Una prateria di fanerogame marine è un ecosistema marino, tipico dei fondi molli del piano infralitorale, costituito da piante angiosperme che si stabiliscono in fondi molli esposti al sole lungo le coste, le baie e gli estuari.

Sono ambienti ricchi di biodiversità ed hanno un ruolo ecologico molto importante in tutti i mari, compreso il Mediterraneo. Le fanerogame marine del Mediterraneo che formano praterie sommerse sono Cymodocea nodosa, Zostera marina, Nanozostera noltii, Posidonia oceanica e Halophila stipulacea. In altri mari, ad esempio in quelli tropicali, si associano alla Cymodocea anche altre fanerogame quali ad esempio quelle del genere Thalassia.

Le praterie di Zostera hanno scarsa importanza nel Mediterraneo mentre sono molto più diffuse nella Manica e nel Mare del Nord, e danno ricetto ad una ricca biocenosi con forme epibionti rappresentate da spugne, briozoi, ascidie, gasteropodi ecc.

Le più importanti praterie del Mediterraneo sono quelle di Cymodocea nodosa e soprattutto di Posidonia oceanica, specie endemica di questo mare.

Ecologia I fattori ambientali abiotici che maggiormente influenzano la distribuzione delle praterie di fanerogame marine sono la luminosità, la trasparenza dell’acqua, la salinità, l’esposizione all’aria e all’idrodinamismo; la presenza di fondali idonei (in rapporto alla loro struttura le fanerogame marine colonizzano ambienti a diversa granulometria, la quantità di nutrienti disponibili e la concentrazione di inquinanti (le fanerogame marine sono molto sensibili ai fenomeni di contaminazione da idrocarburi e metalli pesanti). Di questi fattori ambientali, il più limitante è senza dubbio la luminosità: essendo le fanerogame organismi vegetali autotrofi, necessitano di luce abbondante per poter effettuare la fotosintesi, per questo il piano infralitorale rappresenta per loro l’ambiente ideale della zonazione bentonica, mentre al di sotto di questo, cioè nel piano circalitorale, queste praterie non si possono formare perché la luce è troppo scarsa. Posidonia oceanica, pianta endemica del Mediterraneo, ha una distribuzione che va tipicamente da 0 a 40 m di profondità, predilige acque oligotrofiche, che permettono di sfruttare al meglio la penetrazione della luce alle profondità maggiori.

Le praterie di fanerogame marine svolgono diverse funzioni ecologiche molto importanti:

forniscono cibo e habitat preferenziale per molti organismi (anche in pericolo di estinzione, per esempio la nacchera di mare Pinna nobilis e alcune specie di tartarughe marine e dugonghi), che possono utilizzarle anche solo come aree di riproduzione e nursery (moltissimi organismi marini, anche in Mediterraneo, si riproducono tra le fronde delle fanerogame marine); supportano una ricca biodiversità (le comunità biologiche associate sono costituite principalmente da molluschi, pesci, echinodermi ed altri organismi associati); mostrano un’elevata produzione primaria assorbendo anidride carbonica e producendo ossigeno (la produzione di ossigeno da parte di Posidonia oceanica nel Mediterraneo è, a parità di estensione, 2,5 volte superiore alla foresta amazzonica); esportano carbonio, azoto e fosforo alle reti alimentari costiere; stabilizzano il sedimento sul fondale e possono incrementare la qualità dell’acqua; contribuiscono a contrastare l’erosione costiera.

Le praterie di fanerogame costituiscono un ecosistema particolarmente complesso, che produce grande quantità di materia organica e di ossigeno. Essendo le fanerogame marine importantissimi produttori di ossigeno, ed essendo l’ossigeno un fattore limitante in mare, è chiaro che la vita si concentra in un ambiente, come quello delle praterie di fanerogame, dove i produttori producono tantissimo ossigeno. Le praterie sono l’habitat ideale per la vita di moltissimi organismi marini: dai più semplici ai pesci, che vi trovano un habitat consono alla deposizione delle uova e allo sviluppo larvale, fino a grossi rettili e mammiferi pascolatori, come tartarughe di mare e dugonghi, che transitano nelle praterie per alimentarsi e brucare le fanerogame. Vi trovano le condizioni ottimali una quantità rilevante di epifiti, che si insediano sulle foglie della fanerogama sfruttandole come substrato. La fanerogama offre quindi diversi substrati (radici, rizomi, foglie) colonizzabili dagli organismi bentonici, anche a causa di questo la biodiversità è molto alta.

Le praterie di fanerogame marine sono altamente produttive e supportano un’alta biomassa vegetale. Si tratta di hotspot di produzione primaria che raggiunge valori fino a 10 volte più elevati rispetto alle aree circostanti prive di praterie. A volte la biomassa degli epifiti è superiore a quella delle foglie; deve essere quindi considerata non solo la produzione primaria della fanerogama, ma anche la produzione primaria degli epifiti autotrofi costituiti da microalghe e macroalghe. Si stima che i valori in produzione primaria in praterie di fanerogame con densità superiore a 200 ciuffi per m² rappresentano un contributo di circa 1.1% alla produzione primaria marina globale.

