Considerata la giocatrice di pallavolo più popolare al mondo, per i suoi successi e per via del suo ruolo pionieristico, nel 1988 fu inserita postuma nella Volleyball Hall of Fame.
Biografia Seconda degli otto figli di George W. Hyman e Warrene Farrington, Flo Hyman crebbe come una bambina molto più alta della media dei suoi coetanei, venendo soprannominata dai compagni di scuola "Jolly green giant"; grazie al sostegno della sua famiglia e degli amici, cominciò a ritenere la sua fisicità un punto di forza piuttosto che un motivo di scherno. Da adulta, Flo Hyman raggiunse la statura di 1,96 m.
All'età di dodici anni, raggiunta l'altezza di 1,88 m, iniziò a giocare a beach volley con la sorella Suzanne.
Conseguì il diploma presso la Morningside High School di Inglewood, in California, per poi frequentare l'El Camino College per un anno prima di trasferirsi all'Università di Houston come prima atleta donna con borsa di studio. Trascorse i successivi tre anni a Houston, dove guidò la squadra delle Houston Cougars; non completò tuttavia il suo ultimo anno di università, concentrandosi sull'attività sportiva. A questo proposito, Flo Hyman dichiarò che si sarebbe diplomata una volta terminata la sua carriera come pallavolista e affermò: "Puoi andare a scuola quando hai 60 anni. Si è giovani una volta sola, e si può fare questo solo una volta".
Durante la sua permanenza a Houston, Flo Hyman divenne la prima persona a vincere il Broderick Award (Honda Sports Award) come migliore giocatrice di pallavolo collegiale della nazione nel 1977.
Carriera Giocatrice Club Attiva al college con la squadra delle Houston Cougars, giocò nel campionato universitario statunitense AIAW di pallavolo femminile insieme ad altre campionesse statunitensi come Rita Crockett. Nel 1977 venne nominata MVP.
Giocò all'estero a partire dal 1982, quando si trasferì in Giappone, a Kōbe, per militare nella squadra del Daiei.
Nazionale Flo Hyman lasciò Houston per giocare con la squadra nazionale femminile di pallavolo, con sede in Colorado.
Nel 1975, il team statunitense non riuscì a superare i turni di qualificazione per le Olimpiadi del 1976. Nel 1978, la squadra si classificò quinta ai campionati mondiali. Flo Hyman e le sue compagne erano proiettate verso la qualificazione per le Olimpiadi di Mosca, ma non poterono prendervi parte per via del boicottaggio voluto dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti.
Prese parte alla Coppa del Mondo del 1981 e al campionato mondiale del 1982, dove si aggiudicò la medaglia di bronzo. Per la sua potente schiacciata, Flo Hyman era soprannominata "Flying Clutchman".
Nel 1983 vinse la medaglia d'argento ai Giochi panamericani di Caracas, dove la squadra statunitense venne sconfitta in finale da Cuba.
Nel 1984, alle Olimpiadi di Los Angeles, Flo Hyman fu la giocatrice più alta e più anziana della squadra. Guidò il team statunitense verso la conquista della medaglia d'argento, perdendo in finale contro la nazionale cinese, che avevano battuto durante il primo turno del torneo olimpco.
Morte Dopo le Olimpiadi in casa, Flo Hyman si trasferì in Giappone per giocare a pallavolo nella Japan League. La sua popolarità la portò ad intraprendere una carriera parallela come modella e attrice. Pur avendo l'intenzione di rientrare definitivamente in patria nell'estate del 1986, non riuscì mai a farlo. Il 24 gennaio 1986, la giocatrice collassò mentre era seduta a bordo campo dopo essere stata sostituita in una partita contro l'Hitachi a Matsue. Incitò le sue compagne di squadra a continuare a giocare, per poi accasciarsi al suolo qualche istante dopo; trasportata d'urgenza in ospedale, venne dichiarata morta alle 21:36 di quella sera.
