Biografia Nato ad Avila, si distinse inizialmente nella battaglia di Mühlberg e nella guerre ottomano-asburgiche al servizio dell'Imperatore Carlo V.
Successivamente, servì come comandante delle guardie del corpo di Fernando Álvarez de Toledo, allora duca di Alba. Fu sotto suo ordine che Sancho arrestò Lamoral di Egmont, la cui esecuzione favorì l'inizio della rivolta fiamminga.
Con lo scoppio della guerra, fu elevato al rango di capitano delle truppe spagnole. Subì inizialmente una cocente sconfitta nella battaglia di Le Quesnoy contro Guglielmo d'Orange, a cui seguirono le disfatte dell'assedio di Middelburg (1572) e della battaglia di Flessinga (1573). Riuscì finalmente a sconfiggere le forze ribelli capitanate da Luigi di Nassau e suo fratello Enrico nella battaglia di Mookerheyde l'anno successivo.
Nel 1576, nel ruolo di comandante dell'armata delle Fiandre ad Anversa aizzò i suoi uomini a saccheggiare la città protestante, rendendosi responsabile di un massacro che tolse la vita a un numero compreso tra 7,000 e 18,000 di persone. Quattro anni dopo, fu vincitore contro gli usurpatori portoghesi di Filippo II nella battaglia di Alcantara a fianco del suo vecchio signore Fernando.
Nel resto della guerra di successione, fu cruciale la sua presa di Porto per la fazione spagnola, annichilendo ciò che restava delle forze di Antonio. La campagna fu però fatale per Sancho, che morì a Lisbona in seguito alle ferite riportate durante un'incursione.
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