La STS-126 è una missione spaziale del Programma Space Shuttle, la 27° verso la Stazione spaziale internazionale e il volo di assemblaggio ULF2. Il lancio dello Endeavour era inizialmente previsto il 16 ottobre 2008, ma a causa di ritardi nella produzione dei serbatoi esterni e dello slittamento della missione STS-125 al 2009, il 25 settembre la NASA ha annunciato che il lancio verrà effettuato a novembre. Inoltre, per lo stesso motivo, è stata la missione successiva alla STS-124. LEndeavour è decollato regolarmente il 14 novembre 2008 alle 00:55 GMT ed è atterrato alla base di Edwards, in California il 30 novembre 2008 alle 21:25 UTC.
Equipaggio
Equipaggio ISS Expedition 18 in partenza Sandra Magnus (2) - Ingegnere di volo - NASA
Equipaggio ISS Expedition 18 in ritorno Gregory Chamitoff (1) - Ingegnere di volo - NASA
Il numero tra parentesi indica il numero di voli spaziali eseguiti dall'astronauta compresa l'attuale missione.
Scopi Lo scopo della missione è il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale e la manutenzione dei Solar Alpha Rotary Joint (SARJ), giunti che permettono di ruotare i pannelli solari. Uno di essi ha infatti presentato diversi problemi, che sono iniziati nella missione STS-120. I rifornimenti sono contenuti nel Multi-Purpose Logistics Module Leonardo.
Statistiche della missione 155ª missione umana Americana nello spazio 124ª missione Shuttle 99ª missione dopo il disastro del Challenger 11ª missione dopo il disastro del Columbia 22ª missione dellEndeavour 27ª missione di assemblaggio della ISS
Stemma Nello stemma viene rappresentato lo Space Shuttle, il cui compito è il proseguimento dell'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Nei pressi del centro dell'immagine è raffigurata la costellazione di Orione, che rappresenta il programma per l'esplorazione verso la Luna e Marte. Il pianeta rosso è visibile sullo sfondo in alto a destra. La luce del sole, sull'orizzonte terrestre, alimenta questi sforzi attraverso i pannelli solari della stazione, che è visibile nella configurazione attuale.
Missione Carico della missione
Il carico della missione è contenuto nel modulo Leonardo, che comprende i materiali per la manutenzione dei due SARJ, rifornimenti ed equipaggiamenti per vari sistemi della stazione e hardware di riserva.
Dopo moltissime analisi, condotte durante le passeggiate spaziali, le missioni precedenti e a Terra, gli ingegneri NASA pensano di aver individuato il problema che affligge da tempo il giunto SARJ di destra: una scarsa lubrificazione. Per questo motivo i cuscinetti che collegano le due parti del giunto e permettono ad una parte di ruotare e mantenendo la seconda parte ferma, si sono rovinati e devono essere sostituiti. Per essere sicuri che nel tempo anche il giunto di sinistra non presenti gli stessi problemi, gli astronauti hanno lubrificato anche i cuscinetti di quest'ultimo.
