I movimenti intellettuali in Iran coinvolgono l'esperienza iraniana della modernità e le relative strutture artistiche, scientifiche, letterarie, poetiche e politiche, che sono in continua evoluzione a partire dal XIX secolo.

Storia della modernità iraniana Molto prima che il Rinascimento europeo generasse le idee radicali che alla fine avrebbero rimodellato l'Europa e gli Stati Uniti, statisti, artisti e intellettuali persiani avevano formulato idee che anticipavano sorprendentemente quelle della modernità. Da secoli la Persia (e poi l'Iran) è attraversata da tensioni tra spinte riformatrici e conservatorismo religioso.

Circa duemilacinquecento anni fa, quando Erodoto scriveva le sue Storie, la Persia era l'altra forza modernista per eccellenza, in contrapposizione al mondo greco.

È convinzione comune tra gli studiosi che la modernità abbia avuto origine, per la sua natura filosofica, i suoi fondamenti economici e le sue esigenze culturali, esclusivamente in Occidente. In qualche modo, tutte le altre culture, in special modo quelle che hanno subito l'espansione politica e culturale dell'Occidente, si pensa che abbiano dovuto emulare l'esperienza occidentale per essere moderne. Da Max Weber a Milan Kundera, molti studiosi e scrittori occidentali hanno sostenuto che tutto, a partire dalla democrazia rappresentativa e dal pensiero razionale fino all'arte del romanzo e del saggio, non solo ha origine occidentale, ma è anche strettamente legato allo sviluppo storico e culturale dell'Occidente.

La Persia, con il suo patrimonio culturale straordinariamente ricco e variegato, ha avuto un ruolo determinante nel plasmare la coscienza occidentale. La Bibbia si caratterizza per una evidente ricchezza di elogi alla Persia e ai suoi re. Le lodi della Bibbia a Ciro il Grande erano in parte un riconoscimento del suo ruolo nella liberazione degli ebrei dalla prigionia babilonese; di pari importanza era il fatto che il vasto impero persiano dell'epoca fosse un esempio di tolleranza religiosa e culturale.

Hegel, i cui scritti sono considerati da molti l'apice della tradizione filosofica occidentale, elogia il ruolo della Persia e di Zarathustra nella storia.

Seguendo Hegel nella Germania del XIX secolo, Nietzsche scrisse la sua opera magna, Così parlò Zarathustra, che si soffermava in modo analogo su questa figura chiave dell'immaginario persiano. Il libro di Nietzsche offre una critica radicale, quasi una totale smentita, dell'intera tradizione filosofica occidentale. Non è un caso che Nietzsche abbia scelto di articolare le sue opinioni critiche nel nome di Zarathustra. La fine del XIX secolo non fu l'unica né l'ultima volta in cui Zarathustra giocò un ruolo di primo piano nel plasmare la coscienza e il discorso filosofico occidentali. Negli anni Novanta, le influenze persiane sulla febbre millenarista e su altri temi New Age furono così forti che l'eminente critico americano Harold Bloom suggerì che l'ultimo decennio del XX secolo dovesse essere definito "un ritorno alle origini zoroastriane".

L'arte occidentale, non meno della storia e della teologia, testimoniano l'ubiquità della presenza persiana nell'antichità. Di tutte le opere di tragedia greca esistenti, ad esempio, l'unica che tratta un soggetto non greco è la tragedia I Persiani di Eschilo.

Generazioni di intellettuali iraniani

Prima generazione

I riformatori persiani del XIX secolo, considerati la prima generazione di intellettuali iraniani, erano perfettamente consapevoli del fatto che non era sufficiente basarsi sull'antichità della civiltà persiana per pensare alla sua capacità di sopravvivere. Cercarono di stabilire un rapporto con uomini di potere che avrebbe permesso loro di dettare i loro progetti di riforma. Questi progetti, naturalmente, rimasero senza impatto immediato tra gli uomini di potere a cui erano rivolti. Queste riforme intellettuali incontrarono una diffusa opposizione da parte della corte e degli 'Ulama. Abd al-Rahim Talebof, Fath-'Ali Akhoundzadeh e Sani o Doleh appartengono a questa generazione.

