante della 157. Division aveva infine deciso di dare seguito alle richieste del comando tedesco in Italia e, nella notte tra il 20 e il 21 agosto, aveva avviato la ritirata dei suoi reparti dalla zona di Grenoble, lasciando completamente esposto il fianco della 19. Armee...