L'80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è svolta dal 22 al 30 settembre 2025 presso la sede dell'ONU a New York.
La sessione si è tenuta sotto il tema “Better together: 80 years and more for peace, development and human rights”, riflettendo l’intento della comunità internazionale di rinnovare l’impegno verso il multilateralismo, la solidarietà globale e la cooperazione per la pace e lo sviluppo sostenibile.
Contesto Alla sessione hanno partecipato rappresentanti dei 193 Stati membri dell’ONU e due delegazioni osservatrici, sottolineando l’importanza universale della piattaforma diplomatica offerta dall’Assemblea Generale. Gli interventi dei Capi di Stato e di Governo hanno coperto tematiche globali complesse e interconnesse, offrendo l’opportunità di discutere politiche coordinate su scala mondiale. La Presidente dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock, quinta donna nella storia dell’ONU a ricoprire tale carica, ha presieduto il dibattito generale e promosso un messaggio di unità, solidarietà e azione collettiva. L’Unione Europea è stata rappresentata dal Presidente del Consiglio Europeo António Costa, che ha riaffermato l’impegno dell’UE verso il multilateralismo e la cooperazione internazionale su pace, diritti umani e sviluppo sostenibile.
Temi di discussione Conferenza internazionale sulla Palestina e soluzione a due Stati Il 22 settembre si è svolta la Conferenza internazionale per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita. L’evento ha avuto l’obiettivo di riaffermare gli impegni internazionali precedenti, valutare azioni concrete e coordinate per implementare la soluzione a due Stati e promuovere la pace nella regione. La conferenza ha rappresentato un punto di continuità rispetto ai dibattiti della sessione estiva dell’ONU, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e agli effetti devastanti della guerra su Gaza.
Durante i lavori, diversi paesi hanno annunciato il riconoscimento formale dello Stato di Palestina.
Tra le nazioni che hanno riconosciuto la Palestina durante il congresso ONU vi sono Francia, Belgio, Lussemburgo, Malta e Monaco, mentre Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo avevano già formalizzato il riconoscimento il giorno precedente. Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che il riconoscimento era necessario poiché la prospettiva di una soluzione a due stati stava svanendo e la possibilità di autodeterminazione del popolo palestinese era minacciata. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che il riconoscimento della Palestina rappresenta l'unica soluzione per garantire la pace con Israele e ha definito la mossa una sconfitta per Hamas. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato che lo stato palestinese è un diritto, non un premio, e ha sottolineato come la soluzione a due stati rimanga l’unico percorso per la pace nella regione. Il principe Alberto II di Monaco ha ribadito che il riconoscimento della Palestina non è contro Israele, ma intende promuovere una soluzione bilanciata e sostenibile basata sull’esistenza di due stati.
Il primo ministro belga Bart De Wever ha precisato che il riconoscimento legale di uno Stato palestinese potrà avvenire solo una volta garantito il disarmo di Hamas e il rilascio di tutti gli ostaggi, sottolineando il valore politico del gesto.
Israele e gli Stati Uniti hanno boicottato il summit, definendolo una “farsa” e criticando i paesi che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che non esisterà uno Stato palestinese e ha accusato i riconoscimenti di premiare il terrorismo.
30º anniversario della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne Il 22 settembre è stato anche celebrato il trentesimo anniversario della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne. L’incontro ha promosso la riflessione sui progressi compiuti nell’attuazione della Dichiarazione di Pechino del 1995, evidenziando i successi, le lacune e le sfide ancora aperte nell’avanzamento dei diritti delle donne e nell’empowerment femminile a livello globale.
Climate Summit Il 24 settembre si è tenuto il Climate Summit, volto a fornire una piattaforma per la presentazione dei nuovi piani d’azione nazionali per il clima, in preparazione della COP30 in Brasile. L’incontro ha riunito leader mondiali, rappresentanti del settore privato e della società civile, con l’obiettivo di discutere strategie di mitigazione, adattamento e finanziamento della transizione verso energie pulite, promuovendo il rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e soluzioni innovative per affrontare la crisi climatica globale.
Prima Biennale per un’economia globale sostenibile, inclusiva e resiliente Sempre il 24 settembre, si è svolta la Prima Biennale per un’economia globale sostenibile, inclusiva e resiliente, istituita dal Pact for the Future. La riunione ha favorito un dialogo tra istituzioni multilaterali e Stati membri, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione internazionale, monitorare gli impegni finanziari per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e promuovere una gestione equa e sostenibile delle risorse economiche globali.
Salute e benessere Il 25 settembre si è tenuto un incontro ad alto livello sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili e sulla promozione del benessere mentale, con l’adozione di una nuova dichiarazione politica volta a delineare una visione globale per la salute pubblica fino al 2030 e oltre. L’evento ha evidenziato l’importanza di politiche coordinate a livello internazionale per ridurre l’impatto di malattie croniche e promuovere la salute mentale come componente essenziale del benessere globale.
30º anniversario del World Programme of Action for Youth Il 25 settembre è stato anche celebrato il 30º anniversario del World Programme of Action for Youth, il primo piano d’azione globale sulle politiche giovanili adottato nel 1995. L’incontro ha favorito una riflessione sul progresso delle politiche giovanili, incoraggiando una maggiore partecipazione dei giovani nei processi decisionali internazionali e promuovendo partenariati intergenerazionali per il raggiungimento degli obiettivi globali.
