Le sequoie giganti di Roccavione dette anche sequoie del parco Salazar sono due alberi monumentali siti in via fratelli Giordanengo 82 a Roccavione di cui la maggiore è considerata la più grande d'Italia. Storia Nel corso del XX secolo il territorio compreso tra Roccavione e Robilante diventò un luogo di villeggiatura molto in voga tra le famiglie benestanti del cuneese, risalgono a quegli anni molte delle ville in stile liberty ancora oggi esistenti nella zona; tra queste vi era anche la dimora dei conti Salazar la quale a causa di un incendio doloso con cui la moglie dell'ultimo discendente dei conti tentò invano di compiere una frode assicurativa e i danni causati durante l'occupazione tedesca sul volgere della fine del secondo conflitto mondiale dovette essere abbattuta nell'immediato dopoguerra.
Della villa sopravvisse solo il giardino con le varie specie arboree che i proprietari fecero mettere a dimora a Giacomo Fantino, giardiniere e curatore del verde di buona parte delle ville signorili di Roccavione. A Fantino si fa risalire la messa a dimora nel 1902 delle due sequoie giganti monumentali che ancora vegetano nel parco della ex villa Salazar le quali stavano a simboleggiare il potere economico della famiglia che poteva permettersi di ospitarle nei propri giardini che oltre alle sequoia vantano anche la presenza di due rari esemplari di Thujopsis dolabrata, un gigantesco esemplare di araucaria, alcuni cedri e dei cipressi calvi.
Le sequoie giganti di Roccavione fanno parte dell'elenco degli alberi monumentali italiani con identificativo 001/H453/CN/01.
Descrizione Di età superiore ai cento anni entrambe superano i 45 metri di altezza con la maggiore che tocca i 51 con quasi 11 metri di circonferenza del tronco. Le due sequoie presentano le forme tipiche fastigiate con fusto dritto e slanciato, svasato alla base e con numerosi rami cilindrici con portamento inclinato nella parte inferiore della chioma. La sequoia gigante maggiore presenta fronde più rade e alcuni rametti secchi; negli anni Dieci del 2000 le sequoie hanno ricevuto alcuni interventi di rimonda dei rami secchi e di potatura di quelli fuori sagoma, provvedendo anche ad eliminare le fronde secche della vicina araucaria in modo da valorizzare il contesto in cui sono presenti i due alberi monumentali. Note
Bibliografia
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