La Cattedrale di San Francesco (in cinese: ) è un luogo di culto cattolico cinese situato a Xi'an, nella provincia di Shaanxi, e attuale arcidiocesi della città.
La storia della cattedrale si dipana dal 1716, anno dell'inizio della sua costruzione, fino al XXI secolo, periodo che vede il luogo di culto ancora al centro di ampie discussioni all'interno della comunità di Xi'an. Dal punto di vista architettonico, la cattedrale armonizza elementi dello stile cinese con suggestioni occidentali.
Storia Dinastia Qing Costruzione Secondo gli studiosi, la provincia di Shaanxi venne per la prima volta a contatto con la religione cattolica nel 1620, anno nel quale l'astronomo e missionario gesuita Giulio Aleni visitò quei luoghi. Nel 1696, la Santa Sede rese la provincia un vicariato apostolico, nominando un francescano, Basilio Brollo, suo amministratore.
Con la morte di Brollo, avvenuta nel 1704, Antonio Laghi, anch'egli un frate francescano, lo sostituì nei suoi incarichi e ordinò a un missionario italiano conosciuto nelle fonti cinesi con il nome di Ma Daidi (in cinese: ) di acquistare un terreno vicino al centro di Xi'an, nel quale, nel 1716, iniziarono i lavori di costruzione per una chiesa, costruita in stile cinese, dedicata a san Francesco d'Assisi.
Tuttavia, a partire dal gennaio del 1724, l'imperatore Yongzheng bandì il cristianesimo e il suo culto sul tutto territorio cinese. Ormai, lo scheletro architettonico principale della chiesa era già stato edificato e mancavano soltanto i lavori da attuare agli interni. Ad ogni modo, nell'ottobre dello stesso anno, l'imperatore decise di espellere con la forza dalla nazione tutti i religiosi e missionari cattolici. Ciononostante, molti frati e proselitisti riuscirono a vivere in segreto e a operare clandestinamente all'interno della chiesa, riuscendo a completarla nel 1727, anno in cui mons. Laghi, fuggito dapprima a Guangdong e poi ritornato a Xi'an, morì. Tuttavia, gradualmente tutte chiese presenti in Cina furono chiuse e confiscate dalle autorità, che, nel caso della chiesa di San Francesco a Xi'an, vendettero all'asta a tre potenti famiglie locali.
Restauro e ritorno all'uso religioso Nel 1860, con la fine della seconda guerra dell'oppio, i diplomatici francesi inserirono, tra le condizioni della convenzione di Pechino, l'obbligo di abrogare la legge che impediva il proselitismo cristiano in Cina e la restituzione di tutte le chiese ai missionari cattolici. Tuttavia, la maggior parte delle chiese che erano state costruite erano state distrutte, lasciate in abbandono oppure rese proprietà private. Secondo Liu Xiang, cronista cinese dell'epoca, è proprio questo il motivo che spinse il governo imperiale a evitare di restituire i luoghi di culto stessi, scegliendo invece di offrire nuovi terreni sui quali edificare nuove chiese. Questa dinamica si ripropose, infatti, anche per la chiesa di San Francesco.
In effetti, all'epoca della convenzione, la chiesa era posseduta da una potente e nobile famiglia di Xi'an, che utilizzava l'ex luogo di culto come casa principale. Al fine di non dover sfrattare la nobile famiglia, la quale inoltre aveva diretti contatti con la casa imperiale, Liu Rong, l'amministratore generale della provincia dello Shaanxi, comunicò ai missionari cattolici che la chiesa di San Francesco era in un avanzato stato di decadimento e che dunque, fino a quando le autorità cinese l'avessero resa sicura, i proselitisti avrebbero potuto operare in un'ex moschea e in altri cinque edifici di proprietà demaniale. Tuttavia, negli anni seguenti, il vescovo Efisio Chiais e il suo ausiliario Amato Pagnucci, del tutto ignari che la chiesa fosse in realtà proprietà privata, continuarono a pressare Liu Rong affinché restituisse in tempi brevi la chiesa restaurata. Non riuscendo a ottenere nulla, nel 1866, i due vescovi contattarono l'ambasciata francese a Pechino, spiegandogli la situazione. L'inviato lì presente costrinse la corte imperiale a restituire la chiesa, che nel frattempo era divenuto noto a tutti fosse proprietà di una famiglia molto potente. La chiesa fu restituita ai missionari francescani e pagò 10.000 tael d'argento alla famiglia per l'espropriazione della loro casa.
Dato che la chiesa era ormai stata pesantemente rimaneggiata dai suoi precedenti abitanti, mons. Pagnucci decise di demolirla e di costruirne, nel 1883, una nuova in stile neoromanico e con una facciata neobarocca. Per quanto riguarda invece l'arredo e il restauro degli interni, il compito di amministrare i lavori fu affidato al vicario apostolico Atanasio Goethe, che se ne occupò dal 1906 al 1908, anno in cui morì di malaria.
Elevazione a cattedrale Nel 1930, il vicario apostolico Fiorenzo Umberto Tessiatore decise di trasferire la sede del vicariato dalla Cattedrale della Beata Vergine Maria presso Gaoling alla chiesa di San Francesco a Xi'an, elevandola al titolo di cattedrale; mentre, nel 1946, la Santa Sede trasformò il vicariato apostolico di Xi'an in un'arcidiocesi. Durante la rivoluzione culturale, il movimento socio-culturale voluto dal leader comunista Mao Zedong, la maggior parte delle chiese in Cina vennero forzatamente chiuse e molti membri del clero furono arrestati o uccisi. La cattedrale di San Francesco subì lo stesso destino, diventando dapprima proprietà statale e successivamente magazzino per la fabbrica di dolciumi della città.
