Il parco marino di Blue Bay (o della Baia Blu; e ) è un'area marina protetta situata nel sud-est dell'isola di Mauritius, nell'Oceano Indiano. Esteso su una superficie di 353 ettari, è stato dichiarato parco nazionale nell'ottobre 1997 e successivamente riconosciuto ufficialmente come parco marino nel giugno 2000, in base alla legislazione nazionale sulla pesca e le risorse marine. Il 31 gennaio 2008 è stato designato come zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.
Geografia Il parco si trova nella baia di Grand Port, nei pressi della città di Mahébourg, e si estende dalla punta del Corps de Garde alla punta Vacoas, fino a un chilometro al largo della scarpata della barriera corallina. All'interno dell'area protetta si trova la celebre Blue Bay, una delle spiagge più frequentate di Mauritius. La profondità dell'acqua varia da uno a 150 metri, con una media di circa cinque metri nelle aree più comuni.
Il parco comprende due principali tipologie di barriera corallina: una di tipo marginale lunga circa tre chilometri, molto stretta (circa dieci metri) e composta prevalentemente da detriti corallini, e una a chiazze (sottotipo di quella di piattaforma), particolarmente ricca di biodiversità e considerata una delle più importanti del suo genere a livello mondiale.
Fauna e flora Coralli
Il parco marino di Blue Bay è noto per la sua elevata biodiversità marina, che lo rende una meta molto apprezzata per le attività di immersione e snorkeling. Sono state registrate 38 specie diverse di coralli, tra cui esemplari del genere Acropora come Acropora acuminata, Acropora aculeus e Acropora digitifera, tutte classificate come vulnerabili o prossime alla minaccia secondo la IUCN. Tra i coralli del genere Pavona figurano specie minacciate come Pavona cactus e Pavona decussata. Si trovano inoltre coralli fungo (Fungiidae), coralli di fuoco (Millepora) e alcuni esemplari di coralli cerebrali (Faviidae), tra cui uno particolarmente grande e antico, con un diametro di circa sei-sette metri e un'età stimata di oltre mille anni. Sono presenti anche grandi coralli tavola, come Acropora hyacinthus.
Fauna marina
All'interno del parco sono state identificate 72 specie di pesci appartenenti a 41 generi diversi, comprese molte tipiche specie di barriera, come pesci farfalla (Chaetodontidae), chirurgo (Acanthuridae), pappagallo (Scaridae), cometa (Calloplesiops altivelis) e damigella (Pomacentridae). Tra le specie endemiche spiccano il pesce pagliaccio mauriziano (Amphiprion chrysogaster), che vive in simbiosi con grandi anemoni, e il raro damigella Stegastes pelicieri, avvistato solo occasionalmente.
Il parco ospita inoltre sette specie di echinodermi (Echinodermata), tra cui ricci (Echinoidea) e stelle marine (Asteroidea), otto specie di molluschi (Mollusca), quattro di cetrioli di mare (Holothuroidea), nudibranchi (Nudibranchia) e spugne (Porifera). La tartaruga verde (Chelonia mydas) è frequentemente avvistata, mentre la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), un tempo molto rara, è tornata a essere presente nella zona.
Vegetazione marina Le aree più basse e sabbiose del parco sono occupate da praterie di fanerogame marine, che svolgono un ruolo ecologico importante fornendo nutrimento e rifugio a molte specie. Tra le principali fanerogame presenti si trovano Halophila ovalis e Syringodium isoetifolium, quest'ultima utile anche per la protezione dall'erosione nelle acque basse. Sono state censite anche 31 specie di alghe, tra cui spiccano quelle dei generi Ulva e Halimeda, quest'ultime rilevanti per la produzione di sedimenti calcarei utili alla crescita della barriera corallina.
Nella zona intertidale a sud-ovest del parco sono presenti due specie di mangrovie: Rhizophora mucronata e la più rara Bruguiera gymnorrhiza.
Gestione e regolamentazione
Il parco marino di Blue Bay è suddiviso in diverse zone di utilizzo regolamentato. Le attività ricreative come il nuoto e lo sci nautico sono consentite in aree specifiche. Due zone, denominate zone di protezione integrale (), coprono complessivamente 38 ettari e sono soggette alla massima protezione: qui è vietata la pesca, il transito di imbarcazioni e l'accesso non autorizzato. Una zona di conservazione meno restrittiva, estesa su 146 ettari, vieta comunque la pesca e limita l'uso di motoscafi.
La pesca sportiva con canna è consentita in alcune aree costiere, principalmente nella parte occidentale del parco. La Île des Deux Cocos, isola privata all'interno di Blue Bay che ospita un albergo, non è inclusa nei confini del parco marino.
La gestione dell'area è regolata dalle ordinanze sulle risorse marine e della pesca del 2001, che prevedono disposizioni specifiche per il sito. Un comitato direttivo interministeriale, composto da rappresentanti di vari ministeri (agricoltura, pesca, ambiente, turismo, edilizia), si occupa del coordinamento. La sorveglianza viene effettuata tramite pattugliamenti quotidiani.
Minacce ambientali Secondo il piano di gestione del 2012 del Ministero della pesca e di Rodrigues della Repubblica di Mauritius, il parco è minacciato dall'aumento incontrollato del turismo, dal traffico di imbarcazioni e dalle attività degli operatori turistici. Studi hanno anche evidenziato che le piantagioni di canna da zucchero nei pressi del parco possono contribuire all'inquinamento tramite l'apporto di nutrienti e sedimenti. Una delle principali preoccupazioni riguarda inoltre il fenomeno dello sbiancamento corallino legato al riscaldamento globale.
Tra il 2002 e il 2012, le comunità coralline del parco hanno subito gravi danni a causa di eventi di sbiancamento, ma successive analisi scientifiche hanno osservato una ripresa graduale della copertura corallina a partire dal 2009. Nel 2016, lo sbiancamento ha interessato meno del 15% dei coralli del parco, una percentuale inferiore rispetto ad altre aree di Mauritius.
Nel 2012, l'organizzazione non governativa Eco-Sud ha lanciato il programma Blue Lagoon, volto al ripristino dell'ecosistema attraverso la creazione di vivai di coralli nella baia di Grand Port, contribuendo indirettamente anche al miglioramento delle condizioni del parco marino di Blue Bay.
Altre problematiche gestionali segnalate includono una supervisione inadeguata, la carenza di formazione del personale e la mancanza di attrezzature adeguate, come radar per il monitoraggio della velocità delle imbarcazioni a motore. Anche la pesca illegale (bracconaggio) rappresenta un problema significativo.
Il caso Wakashio
Nel luglio 2020, la portarinfuse giapponese Wakashio si è incagliata nei pressi di Pointe d'Esny, provocando una grave fuoriuscita di petrolio. Inizialmente si temeva un impatto diretto sull'ecosistema del parco marino di Blue Bay, ma i venti dominanti hanno fatto defluire la marea nera verso nord, allontanandola dall'area protetta.
Una missione della Japan Disaster Relief (JDR) ha concluso, dopo i primi sopralluoghi nell'agosto 2020, che non si sono verificati danni diretti ai coralli o alle mangrovie del parco. Tuttavia, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l'incidente possa aver modificato le correnti nella laguna, con potenziali effetti a lungo termine ancora da determinare.
Note
Altri progetti
Categoria:Aree naturali protette di Mauritius Categoria:Aree marine Categoria:Luoghi di immersione in Africa Categoria:Zone umide