Con il giunto SARJ funzionante, è stato garantito il corretto orientamento dei pannelli solari e quindi una quantità di energia sufficiente per continuare l'espansione della stazione. Mentre attualmente sono presenti a bordo 3 astronauti per volta, in futuro sarà possibile alloggiare 6 astronauti. Oltre a garantire l'energia, la missione ha portato parecchio equipaggiamento e rifornimenti (uno dei carichi più consistenti mai lanciati verso la stazione spaziale, con una peso di circa ), proprio per le necessità della nuova capienza della stazione. In particolare, è stata installata una nuova cucina, dei nuovi alloggiamenti, una nuova toilet (Waste and Hygiene Compartment), un nuovo frigorifero e ARED (Advanced Resistive Exercise Device), un nuovo set di strumenti per gli esercizi ginnici. Per rendere la stazione meno dipendente dai rifornimenti, è stato anche installato un nuovo sistema di rigenerazione ambientale e di supporto vitale. Esso riciclerà l'urina e l'umidità dell'aria producendo acqua pura per essere bevuta o immessa nel sistema di raffreddamento della stazione. Il materiale all'interno del modulo è contenuto in particolari contenitori, chiamati rack (armadietti). L'equipaggiamento che è stato portato sulla stazione comprende tre Resupply Stowage Rack (contenitori generici per i rifornimenti), sei Return Stowage Platform per il ritorno a terra di materiale vario, il Combustion Integration Rack, uno strumento per analizzare la fisica delle combustioni in ambiente di microgravità e lEXPRESS Rack 6. Gli EXPRESS rack (EXpedite the PRocessing of Experiments to Space Station) sono contenitori multiuso che permettono il trasporto, l'immagazzinamento e il supporto degli esperimenti sulla stazione spaziale. Ogni esperimento contenuto all'interno è indipendente dagli altri ed è equipaggiato con connessioni dati, energia, sistemi di raffreddamento dell'aria e dell'acqua, sistemi di scarico rifiuti, rifornimento di azoto e monitoraggio video. Pre-lancio A causa dei problemi con il Telescopio Spaziale Hubble, che hanno rinviato al 2009 la missione STS-125, questa missione è quella che segue la STS-124. LEndeavour è stato spostato il 23 ottobre dal pad 39B, dove attendeva l'eventuale lancio della missione STS-400 in caso di problemi alla STS-125 al pad 39A per il lancio della STS-126. Dopo il rientro dellAtlantis al Vehicle Assembly Building, lo spostamento dellEndeavour al pad 39A ha permesso il proseguimento delle modifiche che sono in corso al pad 39B per il futuro impiego dei vettori Ares I e Ares V del Programma Constellation. Il giorno precedente, il 22 ottobre, è giunto il carico della missione, contenuto nell'MPLM Leonardo.
Cronologia Venerdì 14 novembre (1º giorno, lancio)
Alle 15:30 UTC è iniziato il caricamento del serbatoio esterno con l'idrogeno e l'ossigeno liquidi. Dopo aver indossato le tute per il lancio e l'atterraggio, l'equipaggio è giunto sulla piattaforma di lancio alle 21:22 UTC. Pochi minuti dopo l'equipaggio ha iniziato l'ingresso nell'orbiter e alle 22:25 ha terminato di prendere posto nei sedili. Alle 23:00 il portello è stato chiuso e la cabina è stata pressurizzata per il lancio. Alle 00:55:13 UTC (ora italiana 01:55, ora locale 19:55 EST) lEndeavour è decollato regolarmente, all'orario previsto. Dopo aver raggiunto l'orbita l'equipaggio ha iniziato le normali attività, che comprendono l'apertura dei portelli della stiva di carico, l'estensione dell'antenna in banda Ku, l'attivazione del braccio robotico e l'accensione dell'Orbital Maneuvering System (OMS).
Sabato 15 novembre (2º giorno) Come da consuetudine, il 2º giorno di missione è dedicato al controllo dello stato dello scudo termico dello Shuttle per mezzo del braccio robotico a cui è collegato l'Orbiter Boom Sensor System, un gruppo di fotocamere e telecamere che riprendono la parte inferiore dell'orbiter. Le immagini saranno trasmesse a terra dove verranno controllate da un gruppo di ingegneri. L'equipaggio ha controllato le tute spaziali ed ha iniziato i preparativi per l'aggancio con la Stazione Spaziale, previsto per domenica.
Domenica 16 novembre (3º giorno)
Il comandante e il pilota dellEndeavour hanno effettuato la consueta Rendezvous pitch maneuver, ad una distanza di circa dalla stazione. Essa consiste in una rotazione a 360° dello Shuttle, in modo che l'equipaggio della stazione possa riprendere con varie fotocamere lo scudo termico. Queste immagini, assieme a quelle riprese dall'OBSS, vengono successivamente inviate a Terra per essere esaminate degli esperti. Dopo l'estensione dell'anello di aggancio, lEndeavour si è agganciato al Pressurizer Mating Adapter 2 del modulo Harmony alle 22:01 UTC e l'apertura dei portelli è avvenuta alle 00:16 UTC. Gli astronauti della stazione e dello Shuttle, dopo essersi scambiati i saluti, hanno iniziato i trasferimenti del materiale e le procedure per le operazioni robotiche. Alle 02:50 UTC Chamitoff e Magnus si sono ufficialmente dati il cambio: Chamitoff è entrato a far parte dell'equipaggio dellEndeavour come specialista di missione, mentre Magnus è diventata l'ingegnere di volo della Expedition 18.
