La rivincita dei mendicanti (Beggars Ride) è un romanzo di fantascienza di Nancy Kress pubblicato nel 1996, terzo e conclusivo capitolo della trilogia iniziata con Mendicanti di Spagna e proseguita con Mendicanti e superuomini.

Storia editoriale Il romanzo è stato pubblicato da Tor nel 1996. Una successiva edizione Tor Science Fiction è uscita nel 1997.

Il romanzo è stato candidato al Premio Locus per il miglior romanzo di fantascienza 1997, ottenendo il 12º posto.

L'edizione italiana, tradotta da Antonella Pieretti, è apparsa nel 1999 nella collana Urania (n. 1366) di Mondadori.

Trama Nel XXII secolo la società è profondamente divisa fra ricchi e poveri. I Donkeys, geneticamente modificati, vivono in enclavi separate dalle masse dei Livers. Anche gli Sleepless e i loro discendenti SuperSleepless sono esseri umani modificati: non hanno bisogno di dormire e sono immuni alla malattia e alla fame, mentre la popolazione non modificata li guarda con paura e ostilità. Il medico donkey Jackson Aranow finisce coinvolto sia nel conflitto fra Donkeys e Livers sia nella rivalità fra Sleepless e SuperSleepless.

La sospensione delle siringhe mediche Change, usate dai Livers per mantenere in salute i propri figli, peggiora rapidamente le loro condizioni e rompe l'equilibrio fra i gruppi sociali. Aranow viene così coinvolto nello scontro con i Donkeys e scopre l'aspra rivalità fra Sleepless e SuperSleepless.

Jennifer Sharifi, Sleepless paranoica e immortale, commissiona la creazione di un virus destinato a rendere Livers e Donkeys timorosi di ogni novità e a proteggere il proprio gruppo. Miranda e i SuperSleepless, dopo aver interrotto la produzione delle Change, non riescono a trovare una soluzione alla crisi e sottovalutano la minaccia di Jennifer e degli altri Sleepless.

Il conflitto sfocia nello scontro diretto. Jennifer colpisce Miranda e i SuperSleepless con un missile nucleare, poi viene attaccata dai Donkeys in cerca di vendetta.

Accoglienza e critica Deborah Lynn Steinberg interpreta la trilogia come un esperimento narrativo sull'ingegneria genetica umana e su una società senza sonno. Ne individua tre motivi ricorrenti: il capitale incorporato, l'economia politica del "tempo veloce" e la paranoia legata alla condizione umana. Jennifer Sharifi, nella sua lettura, concentra la crescente paranoia e militanza degli Insonni e diventa il centro di un'allegoria del conflitto razziale e di classe.

Ronald M. Green richiama la trilogia a proposito di giustizia sociale e potenziamento umano: anche fra gruppi geneticamente molto diversi continuerebbero a porsi questioni di giustizia.

The Encyclopedia of Science Fiction vede nei due seguiti l'allargamento della serie verso una vera storia futura, ma nota anche una minore compattezza rispetto all'esordio. Gli Insonni sono descritti come un'élite emarginata che cerca di costruire una propria utopia all'interno della civiltà umana, in un progetto giudicato nel complesso troppo ottimistico. Kirkus Reviews legge il romanzo come una cupa riflessione sulle conseguenze dell'ingegneria genetica usata con intenti malevoli e considera i due seguiti meno incisivi del primo volume.

Note

Edizioni

Bibliografia

Approfondimenti

Voci correlate Genetica nella narrativa Potenziamento umano Transumanesimo

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