Le relazioni bilaterali tra Kirghizistan e Uzbekistan fanno riferimento ai rapporti diplomatici ed economici tra la Repubblica del Kirghizistan e la Repubblica dell'Uzbekistan.

Il Kirghizistan ha un'ambasciata a Tashkent. L'Uzbekistan ha un'ambasciata a Biškek. Entrambi i Paesi sono membri della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), dell'Organizzazione della cooperazione centro-asiatica (CSTO), dell'Organizzazione della cooperazione islamica (OCI), dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Storia Prima dell'indipendenza Nel XIX secolo, i russi iniziarono la loro conquista dell'Asia centrale. In quel periodo, l'Impero russo aveva principalmente attaccato gli emirati dell'Asia Centrale, come l'Emirato di Bukhara e il Khanato di Khiva. I russi invasero anche il territorio kirghiso sotto il dominio della dinastia Qing, annesso successivamente alla regione del Turkestan russo. La capitale fu stabilita nella città uzbeka di Tashkent, e da quel momento iniziarono ad intensificarsi le tensioni tra il popolo kirghiso e quello uzbeko. A differenza del conflitto tra tagiki e uzbeki, il conflitto tra kirghisi e uzbeki si sviluppò con maggiore lentezza. I russi descrivevano i kirghisi come "nomadi" e gli uzbeki come "sedentari".

Dopo il crollo dell'Impero russo nel 1917, la rivolta dei Basmachi sfociò in una guerra che coinvolse tutta l'Asia centrale. Kirghisi e uzbechi si unirono per combattere contro le forze russe. Tuttavia, a causa della mancanza di preparazione e di esperienza, la rivolta fallì rapidamente, e con l'ascesa del regime sovietico, i russi ripristinarono l'ordine nella regione.

Durante la seconda guerra mondiale, molti popoli caucasici (come georgiani, azeri, armeni e circassi) furono costretti all'esilio. Molti di loro rimasero in Asia centrale, e una gran parte di queste popolazioni risiedono ancora oggi in Uzbekistan.

Tuttavia, dal termine della guerra, i conflitti tra i kirghisi e gli uzbeki cominciarono a degenerare in scontri più ampi. Nel 1990, poco prima del crollo dell'Unione Sovietica, scoppiarono i disordini di Oš, che causarono quasi morti, per lo più tra etnie kirghise e uzbeke. Gli scontri ebbero inizio a giugno e terminarono ad agosto, ma le conseguenze lasciarono la regione in una situazione instabile, senza una risoluzione chiara.

Dopo l'indipendenza Nei primi anni dell'indipendenza, le relazioni tra il Kirghizistan e l'Uzbekistan si sono caratterizzate da una marcata asimmetria politica ed economica, in particolare sotto la guida del presidente uzbeko Islom Karimov. L'influenza dell'Uzbekistan si è fatta sentire soprattutto nella parte meridionale del Kirghizistan, dove è presente una consistente minoranza uzbeka e dove sussistono stretti legami economici e geografici tra le due regioni. Una delle principali leve di pressione utilizzate da Tashkent nei confronti di Biškek è stata la fornitura di gas naturale: una parte significativa del fabbisogno energetico kirghiso dipendeva infatti dalle esportazioni uzbeke. In più occasioni, il governo uzbeko ha sospeso o modificato unilateralmente le condizioni delle forniture, impiegando l'interruzione dei flussi attraverso i gasdotti come strumento di pressione politica. Le relazioni personali tra i due leader dell’epoca riflettevano tale squilibrio: mentre il presidente uzbeko Karimov si rivolse in modo condiscendente al suo omologo kirghiso Askar Akayev durante interventi televisivi trasmessi nelle regioni di Oš e di Žalalabad, Akayev mantenne invece un tono rispettoso nei confronti di Karimov.

Un ulteriore elemento di tensione riguardava la delimitazione del confine tra i due Paesi, questione che affondava le sue radici nella demarcazione nazionale-territoriale della metà degli anni '20, quando il territorio della valle di Fergana, un tempo unita e multietnica, fu diviso tra tre repubbliche. Dopo l'indipendenza nel 1991, furono istituiti controlli alle frontiere, creando alcune difficoltà per le popolazioni di questi stati che vivevano nelle zone di confine. Ancora nella metà degli anni 2000, circa il 15% della frontiera (pari a circa ) risultava ancora non delimitata a causa di controversie legate a enclavi e territori contesi.