Le analisi dello scudo termico dello Shuttle non hanno rilevato problemi, sottolineando che, la piccola anomalia nel rivestimento del pod dell'OMS rilevata inizialmente era ghiaccio e i rivestimenti e le mattonelle del sistema di protezione termico dellEndeavour sono in ordine. Nelle immagini riprese durante il decollo è stato notato un oggetto, che tuttavia non ha colpito l'orbiter.
Lunedì 17 novembre (4º giorno)
Durante la giornata, i due equipaggi hanno iniziato l'installazione dell'equipaggiamento contenuto nel modulo Leonardo, con il trasferimento dello modulo dalla stiva di carico al modulo Harmony della stazione. Alle 23:43 è stato aperto il portello tra la stazione e il modulo ed è iniziato il trasferimento del materiale. Esso è un lavoro molto impegnativo, poiché la missione trasporta uno dei carichi più consistenti mai lanciati verso la stazione. Esso comprende tutto l'equipaggiamento per poter alloggiare tre astronauti in più a bordo della ISS. Nel frattempo sono anche iniziati i preparativi per la prima passeggiata spaziale di Stefanyshyn-Piper e Bowen. Gli astronauti devono infatti trascorrere la notte precedente al giorno delle attività extraveicolari nel Joint Airlock, dove l'atmosfera è ad una pressione ridotta, in modo da abituare l'organismo umano alla pressione presente all'interno delle tute spaziali. Esse non possono essere pressurizzate al valore normale poiché questo renderebbe i movimenti molto difficili. Il periodo trascorso all'interno dell'Airlock permette di ridurre l'azoto nel sangue, riducendo il pericolo di una malattia da decompressione, che potrebbe insorgere se si variasse velocemente la pressione. I tecnici della NASA non hanno richiesto ispezioni aggiuntive dell'orbiter, il cui scudo termico non presenta alcun problema.
Martedì 18 novembre (5º giorno)
L'attività principale della giornata è la prima attività extraveicolare, il cui obiettivo principale è la manutenzione del SARJ. I due astronauti sono usciti dal Quest Airlock alle 19:09 UTC. Stefanyshyn-Piper è stata agganciata al braccio robotico della stazione e ha trasportato un serbatoio di azoto vuoto (Nitrogen Tank Assembly) nella stiva di carico dello Shuttle. Successivamente ha afferrato un accoppiatore a tubo flessibile (Flex Hose Rotary Coupler) dalla stiva dellEndeavour e, attraverso l'uso del braccio robotico, lo ha trasferito nella External Stowage Facility della stazione per utilizzi futuri. Bowen ha rimosso una copertura protettiva ad una estremità del laboratorio Kibo per controllare che il meccanismo di aggancio non abbia problemi. In quel punto verrà infatti connesso il componente Exposed Facility (JEM-EF), installato nella missione STS-127. I due astronauti si sono spostati nei pressi del SARJ, il giunto che permette la rotazione dei pannelli solari della stazione. Alle 20:33 UTC, Stefanyshyn-Piper ha tuttavia riferito che lo strumento che viene impiegato per lubrificare il giunto ha avuto un problema, spargendo tutta la gelatina contenuta nel serbatoio all'interno della borsa degli attrezzi, dove era situato. Mentre l'astronauta stava cercando di ripulire la borsa, una piccola borsa più piccola è sfuggita inavvertitamente, "volando via". Questo inconveniente non è grave, poiché Bowen era in possesso di una seconda borsa identica. I due astronauti hanno quindi ripreso il lavoro, sostituendo due cuscinetti chiamati trundle bearing assembly. Dopo la rimozione del primo cuscinetto, è stata ripulita la superficie della sezione sottostante, inserito uno strato di lubrificante ed infine installato uno nuovo. La procedura è stata ripetuta con il secondo cuscinetto. Stefanyshyn-Piper ha iniziato la procedura sul terzo cuscinetto, che sarà completata nella seconda passeggiata spaziale. Alle 01:01 UTC gli astronauti sono rientrati nella stazione spaziale, concludendo l'attività extraveicolare della durata di 6 ore e 52 minuti. Il lubrificante utilizzato è il Braycote-601.