Il tesoro di Ziwiye (in lingua inglese Ziwiye hoard) è un insieme di beni di provenienza archeologica di importante contenuto storico composto da diversi oggetti in metallo (oro, argento) e altri materiali (avorio, terracotta); tra i manufatti in oro ne spiccano alcuni che rappresentano un volto umano. Gli oggetti sono stati scoperti nel 1947. o nel 1946. in un appezzamento di terreno nei pressi del castello di Ziwiye, vicino alla città di Saqqez nella provincia del Kurdistan, situata nell'occidente iraniano.
La prima attestazione dell'esistenza del tesoro risale al 1948 ed è dovuta all'esperto d'arte mediorientale André Godard, che informava in modo generico del luogo di ritrovamento e citava alcuni dei pezzi che componevano il tesoro.. Lo stesso Godard propose che l'attuale Ziwiye fosse in antichità la Zibiè citata da re Sargon II.. In seguito furono proposte ipotesi circa le origini del tesoro, ad esempio che fossero provenienti dalla sepoltura di un principe scita.
Gli stili dei manufatti Gli oggetti che costituiscono il tesoro dimostrano un legame tra le culture dell'altopiano iraniano e le forme d'arte nomadi o scitiche conosciute come stile animalistico. In merito alla classificazione dei reperti come tipici dello stile animalistico.. L’archeologo Leonard Woolley ha dichiarato che "I motivi scitici adottati da Urartu spiegano la decorazione del grande tesoro di Saqqez portata alla luce sulla riva meridionale del lago di Urmia".
Il tesoro contiene manufatti riconducibili a quattro differenti stili: medo, assiro, scitico, proto-achemenide e i pezzi opera dell'artigianato locale. L'autore riferisce quanto dichiarato da Ghirschmann nei primi anni '50.. Il periodo a cui si fanno risalire i reperti è il 700 a.C. e si ritiene che questa collezione di beni dimostri come la condizione dell'altopiano iraniano sia da considerarsi una sorta di crocevia di itinerari commerciali e non solo – di cui il più celebre è la cosiddetta Via della seta – che ha consentito di far incontrare culture disparate influenzando la prima arte iraniana. Si è ipotizzato che vi sia un collegamento tra quanto ritrovato a Ziwiye e i rinvenimenti di altri noti siti iraniani quali Teppe Hasanlu e Marlik.
I beni costituenti il tesoro di Ziwiye sono oggi suddivisi tra collezioni pubbliche e private. Risultano indicati come reperti "Ziwiye" anche oggetti con caratteristiche comparabili messi in commercio, in modalità non nota, dagli anni '60. Pezzi considerati parte del tesoro sono presenti nelle collezioni del Metropolitan Museum di New York, del Louvre di Parigi e del British Museum di Londra.
Autenticità contestata L'autenticità dei reperti è stata confutata dell’archeologo Oscar White Muscarella. che ha messo in discussione l'intero resoconto del ritrovamento del tesoro (come ha fatto con il vecchio tesoro dell'Oxus), sottolineando che nessuno degli oggetti risulta raccolto da équipe archeologiche, ma ci è pervenuto attraverso le mani dei commercianti. Egli conclude che "non ci sono fonti oggettive che permettano di stabilire che gli oggetti siano stati effettivamente trovati a Ziwiye, anche se è probabile che alcuni lo fossero", e conclude affermando che non abbiano alcun valore storico e archeologico come insieme, anche se molti sono vere e proprie "pregevoli opere d'arte". In un'opera successiva Muscarella denunciò diversi oggetti di "Ziwiye" come falsi moderni. Le critiche della comunità scientifica circa il tesoro sono state riassunte nel lavoro di Bernard Goldman..
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Categoria:Reperti archeologici Ziwiye