Rhodopotilapia è un genere estinto di pesci ossei appartenente alla famiglia dei Cichlidae, descritto da Kirilova e Georgiev nel 2015 a partire da resti fossili provenienti dai Monti Rodopi orientali in Bulgaria. L’unica specie conosciuta è Rhodopotilapia gracialis, datata all’Oligocene inferiore.
Etimologia Il nome del genere deriva da Rhodope, i Monti Rodopi dove il fossile è stato rinvenuto, e da tilapia, in riferimento all’affinità con l’attuale Tilapia. L’epiteto specifico gracialis proviene dal latino gracilis, che significa snello o slanciato, in riferimento all’aspetto del corpo.
Descrizione Rhodopotilapia gracialis possedeva un corpo moderatamente allungato con 27 vertebre, di cui 12 addominali e 15 caudali. La pinna dorsale era unica e continua, con 14 spine nella parte anteriore e 16 raggi molli nella parte posteriore. La pinna anale presentava tre spine seguite da 11 raggi molli. Le pinne pelviche erano costituite da una spina e cinque raggi molli, mentre la pinna caudale aveva 17 raggi suddivisi in nove superiori e otto inferiori.
Il cranio mostrava denti faringei unicuspidi, leggermente ricurvi e di tipo "kukri", con apici scuri. Le scaglie erano cicloidi. Lo scheletro caudale era caratterizzato dalla presenza di due epurali e cinque ipurali.Kirilova L., Georgiev V. (2015). Rhodopotilapia gracialis – new fossil genus and species of family Cichlidae. Early Oligocene, eastern Rhodopes, Bulgaria. Comptes rendus de l’Académie bulgare des sciences 68(11): 1413–1418
Ritrovamento e classificazione Il fossile fu scoperto accidentalmente nel 1978 in una cava situata nei pressi del villaggio di Novo Sokolino, nel comune di Momchilgrad.
La scoperta di Rhodopotilapia gracialis rappresenta un evento significativo nella biogeografia dei Cichlidae, essendo il secondo fossile di questa famiglia rinvenuto in Europa dopo Oreochromis lorenzoi del Miocene. La sua presenza nell’Oligocene europeo testimonia una distribuzione più ampia dei ciclidi rispetto a quella attuale.
Sono state avanzate due ipotesi principali per spiegare la sua presenza nei bacini paleogenici europei. La prima suggerisce che si trattasse di una specie eurialina d’acqua dolce, capace di tollerare acque salmastre e marine, che avrebbe migrato dalle coste africane verso le lagune e gli estuari dell’area. La seconda ipotesi propone invece che Rhodopotilapia gracialis fosse una specie marina stabile, parte integrante dell’ittiofauna locale, in un ambiente caratterizzato da salinità normale (32–35‰), come indicano i resti di coralli e molluschi stenalini associati.
Note
Bibliografia Kirilova L., Georgiev V. (2015). Rhodopotilapia gracialis – new fossil genus and species of family Cichlidae. Early Oligocene, eastern Rhodopes, Bulgaria. Comptes rendus de l’Académie bulgare des sciences 68(11): 1413–1418.
Categoria:Cichliformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2015