Lancio del Global Dialogue on AI Governance Il 25 settembre, l’ONU ha avviato il Global Dialogue on Artificial Intelligence Governance, un forum dedicato a definire i principi di una governance inclusiva e responsabile dell’intelligenza artificiale. L’incontro ha affrontato questioni legate all’equità nell’accesso alle tecnologie, alla protezione dei diritti umani e alla gestione dei rischi derivanti dall’espansione dell’IA a livello globale.
Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari Il 26 settembre si è svolta una riunione ad alto livello dedicata alla Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari. L’incontro ha ribadito l’impegno globale per il disarmo nucleare, sottolineando l’importanza di proposte concrete per controllare l’energia atomica e prevenire la proliferazione di armi di distruzione di massa.
Conferenza sulla situazione dei Rohingya e di altre minoranze in Birmania Il 30 settembre, l’Assemblea Generale ha ospitato una conferenza ad alto livello per affrontare la crisi dei Rohingya e di altre minoranze in Birmania. L’obiettivo principale era sostenere l’attenzione internazionale, analizzare la situazione sul terreno e proporre un piano concreto e vincolante per il ritorno sicuro e dignitoso delle comunità sfollate.
Ruolo e priorità dell’Unione Europea Il Presidente del Consiglio Europeo António Costa ha rappresentato l’UE sottolineando l’importanza di rafforzare il sistema delle Nazioni Unite, promuovere la pace e la sicurezza globale e sostenere lo sviluppo sostenibile. Le priorità europee includevano il rafforzamento dell’architettura multilaterale dell’ONU, l’attuazione dell’Agenda 2030 e la gestione delle emergenze globali, climatiche e sociali. Costa ha inoltre partecipato a numerosi incontri bilaterali e trilaterali, riaffermando il ruolo centrale dell’UE nel promuovere il multilateralismo.
Principali interventi USA - Donald Trump Il 23 settembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato un discorso della durata 57 minuti, ha superato di gran lunga il tempo massimo previsto di 15 minuti per ciascun capo di Stato, suscitando ampio dibattito internazionale.
Il discorso si è svolto in un momento di forte tensione globale, con conflitti in Ucraina e Gaza ancora irrisolti, e a pochi giorni dall'inizio della Climate Week NYC 2025 e delle preparazioni per la COP30 in Brasile.
Trump ha criticato le politiche migratorie europee, sostenendo che l’accoglienza di migranti stesse “distruggendo i vostri Paesi” e che le Nazioni Unite stessero “finanziando un assalto ai Paesi occidentali”. Ha elogiato le politiche restrittive adottate durante la sua amministrazione negli Stati Uniti, affermando che il controllo delle frontiere aveva ridotto drasticamente l’ingresso di migranti illegali.
Il presidente ha definito i cambiamenti climatici “il più grande inganno mai perpetrato nel mondo” e ha criticato le energie rinnovabili, sostenendo che le politiche verdi avvantaggiassero la Cina a discapito degli Stati Uniti. Ha inoltre accusato l’ONU di promuovere previsioni errate e politiche ambientaliste inefficaci.
Trump ha citato i conflitti in Ucraina e Gaza, criticando l’Europa per l’acquisto di energia russa e sostenendo che Cina e India fossero i principali finanziatori indiretti della guerra in Ucraina. Ha anche condannato gli sforzi di alcuni Stati di riconoscere unilateralmente lo Stato di Palestina, definendolo un “premio” per Hamas. Il presidente ha rivendicato di aver posto fine a sette conflitti globali e di aver condotto operazioni militari contro l’Iran e reti di traffico di droga venezuelane, pur senza fornire prove indipendenti per alcune di queste affermazioni.
Trump ha criticato apertamente l’efficacia dell’ONU, definendolo un’istituzione che produce “parole vuote” e incapace di risolvere conflitti, preferendo relazioni bilaterali dominate dagli Stati Uniti. Ha inoltre sottolineato i problemi di bilancio dell’organizzazione e il mancato pagamento degli Stati membri, inclusi i contributi degli Stati Uniti.
L’allocuzione di Trump ha suscitato reazioni miste tra i leader mondiali e i media. L’audience ha applaudito solo brevemente all’inizio e alla fine del discorso. Le critiche si sono concentrate sul suo negazionismo climatico, sulla retorica contro i migranti e sull’ostilità verso il multilateralismo. Alcuni leader, come il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, hanno sottolineato la necessità di riformare l’ONU e rafforzare gli accordi internazionali sul clima, ribadendo l’importanza della cooperazione multilaterale.
Israele - Benjamin Netanyahu Il 26 settembre, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso affrontando temi legati al conflitto israelo-palestinese, alla guerra a Gaza e alla sicurezza regionale di Israele. Il discorso ha suscitato forti reazioni internazionali, tra cui proteste all’interno dell’Assemblea e critiche da parte di numerosi leader mondiali e organizzazioni umanitarie.
Il discorso di Netanyahu è intervenuto durante un periodo di forte pressione internazionale su Israele per la sua campagna militare a Gaza, iniziata in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che aveva provocato circa 1.200 morti israeliani e 251 ostaggi. Nei mesi successivi, le forze israeliane hanno compiuto offensive su larga scala nella Striscia di Gaza, causando più di 65.000 morti palestinesi secondo le fonti locali. Contestualmente, diversi Paesi occidentali, tra cui Regno Unito, Francia, Canada e Australia, hanno riconosciuto lo Stato palestinese, suscitando una dura reazione da parte di Netanyahu.