Dall'ascesa al potere di Shavkat Mirziyoyev in Uzbekistan nel 2016 e dal cambio di presidente in Kirghizistan, sono emerse dinamiche positive nelle relazioni tra i due Paesi. Gli scambi culturali tra i Paesi nelle zone di confine sono aumentati. Nel marzo 2021, durante la visita ufficiale del Presidente del Kirghizistan in Uzbekistan, sono stati consegnati al popolo kirghiso, a nome del popolo uzbeko, oltre dieci veicoli di pronto soccorso. In occasione dei colloqui tra i leader e le delegazioni dei due Paesi, è stata concordata la creazione di un fondo d'investimento congiunto Uzbekistan-Kirghizistan con un capitale iniziale di 200 milioni di dollari statunitensi, e sono state affidate ai rispettivi governi le competenze per avviarne l'operatività. Durante la visita sono stati inoltre firmati 22 documenti bilaterali, che coprono quasi tutti gli ambiti della cooperazione tra i due Stati.

Il processo di delimitazione dei confini tra i due Paesi è stato completato il 27 gennaio 2023.

Relazioni economiche Nel 2020, il volume del commercio bilaterale tra i due paesi ha raggiunto i 903,1 milioni di dollari. Di questi, le esportazioni ammontano a 756,6 milioni di dollari, mentre le importazioni sono pari a 146,5 milioni di dollari. Alla data del 1º gennaio 2021, in Uzbekistan operano 183 aziende con partecipazione di capitale kirghizo: di queste, 104 sono joint venture, mentre 79 sono interamente controllate da capitale estero.

Nel 2024, nel villaggio di Ak-Suu nella regione di Čuj, è stato inaugurato uno stabilimento congiunto uzbeko-kirghiso per l'assemblaggio di automobili da kit UzAuto Motors.

Nel 2024 il volume degli scambi commerciali tra i due paesi ha raggiunto gli 846,4 milioni di dollari. Nella struttura del commercio bilaterale, le esportazioni hanno raggiunto i 513,3 milioni di dollari e le importazioni i 333,1 milioni di dollari, il che testimonia il saldo positivo del commercio estero per il Kirghizistan.

Accordo di fornitura di energia elettrica Nel marzo del 2021 Uzbekistan e Kirghizistan hanno raggiunto un accordo per la fornitura reciproca di energia elettrica.L'Uzbekistan fornirà al Kirghizistan fino a 750 milioni di kilowattora di energia elettrica tra marzo e ottobre 2021 e nei mesi di marzo e aprile 2022. Questa cooperazione ha lo scopo di facilitare l'accumulo d'acqua nel bacino idrico di Toktogul, con l'obiettivo di garantire l’approvvigionamento idrico all'agricoltura uzbeka durante il periodo 2021–2023. In cambio, il Kirghizistan restituirà un volume equivalente di energia elettrica nei mesi di giugno-agosto degli stessi anni.

Visite Nel corso delle relazioni bilaterali tra Uzbekistan e Kirghizistan, diversi capi di Stato hanno compiuto visite ufficiali.

Dal lato uzbeko, il presidente Islom Karimov ha effettuato numerose visite in Kirghizistan: la prima il 16 gennaio 1994, seguita da un'altra il 26–27 settembre 2000, e successivamente nel 2007 e nel 2013. Dopo di lui, il suo successore, Shavkat Mirziyoyev, ha visitato il Kirghizistan nel 2017, segnando una fase di rinnovato dialogo tra i due Paesi.

Per quanto riguarda i presidenti kirghisi, Askar Akaev ha compiuto tre visite ufficiali in Uzbekistan, rispettivamente nel 1992, nel 1996 e nel 1998. In seguito, Kurmanbek Salieviç Bakiev ha visitato il Paese nel 2006. Un nuovo slancio alle relazioni è stato impresso nel 2017, quando sia Almazbek Atambaev sia il suo successore Sooronbay Jeenbekov si sono recati in visita ufficiale in Uzbekistan.

Note

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