La Villa della Sirena è una villa situata in località Frattocchie, nel territorio comunale di Marino.
Origini del nome La villa deve il proprio nome alla raffigurazione di una sirena bicaudata, che era stata collocata in una nicchia della fontana sul fianco della palazzina rivolto verso la via Appia. La sirena bicaudata era uno degli emblemi araldici della famiglia Colonna, risalente alla memoria della battaglia navale di Ponza combattuta da Antonio Colonna nel 1435.Vincenzo Celletti, I Colonna principi di Paliano, Ceschina 1960, p. 25.
La sirena non era una scultura interna, ma la giustapposizione di un frammento di statua raffigurante Paride nell'atto del giudizio con la mela in mano, completata da due code in stucco, appoggiata ad un frammento di capitello antico. L'emblema fu rimosso dalla villa intorno al 1925, prima della vendita del complesso ai religiosi trappisti.
Storia
L'Osteria "delle Frattocchie", posta lungo la via Appia, nel territorio di Marino, è una delle più antiche osterie della Campagna romana. Il feudo di Marino appartenne dal 1419 al 1816 alla famiglia Colonna. La tenuta di Frattocchie fu acquistata nel 1648.
La palazzina della villa fu costruita tra il 1651 ed il 1653 all'interno della tenuta di Frattocchie per volontà del cardinale Girolamo I Colonna disegno riconducibile all'architetto Antonio Del Grande. Faceva parte del sistema di ville erette dalla famiglia Colonna nel territorio del ducato di Marino, insieme alle ville di Belpoggio, Bevilacqua, al Palazzo di Marino con i Giardini ed il Barco, ed alla villa del Cardinale a Palazzolo, nel territorio di Rocca di Papa. Il cardinale era succeduto nel titolo di duca di Marino al padre Filippo, che aveva istituito in suo favore una seconda primogenitura.
Murature romane, rimesse attualmente in luce sul fianco sinistro della palazzina, fanno ritenere che l'edificio sorga su strutture preesistenti di epoca romana; la presenza di uno stemma dei Colonna risalente all'epoca di papa Martino V (1417-1431) permette di ipotizzare che la villa abbia sostituito un precedente edificio, forse una casa-torre.
Contestualmente alla palazzina, venne ristrutturata l'antistante chiesa di San Girolamo, adiacente all'edificio che ospitava l'Osteria. La chiesa è stata demolita nel 1956, quando fu edificata la nuova parrocchiale di San Giuseppe.
La villa di Frattocchie divenne una tappa del percorso del "treno" papale in occasione delle villeggiature presso le Ville pontificie di Castel Gandolfo. Vi fu ospitato papa Innocenzo XII nel 1693; nel 1710 papa Clemente XI visitò la villa, ed il principe Colonna fece commemorare l'evento con una iscrizione. Papa Benedetto XIII vi passò nel 1727, mentre era in viaggio verso Benevento, evento commemorato da un'altra iscrizione. Nel 1747 vi transitò papa Benedetto XIV, omaggiato con "un trionfo di butirro, un bacile di sparaci, una cassa di vini, una grossa ombrina ed una vitella"; l'anno successivo il papa di passaggio per Frattocchie ricevette invece in dono "un pane di butirro, un bacile di cedrati, uno di sparaci, due di prosciutti, ventiquattro fiaschi di vini ed una vitella mongana" (da latte).
Quando la tenuta fu concessa in affitto, la palazzina venne utilizzata come magazzino di prodotti agricoli.
Nel 1929 la proprietà fu acquistata dall'Ordine cistercense della stretta osservanza, che fondarono qui il convento dei Padri Trappisti.
Descrizione
La palazzina ha un corpo centrale avanzato che si proietta verso il cancello. Gli ambienti interni sono disposti a scacchiera; la rampa di scale a lumaca è inserita nel corpo aggettante.
Nel salone del secondo piano è incisa l'epigrafe:
Note
Bibliografia
Categoria:Ville di Roma Categoria:Residenze dei Colonna a Marino