Biografia Helena Boguszewska nacque a Varsavia nel 1883, figlia dell'orientalista Ignacy Radliński. Già durante gli studi all'Università di Cracovia, si dedicò alla scrittura, esordendo nel 1905 con una traduzione in polacco del dramma I figli del sole di Maksim Gor'kij.

Fu autrice di oltre una ventina di romanzi, sei dei quali scritti insieme al secondo marito Jerzy Kornacki. Uno di essi, Vistula (1935), fu adattato per il grande schermo da Aleksander Ford, che scrisse la sceneggiatura insieme ai due autori. Sempre insieme a Kornacki, fondò il gruppo letterario noto come Przedmieście, attivo a Varsavia durante gli anni Trenta, che annoverava tra i suoi membri anche Zofia Nałkowska. Nel 1934 pubblicò uno dei suoi romanzi più importanti, Całe życie Sabiny.

Molto impegnata anche a livello sociale, collaborò con la resistenza durante la seconda guerra mondiale e nel 1944 si unì al Comitato Polacco di Liberazione Nazionale e al Consiglio Nazionale di Stato. Insieme al marito, riteneva che il ruolo dello scrittore fosse quello di preservare la memoria degli orrori della seconda guerra mondiale, specialmente l'Olocausto, e prese parte a commissioni contro i crimini nazisti. Dopo la fine della guerra, rifiutò di seguire la corrente del realismo socialista e il suo romanzo Czekamy na życie (1947) ottenne recensioni contrastanti nell'Unione Sovietica.

Morì nella natia Varsavia nel 1978 all'età di novantacinque anni.

Opere

Świat po niewidomemu (1932) Ci ludzie (1933) Czerwone węże (1933) Całe życie Sabiny (1934) Dzieci znikąd (1934) Za zielonym wałem (1934) Anielcia i życie (1938) Wspomnienie o Halinie Górskiej (1945) Nigdy nie zapomnę (1946) Czekamy na życie (1947) Żelazna kurtyna (1949) Czarna kura (1952) Pozbierane dzieci (1955) Siostra z Wisły (1956) Maria Elzelia (1958) Poprzez ulice (1960) Zwierzęta śród ludzi (1965) Adolf i Marian (1979)

Onorificenze

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Studenti dell'Università Jagellonica Categoria:Ufficiali dell'Ordine della Polonia restituta Categoria:Commendatori dell'Ordine della Polonia restituta