Le elezioni parlamentari in Argentina del 2025 si sono tenute il 26 ottobre per il rinnovo di parte del Congresso nazionale (metà dei deputati ed un terzo dei senatori).

Esse, in controtendenza rispetto ai sondaggi più recenti (che la ritenevano sfavorita), hanno visto una contundente vittoria di La Libertà Avanza (LLA), formazione politica guidata dal Presidente in carica Javier Milei che, avendo ottenuto ben 64 seggi alla Camera dei deputati e 13 seggi al Senato (pur non avendo conquistato la complessiva maggioranza assoluta auspicata), ha comunque potuto conferire al Capo dello Stato un significativo sostegno parlamentare al suo potere di veto, necessario per impedire ogni tipo di modifiche dell’opposizione, verificatesi varie volte proprio a causa della sottrazione di quest’ultimo in occasione delle elezioni precedenti, al proprio indirizzo politico. Ciò è accaduto a discapito della formazione Forza Patria (FP) che, pur avendo visto un rafforzamento negli ultimi momenti della campagna elettorale (complice una rilevante vittoria alle elezioni locali nella Provincia di Buenos Aires), ha alla fine ottenuto solo 47 seggi alla Camera e 9 al Senato, risultando così la principale sconfitta da questa tornata elettorale, complice anche un programma politico ritenuto poco convincente. Eventi altresì rilevanti della tornata, infine, sono stati alcuni movimenti minori e, nonostante l’obbligo, una drastica riduzione della partecipazione al voto, sintomo di una forte disillusione politica.

Sistema elettorale Disposizioni generali Il voto in Argentina è permesso ai cittadini a partire dai 16 anni di età. Tuttavia, mentre gli individui minorenni non hanno l’obbligo di andare a votare, tutti i cittadini maggiorenni (a partire dai 18 anni) sono invece vincolati da tale norma, salvo per eventuali motivi comprovati ed accettati dalla legge, pena il pagamento di una multa. Al raggiungimento dei 70 anni, tuttavia, l’obbligo decade anche per i cittadini maggiorenni.

Novità di questa tornata elettorale, tuttavia, sono state l’introduzione, grazie ad una riforma del 2024 che ha sostituito il sistema previgente basato su diverse carte pre-stampate e ritagliablili consegnate direttamente dai partiti politici, di un’unica scheda elettorale uniforme e stampata dallo Stato (la cosiddetta Boleta Única de Papel — BUP), in cui è invece possibile crociare i candidati scelti sempre ammettendo eventualmente il voto disgiunto, nonché la sospensione fino ad almeno il 2027, attuata con una legge del 2025 ed ufficialmente per problemi derivanti dagli alti costi di indizione, delle elezioni primarie aperte (Primarias, Abiertas, Simultáneas y Obligatorias - PASO) a livello federale, introdotte sempre tramite legge nel 2011 con lo scòpo di selezionare democraticamente ed in anticipo i candidati di ciascuna coalizione che sarebbero poi stati inseriti nelle liste elettorali e “scremare” così la scena politica.

Applicazione pratica

Camera dei Deputati La Camera dei Deputati, che rinnova la metà dei componenti ogni due anni, elegge i suoi membri secondo un sistema proporzionale attuato in 24 collegi plurinominali, corrispondenti alle province nazionali.

I seggi sono, in seguito, assegnati tramite il metodo D'Hondt. È prevista una soglia di sbarramento del 3% in ciascuna circoscrizione.

Senato Il Senato, che invece rinnova un terzo dei componenti ogni due anni, elegge i suoi membri secondo un sistema maggioritario limitato attuato nei medesimi 24 collegi plurinominali, corrispondenti alle province nazionali. In questo caso, poiché ognuna di queste elegge tre senatori, la legge elettorale afferma che la formazione che ottenga più voti riceva due seggi, mentre l’ultimo seggio sia assegnato al partito giunto secondo in quella determinata zona.

Sondaggi politici

Risultati Camera dei Deputati

Senato

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