Biografia Paulina Maria Francisca Atala Stamaty era figlia di Constantin Stamaty (1761-1818), un diplomatico originario di Costantinopoli, e di Marie-Thérèse Nanine Surdun (1776-1846). Aveva due fratelli: Camille-Marie Stamaty (1811-1870) e Pie-Joachim-Amédée-Emmanuel Stamaty (1805-1831). Venne battezzata il 13 agosto del 1803 a Roma, e il suo padrino fu François-René de Chateaubriand, l'autore del romanzo Atala.
Stamaty divenne un'allieva di Ingres, un artista francese che risiedette in Italia dal 1806 al 1824, grazie a una borsa di studio. Ingres ritrasse la famiglia della sua allieva in un disegno del 1818 circa, conservato al museo del Louvre:Salmon 2006, p. 23. sullo sfondo è presente un tondo che ritrae la testa della Grande odalisca, dipinta da Ingres nel 1814. Secondo alcuni studiosi, invece di essere la riduzione dipinta dallo stesso Ingres e oggi conservata a Cambrai, il tondo raffigurato nel disegno sarebbe una copia disegnata proprio da Atala, datata 1816 e conservata al museo Ingres Bourdelle di Montauban. Allora la Grande odalisca non era nota al grande pubblico, in quanto sarebbe stata esposta per la prima volta solo al Salone del 1819.Sharifzadeh 2013, p. 13. Lo studioso Dimitri Salmon ha ipotizzato che il volto dell'odalisca possa corrispondere a quello della giovane Atala, ma va detto che quest'ultima aveva solo dieci anni quando venne dipinta l'opera.Salmon 2006, pp. 24-25.
Intorno al 1820, poco dopo aver compiuto sedici anni, ella sposò Michel Augustin Varcollier (1795-1882), consigliere della prefettura della Senna, e in seguito capo della divisione di belle arti della prefettura della Senna.Johnson e Ogawa 2005, p. 52. Ella espose al Salone dal 1827 al 1833.
Fu una copista di professione, e nel 1831 lo stato francese acquistò una sua tela che si rifaceva alla Sacra Famiglia di Raffaello. Nella cattedrale di Sant'Andrea a Bordeaux si conserva una copia della pala d'altare dipinta da Guillaume Courtois, detto il Borgognone, per l'altare maggiore della chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, a Roma. In seguito Atala Stamaty avrebbe realizzato una copia del celebre Autoritratto a 24 anni del suo maestro Ingres (dopo i ritocchi effettuati da quest'ultimo nel 1850).Tinterow et alii 1999, p. 457.Cuzin e Salmon 2006, p. 82.
Morì all'età di ottantadue anni nella sua casa situata nel settimo arrondissement di Parigi. Venne sepolta l'8 settembre del 1885 nella sedicesima divisione del cimitero di Montmartre.
Note
Bibliografia Jean-Pierre Cuzin (dir.) e Dimitri Salmon, Ingres: Regards croisés (catalogo di una mostra), Paris, Menges, 2006. Atala Kergall, «Atala Stamaty, filleule de Chateaubriand et élève d'Ingres», in Bulletin de la Société Chateaubriand, vol. I, 1955-1957, pp. 27-28. Deborah J. Johnson e David Ogawa, Seeing and Beyond. Essays on Eighteenth- to Twenty-first Century Art in Honor of Kermit S. Champa, Peter Lang, 2005. Ghislaine Plessier, «Atala Stamaty, filleule de Chateaubriand et élève d'Ingres», in Bulletin de la Société Chateaubriand, vol. XXXVI, 1993, pp. 51-58. Dimitri Salmon, Ingres: "La Grande Odalisque", Paris, Musée du Louvre Editions, 2006. Lilas Sharifzadeh, Jean-Auguste-Dominique Ingres: Variations sur un thème – La Grande Odalisque – Découverte d'une réplique autographe (catalogo di una mostra), Paris, Galerie Hubert Duchemin, 2013. Gary Tinterow, Philip Conisbee e Hans Naef, Portraits by Ingres: Image of an Epoch, New York, Metropolitan Museum of Art, 1999.
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