LAlmanacco degli Artisti – Il Vero Giotto è una pubblicazione annuale avviata nel 1930, nata con l’intento di documentare la produzione artistica e culturale italiana degli anni 1930, Ideata e diretta da Carlo D'Aloisio da Vasto con la collaborazione di Elisabetta Mayo, la rivista raccoglieva contributi di artisti, critici e intellettuali attivi nel contesto italiano tra le due guerre.

La rivista si proponeva di documentare la vita artistica e culturale italiana dell'epoca attraverso saggi critici, articoli e contributi grafici, con particolare attenzione alle tendenze emergenti nell'arte figurativa. L'iniziativa ebbe sede a Roma e fu sostenuta inizialmente dalla casa editrice Fratelli Palombi, e successivamente da Franco Campitelli per l'edizione del 1931.

Tra i collaboratori dell'almanacco figuravano artisti, critici e intellettuali attivi nel panorama culturale italiano degli anni trenta. Tra questi si possono citare: Massimo Bontempelli, Anton Giulio Bragaglia, Felice Casorati, Mario Mafai, Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Francesco Menzio, Enrico Prampolini, Giuseppe Capogrossi, Guglielmo Janni, Gino Bonichi (noto come Scipione), Mario Sironi, Armando Spadini.

L'Almanacco venne pubblicato in quattro edizioni, rispettivamente nel 1930, 1931, 1932 e 1933. Dopo quest'ultima, la pubblicazione fu interrotta.

Alcuni studi critici hanno attribuito all'almanacco un ruolo di rilievo nella documentazione e promozione delle tendenze artistiche italiane del tempo, in particolare di quelle sviluppatesi a Roma negli anni tra le due guerre. Secondo alcune interpretazioni, l'opera avrebbe contribuito alla diffusione delle poetiche associate a quella che sarà successivamente definita la Scuola Romana.

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