Glitnir è stata una banca islandese, con sede a Reykjavík.
Storia
Íslandsbanki (1990-2006) La banca è stata creata nel 1990 dalla fusione, diretta dallo Stato, delle tre banche private del Paese, Alþýðubanki Íslands (Banca dell'Unione), Verzlunarbanki Íslands (Banca del Commercio) e Iðnaðarbanki Íslands (Banca Industriale), e di una banca pubblica in difficoltà, Útvegsbanki Íslands (Banca della Pesca), per formare Íslandsbanki. All'epoca, Íslandsbanki era l'unica grande banca commerciale privata in Islanda. Nel 1993, è stata quotata nella Borsa islandese e si è successivamente fusa con Fjárfestingarbanki Íslandslífsins (FBA) nel 2000.
Il cambio di denominazione in Glitnir e l'espansione al di fuori dell'Islanda (2006-2008) Nel marzo 2006, il nome della banca fu cambiato in Glitnir banki.
Il gruppo finanziario Glitnir offriva servizi bancari universali ed era leader in tre segmenti di riferimento a livello globale: prodotti ittici/alimentari, energia sostenibile e navi di rifornimento offshore. Glitnir gestiva filiali a Londra e Copenaghen e, nel 2006, aprì uffici di rappresentanza a Halifax, in Canada, e a Shanghai, in Cina. Inoltre, già dal 2003, la banca operava in Lussemburgo (prima come Íslandsbanki, poi come Glitnir) tramite una banca interamente di sua proprietà, la Glitnir Bank Luxembourg S.A..
Glitnir considerava, però, l'Islanda e la Norvegia i suoi mercati di riferimento. Dal 2004, in territorio norvegese, Glitnir aveva acquisito BNbank, Kredittbanken (poi Glitnir bank), Norse Securities (successivamente Glitnir Securities), Glitnir Kapitalforvaltning, la società di factoring FactoNor (poi Glitnir Factoring) e il 50,1% di Union Gruppen. Inoltre, nel luglio 2006, la controllata BNbank ha acquisito il 45% delle azioni di Norsk Privatøkonomi ASA, una società di consulenza finanziaria indipendente con 12 filiali in aree chiave della Norvegia.
Glitnir ha poi continuato a espandere le proprie attività nei paesi nordici. In Svezia, Glitnir acquisì la principale società di intermediazione del territorio nazionale Fischer Partners (successivamente rinominata Glitnir AB). Inoltre, all'inizio del febbraio 2007, è stata annunciata l'acquisizione del 68,1% delle azioni della società di investimento finlandese FIM, poi completata nella primavera dello stesso anno.
La crisi finanziaria islandese e i suoi effetti (2008-2009)
Il 7 ottobre 2008, il governo islandese ha nazionalizzato Glitnir, acquisendo una quota del 75% della banca per 600 milioni di euro, attraverso l'Autorità di vigilanza finanziaria islandese (FME). Il governo, in seguito, ha dichiarato che non intendeva mantenere la proprietà della banca per un periodo di tempo prolungato.
Il 21 ottobre 2008, la filiale norvegese, Glitnir Bank ASA, è stata venduta a 20 casse di risparmio per 300 milioni di corone norvegesi, pari a 5,5 miliardi di corone islandesi, nonostante il suo valore stimato fosse di 36,5 miliardi di corone islandesi. L'acquisizione è stata guidata da Finn Haugan, amministratore delegato di Sparebanken Midt-Norge, gruppo finanziario con sede a Trondheim, che ha acquisito una partecipazione del 25% nella banca.
Il 20 febbraio 2009, alla luce della crisi finanziaria islandese, il nome della banca è stato riportato all'originale Íslandsbanki.
Al 15 ottobre 2009, è stato deciso che il 95% della nuova Íslandsbanki sarebbe stato rilevato dai creditori della vecchia Glitnir, mentre il governo islandese avrebbe mantenuto la proprietà del restante 5%.
Note
Collegamenti esterni
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