Lex Opera Pia dei Mendicanti o della Misericordia (spesso abbreviata in ex Istituto Misericordia oppure ex Misericordia), è un edificio storico di Crema.

Storia Nel 1628 i frati Cappuccini ottennero dalla Repubblica di Venezia il permesso di erigere un ospizio in un'area prossima al Monte di Pietà.. Tuttavia, la collocazione si rivelò malsana, probabilmente per la vicinanza della palude del Moso, per cui acquistarono un fabbricato nella parte meridionale del centro storico, di fronte all'Ospedale degli infermi; la vendita fu definita con Ludovica Obizzi, vedova di Roberto Benzoni, in qualità di tutrice del figlio Roberto (omonimo del padre), pattuendo una somma di 8.500 lire.

Non è noto il periodo fino a quando vi rimasero i frati, ma la storia successiva del luogo in pieno Settecento affonda le radici in epoche più lontane: nel 1603 il testamento del nobile Francesco Gennaro nominava quale erede il figlio Cesare vincolando i propri beni al fedecommesso, con l'obbligo di trasmissione ai soli eredi maschi ed escludendo le femmine; nel caso di estinzione sarebbero passati all'Ospedale degli infermi con la finalità di aprire un ospizio per incurabili maschi.. La circostanza si verificò con il decesso dell'ultimo del casato, Francesco fu Giovanni, avvenuto nel 1729 e sepolto nella tomba di famiglia collocata all'interno della chiesa di San Domenico. Il ricovero venne aperto nel 1737.

Ancora un passo indietro: il 31 dicembre 1536 il Gran Consiglio della città di Crema istituì lOspedale della misericordia dei poveri mendicanti con lo scopo di accogliere i mendicanti, soprattutto fanciulli senza genitori, per accudirli e formarli ad un mestiere.; questo ente nel 1808 fu unito allOspedale degli Esposti.

Nel 1863 tutte le opere pie cremasche vennero accorpate nel Consiglio degli Istituti ospedalieri il quale, dopo aver completamente riedificato l'edificio in oggetto, nel 1873 scisse gli Esposti dai Mendicanti rendendoli nuovamente autonomi finanziariamente. e spostando in questa nuova sede 24 bambini, mentre gli Incurabili a loro volta furono trasferiti nell'Ospedale maggiore.

Quattro anni dopo, nel 1877, i ragazzi alloggiati erano saliti a 52.

Venivano accettati bambini dai 7 ai 12 anni e potevano rimanere fino al compimento dei 18 anni; nell'Istituto imparavano un mestiere e, a partire dal 14° anno di età, veniva loro corrisposto un assegno settimanale da accreditare su un libretto di risparmio aperto presso la Banca Popolare di Crema. Vi era organizzata anche una banda musicale con regolare divisa: i ragazzi venivano sovente invitati a suonare nelle solennità ufficiali..

Dieci anni dopo, a seguito di un'inchiesta condotta dal senatore Cesare Correnti, fu istituito il Consiglio degli Istituti educativi nel quale vi confluì la "Misericordia" assieme all'Istituto di San Domenico, il Conservatorio delle Zitelle, la Casa delle Ritirate, l'Opera pia Frecavalli, l'Istituto San Luigi e il legato dotalizio Zurla.

Nel mese di agosto 1915 vennero accolti i primi 66 militari (ammalati o feriti) nell'ospedale militare ivi allestito, mentre altri 57, presi in carico dalla Croce Rossa Italiana, furono dirottati nel ricovero di fortuna organizzato sotto il Mercato dei Grani e dei Lini. Alla Misericordia l'ospedale rimase fino all'autunno 1919..

Il 19 febbraio 1931 tutti gli istituti e le opere pie furono inglobate nella Congregazione di Carità, un ente che durò solo pochi anni: infatti, nel 1938 fu istituito l'ECA - Ente Comunale di Assistenza, ma l'Istituto Misericordia ne fu scorporato (assieme ad altre opere pie) per essere affidato all'amministrazione dell'Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) denominato Istituti ospedalieri e di ricovero.

L'Istituto Misericordia fu chiuso nel 1983 e cinque anni dopo, nel 1987, per delibera degli Istituti di ricovero, approvata dalla Regione Lombardia, veniva incorporato nel Centro Minori Frecavalli.

Nel 2003 a seguito di riforma le IPAB venivano trasformate in persone di diritto giuridico privato, cosicché gli Istituti di ricovero di Crema divennero, dal 1º gennaio 2004, la Fondazione Benefattori Cremaschi (FBC).

A partire dall'anno 2020, dopo anni di inutilizzo, la FBC avviava un progetto di recupero del complesso con l'obiettivo di creare una "Cittadella dell'anziano". ma con finalità successivamente ampliate ad altri settori: spazi per malati di Alzheimer, bambini allontanati per decreto dall'autorità giudiziaria da gestire in collaborazione con Comunità Sociale Cremasca, alloggi protetti per anziani ancora autosufficienti, un centro sociale per la terza età, un centro studi per disturbi cognitivi e demenze., spazi per attività artistiche, culturali e musicali e un giardino interno.

Nell'anno 2024, grazie ad un accordo tra Caritas, Comune di Crema e Fondazione Benefattori Cremaschi veniva stipulato un contratto di 20 anni per trasferirvi il rifugio San Martino dal Palazzo ex Artigianelli destinato all'accoglienza delle persone senza dimora per un totale di diciotto posti letto..

Il finanziamento del recupero del complesso edilizio è stato garantito dal superbonus edilizio 110% e dai fondi PNRR ottenuti dal Comune di Crema per la gestione e le spese operative in collaborazione con la Caritas.

Caratteristiche Nelle mappe catastali della prima metà del XIX secolo si riscontrano cinque abitazioni con cortile interno ed un corpo di fabbrica più a est; il resto dell'area era sgombro di edifici, probabilmente occupato da un vasto brolo.

Il nuovo complesso edificato nel 1873 si sviluppa attorno a due cortili occupando anche lo spazio dell'antico brolo: lungo via Kennedy ha un solo piano con l'ingresso principale, un portone con spalle in pietra di Sarnico ed arco a tutto sesto sopra il quale si legge la scritta "ISTITUTO MISERICORDIA"; più a destra si sviluppa la porzione angolare su tre piani; solo sul lato verso via Kennedy le finestre sono ingentilite da cornici e davanzali con la medesima pietra di Sarnico impiegata per l'ingresso principale.

L'ala est del primo cortile si eleva su due piani, mentre le costruzioni prospicienti il secondo cortile sono state ricostruite nel XX secolo.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ospedale Maggiore di Crema Ospedale degli esposti e dei mendicanti

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