In un primo momento, la causa della morte di Flo Hyman venne ritenuta un attacco di cuore. La famiglia chiese che fosse eseguita un'autopsia a Culver City, dove il 30 gennaio i medici esclusero che la causa del decesso fosse un infarto. Fu invece accertato che la pallavolista fosse affetta dalla sindrome di Marfan che non le era mai stata diagnosticata e che le aveva provocato una dissecazione aortica fatale. I sintomi fisici della condizione includevano l'elevata statura, la miopia, la lunghezza degli arti superiori e la grandezza delle mani. Il patologo che eseguì l'autopsia, il dottor Victor Rosen, asserì che Flo Hyman si trovava in condizioni fisiche eccezionali, tranne che per un punto debole delle dimensioni di un centesimo nell'aorta. La piccola macchia, posta a meno di un centimetro sopra il suo cuore, era congenita, e l'arteria era scoppiata in quel punto mentre l'atleta era seduta a bordo campo; un coagulo di sangue intorno alla zona indicava che una lesione precedente nello stesso punto aveva già iniziato a guarire quando si è verificata la seconda rottura fatale.
La tragica dipartita della pallavolista colpì l'opinione pubblica e agì in maniera potente sulla sensibilizzazione rispetto alla sindrome di Marfan; i medici accertarono che anche suo fratello Michael presentava un'aorta ingrossata e il ragazzo subì un intervento chirurgico a cuore aperto che gli salvò la vita. Gli esperti affermarono che Flo Hyman fosse fortunata ad essere sopravvissuta così a lungo, praticando uno sport fisicamente impegnativo come la pallavolo.
Venne organizzata una funzione commemorativa presso il centro di preparazione olimpica a Colorado Springs, durante il quale la federazione la ricordò così: "Flo era più di una grande atleta che è stata pioniera nel suo sport e ha raggiunto così tanti primati... Ci ha lasciato come avrebbe voluto che la ricordassimo, lottando duramente per il successo che solo l'impegno avrebbe potuto realizzare e incoraggiando le sue compagne di squadra a cercare e raggiungere quei grandi traguardi con lei. Era e continuerà ad essere un esempio che tutti noi dovremmo emulare nel corso della vita, indipendentemente dal percorso che scegliamo di intraprendere. [...] Nessuno porterà mai la pallavolo statunitense a così tanti momenti di orgoglio e soddisfazione nell'arena mondiale. Stiamo tutti molto meglio perché è stata con noi per un po', ma siamo rimasti così vuoti e insoddisfatti perché se n'è andata troppo presto".
Fu sepolta nel cimitero di Inglewood Park, in California, il 31 gennaio 1986: oltre cinquecento persone presero parte ai suoi funerali.
La Women's Sports Foundation le intitolò un premio, il Flo Hyman Memorial Award, conferito dal 1987 al 2004.
In suo onore, l'allora Presidente degli Stati Uniti d'America Ronald Reagan istituì il National Girls and Women in Sports Day, una giornata nazionale per celebrare il contributo femminile nello sport.
Nel 1999, la rivista Sports Illustrated la inserì nella classifica delle cento donne sportive più influenti del secolo, collocandola alla posizione n.69.
Nel 2025 fu inclusa nella U.S. Olympic and Paralympic Hall of Fame.
Palmarès Club
1986
Campionato nordamericano femminile di pallavolo: 2 1981 1983
Nazionale (competizioni minori) IX Giochi panamericani
Premi individuali 1976 - Association for Intercollegiate Athletics for Women: giocatrice nazionale dell'anno 1981 - Coppa del Mondo: miglior attaccante 1988 - International Volleyball Hall of Fame 1998 - University of Houston Athletics Hall of Honor 2025 - U.S. Olympic and Paralympic Hall of Fame
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Vincitori di medaglia d'argento olimpica per gli Stati Uniti d'America Categoria:Sportivi afroamericani