Seconda generazione

La seconda generazione intendeva introdurre la civiltà moderna in Persia, non solo imitando l'Occidente, ma attraverso un approccio coerente e sistematico alla cultura europea. Mohammad Taqī Bahār, Ali Dashti, Ali Akbar Davar, Mohammad Ali Foroughi, Sadegh Hedayat, Bozorg Alavi, Ahmad Kasravi, Saeed Nafisi, Hasan Taqizadeh, Abdolhossein Teymourtash e 'Abdu'l-Bahá appartengono a questa generazione.

Terza generazione

La terza generazione di intellettuali iraniani segna l'assorbimento del marxismo russo nel pensiero politico e sociale iraniano. Con la popolarità dell'ideologia marxista tra la terza generazione di intellettuali iraniani, la nuova cultura della traduzione e della conoscenza della modernità fu inevitabilmente attratta da assoluti morali e politici. Gli intellettuali si proclamavano "insegnanti" e agivano come "legislatori morali", critici sia dello Stato che della società. Jalal Al-e-Ahmad e il noto intellettuale e teorico sociale Ali Shariati appartengono a questa generazione.

Quarta generazione

La quarta generazione di intellettuali iraniani è caratterizzata principalmente da riviste come Goftegu e Kiyan. In contrasto con la generazione ideologica di intellettuali iraniani che, nel loro incontro con la modernità occidentale, hanno favorito un atteggiamento monistico esemplificato dalle filosofie marxiste e heideggeriane, la quarta generazione di intellettuali iraniani ha deciso di allontanarsi e prendere le distanze criticamente dalle ideologie dominanti. La posizione metodologica della nuova generazione di intellettuali iraniani è caratterizzata da due principali atteggiamenti filosofici: l'estensione di un pensiero anti-utopico su base intersoggettiva da un lato, e l'impulso per uno scambio dialogico non imitativo con i valori moderni dell'Occidente dall'altro. Abdolkarim Soroush, tra molti altri, appartiene alla quarta generazione.

Movimento artistico moderno

L'esperienza iraniana e lo sviluppo della modernità hanno portato a uno stile unico di cinema, pittura e musica. La Nouvelle Vague iraniana, un movimento del cinema iraniano, ha ottenuto fama mondiale grazie al suo stile profondamente filosofico, poetico e artistico. Abbas Kiarostami è la figura più importante della Nouvelle Vague del cinema iraniano. Nell'ambito artistico ed estetico, le caratteristiche della Nouvelle Vague persiane, ad esempio le opere di Abbas Kiarostami, possono essere classificate come postmoderne.

Nel suo libro Close Up, Past, Present, Future (2001), Hamid Dabashi descrive il cinema iraniano moderno e il fenomeno del cinema nazionale persiano come una forma di modernità culturale. Secondo Dabashi, "la possibilità visiva di vedere sullo schermo una determinata persona storica (in contrapposizione all'eterno uomo coranico) è probabilmente l'evento più importante che consente agli iraniani di accedere alla modernità".

Mehdi Saeedi è un artista e designer di fama internazionale. La sua estetica è diventata un pilastro del design in molte regioni, soprattutto in quelle che utilizzano la scrittura araba come alfabeto. E nel novembre del 2009 ha vinto il Grand Price per i Five Star Designers allInternational Invitational Poster Triennial di Osaka, in Giappone.

Il 13 dicembre 2006, il grafico Reza Abedini ha ricevuto il Principal Award ai Prince Claus Awards per il suo modo di applicare le conoscenze e le realizzazioni del patrimonio artistico iraniano, rinnovandole e rendendole nuovamente emozionanti. Lo stile Persian Sym di Reza Abedini unisce la ricca tradizione calligrafica della cultura persiana con la "modernità".

Si ritiene che Ebrahim Golestan, Fereydoun Rahnema e Farrokh Ghaffari abbiano fondato uno stile cinematografico iraniano "differente" nonché il movimento intellettuale iraniano nel XX secolo.

Marcos Grigorian e Hossein Zenderoudi sono stati pionieri della pittura e della scultura moderna iraniana.

