Biografia Origini familiari Clara Boselli nacque a Firenze, al tempo capitale d'Italia, il 14 luglio 1869, quartogenita di Leopoldo Boselli (1829-1886), nativo di San Colombano al Lambro, un avvocato che lavorava come ispettore ferroviario e che era stato un patriota risorgimentale attivo tra Lodi e Milano, e Giuseppina Lampugnani, milanese. Aveva la sorella maggiore Maria, primogenita, i fratelli Giuseppe (morto a nemmeno un anno e mai conosciuto), e un secondo Giuseppe detto Pinone, infine la sorella minore Luigina detta Gina. La famiglia lombarda Boselli apparteneva a una solida borghesia di tradizione liberale, con legami con esponenti dell'élite milanese e torinese dell'Ottocento.Giulia Ajmone Marsan, Leopoldo Boselli, in Archivio Storico Lodigiano - Lodi e il suo territorio, 2009-2010, pp. 46-47.

Cresciuta in un contesto colto e patriottico, Clara ricevette un'educazione improntata ai valori civili e morali del Risorgimento, con attenzione sia alla formazione umanistica sia a un ruolo sociale attivo, tipico delle famiglie borghesi emergenti. La famiglia villeggiava in Liguria a Levanto, e tornò a Milano a fine anni '70. Nel 1885 a causa del lavoro del padre si trasferirono a Roma, ma già nel 1886 egli si ammalò gravemente e dovettero ritornare a Milano, dove a luglio morì.

Matrimonio con Giovanni Agnelli Il 2 febbraio 1889 sposò a Milano Giovanni Agnelli, futuro fondatore della FIAT, con il quale si trasferì stabilmente a Torino. L'unione rafforzò i rapporti già esistenti tra i Boselli e gli Agnelli, consolidando ulteriormente i legami economici e sociali delle due famiglie.Pino Casamassima, La Fiat e gli Agnelli: una storia italiana, Firenze, Le Lettere, 2003, p. 22.

Dal matrimonio nacquero due figli: Aniceta Caterina (1889-1928), che sposò il barone Carlo Nasi, ed Edoardo (1892-1935), il quale sposò Virginia Bourbon del Monte ed ebbe sette figli, tra cui Gianni Agnelli e Umberto Agnelli.Gustavo Mola di Nomaglio, Gli Agnelli. Storia e genealogia di una grande famiglia piemontese dal XVI secolo al 1866, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1998, p. 142.

Attività sociale e filantropica Parallelamente alla vita familiare, Clara Boselli si impegnò in iniziative culturali e assistenziali, sostenendo associazioni torinesi di carattere caritativo e artistico. La sua figura riflette il ruolo delle donne borghesi tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, spesso protagoniste di attività benefiche e di sostegno alla comunità, accanto alla gestione della famiglia.

Ultimi anni e morte Negli ultimi decenni della sua vita, Clara mantenne una presenza costante nella famiglia e nelle attività filantropiche cittadine, pur rimanendo in secondo piano rispetto al marito, che guidava l'ascesa industriale degli Agnelli.

Morì a Torino il 18 luglio 1946 nella casa di Torino http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0040_01_1946_0278_0003_24625179/anews,true/ e fu sepolta nella cappella della famiglia Agnelli al cimitero di Villar Perosa.Valerio Castronovo, Fiat: una storia del capitalismo italiano, Milano, Rizzoli, 2010, pp. 44-47.

Discendenza Dal matrimonio tra Giovanni Agnelli senior e Clara Boselli nacquero: Aniceta Caterina Agnelli (Torino, 1889 – Torino, 1928), sposò il barone Carlo Nasi; Edoardo Agnelli (Torino, 2 gennaio 1892 – Genova, 14 luglio 1935), sposò Virginia Bourbon del Monte, da cui ebbe sette figli, tra cui Gianni Agnelli e Umberto Agnelli.

Note

Bibliografia Pino Casamassima, La Fiat e gli Agnelli: una storia italiana, Firenze, Le Lettere, 2003. Giulia Ajmone Marsan, Leopoldo Boselli, in Archivio Storico Lodigiano - Lodi e il suo territorio, 2009-2010. Valerio Castronovo, Fiat: una storia del capitalismo italiano, Milano, Rizzoli, 2010.

Voci correlate Agnelli (famiglia) FIAT Giovanni Agnelli (imprenditore 1866)

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