Nel 1980, con la fine della rigidezza in materia religiosa e di proselitismo, il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese riaprì tutti i luoghi di culto presenti nel paese, restituendo gli edifici religiosi ai relativi enti ecclesiastici. Nel 1989, e successivamente anche nel 2004, la cattedrale, che era stata gravemente danneggiata durante il regime maoista, fu sottoposta a restauro completo, il quale fu finanziato direttamente dal governo cinese come compenso per l'ampia persecuzione contro i cristiani che si era consumata nei decenni precedenti.
Nonostante tali iniziative, nel 2005, si consumò una controversia tra il governo cinese e il clero che amministrava la cattedrale e i suoi possedimenti. Infatti, accanto alla cattedrale, vi era una scuola elementare, proprietà della Santa Sede e gestita dalle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Tuttavia, il governo avversava l'idea che vi fosse una scuola cattolica nella città, in quanto riteneva essenziale possedere il monopolio sull'istruzione. Nel 2003, il dipartimento per l'istruzione di Xi'an chiuse coattivamente la scuola primaria e vendette il terreno a un costruttore privato. La cattedrale, allora, decise di fare causa all'amministrazione locale per impedire l'esproprio della scuola, affermando che il terreno era proprietà della Chiesa.
La scuola, nonostante i tentativi del governo cinese, continuò a essere occupata dal membro ecclesiastico e, durante la notte del 23 novembre 2005, la corrente elettrica venne interrotta per tutta la cattedrale e una squadra di demolizione iniziò a distruggere l'edificio scolastico. Le suore, svegliate dal rumore dei lavori, si riversarono in strada per capire cosa stesse succedendo. Una quarantina di loro, capendo quello che stava accadendo, corsero verso il cantiere per cercare di interrompere i lavori, ma circa 40 uomini della squadra di demolizioni le attaccarono, picchiandole e percuotendole. Sedici suore rimasero ferite e almeno cinque furono ricoverate d'urgenza in ospedale.
La domenica successiva, il 27 novembre, circa 600 parrocchiani dell'arcidiocesi organizzarono una manifestazione pacifica in segno di protesta per la violenza avvenuta quattro giorni prima. Mario Mauro, allora vicepresidente del Parlamento europeo, rilasciò una dichiarazione in parlamento affermando che l'Unione europea doveva smettere di guardare alla Cina solo come un partner commerciale, ma impegnarsi anche per l'attuazione nel paese dei diritti civili e religiosi. In Italia, il politico Maurizio Lupi e altri 39 parlamentari italiani esortarono il governo a presentare una protesta formale nei confronti di Pechino, mentre, il 30 novembre, la Santa Sede condannò pubblicamente l'attacco.
Secondo il The Washington Post, il governo cinese non rilasciò alcuna dichiarazione formale e i media statali non trattarono dell'argomento neanche a livello regionale. Tuttavia, il 29 novembre, l'amministrazione cinese propose di risarcire ciascuna suora che era stata ferita negli scontri con 3000 renminbi e di offrire alla cattedrale l'acquisto del terreno sul quale era edificata la scuola per 6,5 milioni renminbi. Anthony Dang Mingyan, allora arcivescovo ausiliare di Xi'an, accettò l'offerta.
Nel 2008, la provincia dello Shaanxi inserì la cattedrale tra il suo elenco di siti culturalmente rilevanti e storicamente meritevoli di azioni di restauro e conserva. Il 24 marzo 2016, invece, la cattedrale fu visitata dal presidente della Germania Joachim Gauck, il quale era in Cina per affrontare la questione dei diritti umani nel paese. Dal 1° al 4 ottobre dello stesso anno, la cattedrale organizzò un evento celebrativo per i 300° anniversario dalla sua costruzione. Il 2 ottobre, si tennero due conferenze ad argomento storico e religioso sul percorso nei secoli della chiesa cattolica in Cina e nella provincia dello Shaanxi, mentre il 4 ottobre, giorno in cui si festeggia la memoria di san Francesco d'Assisi, fu celebrata una partecipata messa, durante la quale fu posizionata nella cattedrale una reliquia del poverello di Assisi.
Architettura Esterno
La cattedrale attuale, costruita nel 1883, è alta circa 17,45 metri e copre un'area di circa 700 m2. La struttura principale è in stile neoromanico e mescola lo stile occidentale con l'architettura tradizionale cinese. La facciata neobarocca presenta tre ingressi ad arco ed è decorata con intagli che ritraggono alcuni motivi tradizionali cinesi, tra cui dei fiori e dei taotie. Sempre sulla facciata, sono presenti 16 colonne in stile ionico costruite in granito.
Nella parte superiore della facciata è stato recentemente installato un orologio elettronico, mentre sulla sua sommità sono presenti tre croci in alluminio, installate nel 1991 per sostituire quelle originali andate distrutte durante il regime maoista.
Interno La cattedrale ha una profondità di 41 metri e può contenere fino a un massimo di 500 persone. Lo spazio è suddiviso in un'ampia navata centrale e due navate laterali ai lati di ridotte dimensioni, separate da quella centrale da una sequenza di pilastri in stile corinzio.
Verso il fondo della navata centrale si trovano due altari, quello maggiore, con il tabernacolo e un crocifisso, e uno laterale, con sopra un'icona che ritrae san Francesco. Durante un restauro nel 1991, furono aggiunti pannelli in legno alle pareti interne, mentre nel 2004, le pareti furono ridipinte e gli affreschi originali restaurati.
Note
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