Movimento architettonico moderno e contemporaneo Sebbene la nuova era dell'architettura iraniana sia iniziata con l'ascesa della dinastia Safavide (1501-1736), è nei primi decenni del XX secolo che la prima generazione di architetti iraniani moderni, quasi come ogni generazione di architetti moderni nel mondo, sembra essere influenzata dal Movimento Moderno e dal razionalismo in architettura. Architetti come Vartan Hovanessian, Ali Sadegh, Mohsen Foroughi, Paul Akbar, Gabriel Guevrekian, Heydar Ghiai, Abdolaziz Farmanfarmaian e Houshang Seyhoun sono esempi di questo movimento.

Successivamente, a metà degli anni '60, Ali Sardar Afkhami, Kamran Diba e Nader Ardalan sono tra gli architetti iraniani che hanno aperto il loro approccio progettuale alla storia e alle tradizioni per rappresentare una tendenza del postmodernismo iraniano.

L'attenzione per le nuove tendenze dell'architettura internazionale è stata mantenuta dagli architetti iraniani anche dopo la Rivoluzione Islamica. Come nella maggior parte degli ambienti architettonici mondiali, negli anni '80 gli esperimenti di transizione dal postmodernismo ai nuovi sviluppi hanno influenzato molti architetti iraniani, in particolare Reza Daneshmir, Farhad Ahmadi, e Darab Diba.

In questo contesto, è interessante il tentativo di alcuni architetti come Abbas Gharib o Bahram Shirdel di approfondire le teorie e le tendenze più avanzate dell'architettura contemporanea e post-contemporanea, come la teoria dei sistemi complessi in architettura nel caso di Gharib e la teoria della piegatura nel caso di Shirdel. Questi esperimenti rappresentano metodi validi e un contributo per liberare l'architettura e il design dall'astrazione, dalla piattezza, dalla rigidità, dal rettangolo forzato e dall'eterotopia degli spazi modernisti, per un'architettura più fluida, flessibile, morbida e dinamica, aperta alle complessità del suo ambiente e contesto.

Panorama musicale Contemporaneamente alla rivoluzione costituzionale in Iran, i giovani musicisti cercarono nuove forme musicali per sincronizzarsi con l'ondata di cambiamenti sociali. Nel 1937, l'Orchestra Sinfonica di Teheran iniziò ad eseguire musica sia occidentale che iraniana.

La rivoluzione del 1979 diede il via a una rinascita della musica classica persiana. La nascita di tre ensemble, l'Aref Ensemble, lo Sheyda Ensemble e i Masters of Persian Music, rivoluzionò la musica iraniana tra la fine del XX secolo e l'inizio del millennio.

Nuove figure emersero nella musica sinfonica persiana e diverse orchestre sinfoniche iniziarono la loro attività nonostante la mancanza di supporto da parte dei governi nazionali o di organismi internazionali. La nuova ondata può essere caratterizzata da un crescente interesse nell'uso di strumenti e generi musicali sia iraniani che europei. Forse gli esempi migliori sono la Melal Orchestra e lOrchestra Sinfonica Nazionale Iraniana.

Nel contempo la musica popolare ha beneficiato dell'emergere di figure come Sima Bina e Kamkar. Questi musicisti hanno introdotto la musica popolare iraniana (khorasani, curda, bandari, mazandarani, tra le altre) alla comunità internazionale organizzando numerosi concerti in tutto il mondo.

Poesia e letteratura

La critica letteraria e la letteratura comparata in Iran entrarono in una nuova fase nel XIX secolo. La letteratura persiana vide l'emergere di figure influenti come Sadeq Hedayat, Ahmad Kasravi, Abdolhossein Zarrinkoub, Shahrokh Meskoob, Ebrahim Golestan e Sadegh Choubak.

Poesia successiva ai classici

La poesia persiana moderna nacque dopo Nima Yooshij. Tra le figure più importanti sono da annoverare:

Nima Yooshij Bijan Jalali Fereydoon Moshiri Forough Farrokhzad Manouchehr Atashi Mehdi Akhavan-Sales Hushang Ebtehaj Ahmad Shamlou Mohammad Ali Sepanloo Mohammad Reza Shafiei-Kadkani Mohammad Zohari Simin Behbahani Sohrab Sepehri

Drammaturgia