Nella battaglia di Fidene uccise il re di Veio, Tolumnio, e per questo fu insignito delle spoglie opime,Plutarco, Vita di Romolo, 16, 7. la più alta onorificenza romana (che dovevano essere condotte nel tempio di Giove Feretrio), che era conferita solo ai comandanti che uccidevano in battaglia il comandante nemico. In tutta la storia di Roma, solo tre persone ebbero le spoglie opime: Romolo, Cornelio Cosso e Marco Claudio Marcello, che uccise in battaglia Viridomaro, un condottiero gallo.

La battaglia di Fidene A narrare l'episodio è Tito Livio nella sua Ab urbe conditaLivio, Ab urbe condita, IV 17-19. Ma proprio il suo racconto ha creato alcuni problemi di interpretazione, dato che Cosso compare come tribuno militare. Ed è lo stesso Livio a discutere di quest'incongruenza:

Primo consolato Aulo Cornelio Cosso divenne console nel 428 a.C. insieme a Tito Quinzio Peno Cincinnato, al suo secondo consolatoTito Livio, Ab Urbe condita, IV, 30..

Durante il consolato Roma fu colpita dall'ennesima carestia, cui seguirono casi di pestilenza, che favorì la diffusione di riti superstiziosi in città.

Infine si registrarono razzie ad opera dei Veienti, a cui si decise di rispondere l'anno successivo.

Tribunato consolare Nel 426 a.C. fu nominato tribuno consolare con Tito Quinzio Peno Cincinnato, Marco Postumio Albino Regillense e Gaio Furio Pacilo FusoTito Livio, Ab Urbe condita, IV, 31., con il compito di condurre la guerra contro Veio.

Effettuata la leva, mentre i primi tre conducevano l'esercito in territorio etrusco, ad Aulo Cornelio Cosso fu affidato il compito di proteggere la città. Lo scontro ebbe esito negativo per i Romani, soprattutto per l'incapacità dei tre tribuni di coordinare le proprie azioni.

A Roma la notizia della sconfitta fu accolta con terrore, tanto che il senato decise di nominare un dittatore, ricorrendo per la terza volta a Mamerco Emilio Mamercino, che nominò Aulo Magister equitumTito Livio, Ab Urbe condita, IV, 3, 31.

Secondo consolato Aulo Cornelio Cosso divenne console per la seconda volta nel 413 a.C. insieme a Lucio Furio MedullinoTito Livio, Ab Urbe condita, IV, 4, 51, anche se Diodoro e Cassiodoro indicano come console dell'anno Marcus Cornelius Cossus.

I due consoli guidarono le indagini per l'ammutinamento dell'anno precedente, che aveva portato alla morte del tribuno consolare Marco Postumio Regillense, arrivando al giudizio di colpevolezze per pochi soldati, che furono indotti al suicidio.

Note

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