Biodiversità delle praterie di fanerogame marine

Le praterie di fanerogame marine sono ecosistemi molto ricchi di biodiversità: a questo ambiente si associa una ricca biocenosi sia bentonica sia nectonica; l'elevata produttività e l'alternanza di fondi molli, rappresentati dalla sabbia, e substrati duri, offerti dalle foglie e dai rizomi delle fanerogame, fanno sì che l'ecosistema delle praterie di fanerogame marine sia tra gli ecosistemi marini più ricchi di biodiversità e di relazioni ecologiche del pianeta.

Gli erbai densi di Posidonia oceanica del Mediterraneo non costituiscono un’entità biocenotica unica ma possono essere visti in più dimensioni, una associata alle fronde (popolamento rappresentato principalmente da organismi epifiti e da pesci pascolatori), una ai rizomi e al substrato.

In particolare, gli organismi associati alle praterie di fanerogame possono essere suddivisi in diversi gruppi a seconda dei microhabitat che occupano:

organismi mobili e fissi dello strato fogliare; organismi che occupano la colonna d’acqua sovrastante la prateria e tra le foglie; organismi mobili e fissi che vivono tra i rizomi; fauna delle matte composta sia da organismi sessili sia da organismi mobili.

Mentre tra le fronde albergano una flora ed una fauna epifitica di tipo fotofilo, sui rizomi e nel substrato si sviluppano, a causa della forte riduzione della luce, organismi tipicamente sciafili.

Tra gli organismi bentonici sessili che vivono nella fauna delle matte dominano idrozoi, briozoi e policheti serpulidi, mentre gli organismi mobili della fauna delle matte sono rappresentati primariamente da molluschi gasteropodi quali Rissoa, Gibbula e Bittium, crostacei anfipodi, isopodi e decapodi. Grazie alla presenza nelle foglie di composti fenolici che funzionano da deterrenti per gli erbivori e di carboidrati strutturali poco digeribili, pochi sono i consumatori diretti delle foglie di fanerogame marine; tra questi alcuni ricci di mare come Paracentrotus, isopodi come Idotea e pesci come Sarpa salpa sono sicuramente tra gli organismi che consumano quantitativamente più degli altri, andando talvolta a modificare anche in modo molto importante l’aspetto dell’intera prateria. La fauna associata alle fanerogame marine ha spesso evoluto morfologie e adattamenti che favoriscono il mimetismo tra le piante. Ad esempio il dragone foglia (Phycodurus eques) è una specie di cavalluccio marino dell'Australia meridionale che presenta lunghe protrusioni a forma di foglia che escono da tutto il corpo, queste escrescenze non sono usate per il movimento, ma servono solamente come camuffamento tra le foglie delle fanerogame marine. Nelle acque calde delle regioni tropicali le praterie di fanerogame marine contribuiscono, assieme ad altri ecosistemi marini costieri estremamente ricchi di biodiversità come i mangrovieti e le barriere coralline, a contrastare l'erosione costiera. Le praterie delle acque tropicali offrono un'importante risorsa alimentare ad alcuni grandi vertebrati marini erbivori pascolatori, come la tartaruga verde (Chelonia mydas) e il dugongo (Dugong dugon), che sfruttano l'abbondanza di cibo offerta dalle fanerogame per pascolare sul fondo in modo analogo ai mammiferi pascolatori delle praterie e delle savane terrestri. Queste specie sono a rischio estinzione (la tartaruga verde è classificata "in pericolo", mentre il dugongo è classificato come "vulnerabile"), pertanto le praterie di fanerogame marine sono ambienti molto preziosi per quanto riguarda la conservazione della biodiversità in quanto sostengono le popolazioni di questi animali, attualmente in declino anche a causa delle attività umane e dei cambiamenti climatici.

Nelle regioni tropicali alcune specie di pesci predatori tipici delle barriere coralline sfruttano l'abbondanza di prede presenti nelle praterie di fanerogame marine per foraggiare. Questo è il caso di elasmobranchi come alcuni squali, razze, pastinache e affini, di alcune murene, di alcune cernie ecc.

Specie chiave

Nelle praterie di fanerogame marine tropicali lo squalo tigre (Galeocerdo cuvier) si comporta da specie chiave: predando grossi erbivori pascolatori come i dugonghi (Dugong dugong) e le tartarughe verdi (Chelonia mydas), impedisce che le popolazioni di questi grandi erbivori crescano in modo incontrollato e portino ad una riduzione eccessiva della prateria vegetale, che comporterebbe un drastico calo della diversità associata alla comunità e ad una perdita di importanti servizi ecosistemici. Popolazioni sane di superpredatori come lo squalo tigre quindi contribuiscono in modo essenziale a mantenere ad un livello sano il popolamento di praterie di fanerogame marine.

Note

Bibliografia Castro P., Hubert M. E. Biologia marina (edizione italiana a cura di Sandulli R., Giaccone G., Tursi A.). McGraw-Hill. 2011 Cerrano C., Ponti M., Silvestri S. Guida alla biologia marina del Mediterraneo. Kemet. 2019 Cognetti G,. Sarà M., Magazzù G. Biologia marina. Calderini. 2008 Danovaro R. Biologia marina. Biodiversità e funzionamento degli ecosistemi marini. Utet. 2022 Trainito E., Baldacconi R. Atlante di flora e fauna del Mediterraneo. Guida alla biodiversità degli ambienti marini. Il Castello. 2021

Voci correlate Ecologia marina Benthos Piano infralitorale Posidonia oceanica Cymodocea nodosa Zostera marina Nanozostera noltii Halophila stipulacea Thalassia Produzione primaria

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