La scuola di Bukhara era un collettivo di calligrafi e miniaturisti persiani attivi nella città uzbeka di Bukhara sotto le dinastie degli Shaybanidi (1500-98) e degli Janidi (1599-1785). Molti di questi artisti si recarono in città a seguito delle frequenti incursioni su Herat da parte di Ubaidullah Khan.

Storia

Sotto gli Shaybanidi Sotto gli Shaybanidi, il Khanato di Bukhara accolse diversi artisti persiani provenienti da Herat che influenzarono notevolmente lo stile della produzione locale di manoscritti, opere calligrafiche e dipinti, almeno fino al secondo quarto del XVII secolo. Durante il regno di Ubaidullah Khan si attestò una fiorente produzione artistica, come riportato dai cronisti locali Wasifi, Ḥasan Neṯārī e Mirza Muhammad Haidar Dughlat, anche se non è stato rinvenuto alcun manoscritto illustrato dedicato al sovrano.

Successivamente vi furono due ondate di influenza tardo-gotica dello stile di Herat. La prima trae origine dall'arte timuride caratteristica della corte del sultano Husayn Bayqara ed è evidente in un noto manoscritto del Mehr o Moštarī di Assar Tabrizi del 1523 copiato a Bukhara, così come in una copia de Il roseto di Saʿdi conservata alla Fondazione Martin Bodmer di Ginevra. La seconda ondata invece copre un periodo tra il 1530 e il 1540 che coincide con il regno di Abd al-Aziz Sultan ibn Ubayd Allah Khan. Lo stile di questi manoscritti sembra derivare dall'arte safavide del 1525 circa, portata a Bukhara da Sheikhzadeh, pittore di Herat che era stato allievo di Kamāl ud-Dīn Behzād. Martin Dickson e Stuart Cary Welch ritengono che la pittura di Behzād si fosse diffusa nella corte safavide dopo l'ascesa al trono di Tahmasp I e che avesse soppiantato lo stile di Tabriz del pittore Sultan Mohammed. Caratteristica principale di questo stile è l'appiattimento dello spazio architettonico e dei volti femminili, e ciò si può riscontrare in una copia de I sette scenari (Haft manzáar) di Hatefi del 1538 prodotta a Bukhara e conservata alla Freer Gallery of Art, nonché in manoscritti successivi dedicati ad Abd al-Aziz Sultan ibn Ubayd Allah Khan, il più pregiato dei quali è una copia di tre masnavi nota come Rawżat al-moḥebbīn (1549) e conservata nel Museo Salar Jung di Hyderabad. Questo manoscritto vanta illustrazioni di pittori del calibro di 'Abd Allah Musawwir, Mahmud Muzahhib e Šayḵam b. Mollā Yūsof Heravī.

Ad Abd al-Aziz Sultan succedette Yar Muhammad Khan, che continuò a promuovere la produzione libraria di corte. Sotto il suo regno vennero editi alcuni volumi delle poesie di Ali-Shir Nava'i, oggi conservati alla Biblioteca Bodleiana di Oxford e alla Biblioteca nazionale di Francia, che contengono illustrazioni di 'Abd Allah Musawwir, Mahmud Muzahhib e alti pittori. Per il sovrano Abdullah Khan II venne prodotta una copia dello Shāh-Nāmeh di Firdusi contenente il più grande ciclo di illustrazioni conosciuto in un manoscritto della corte di Bukhara. Questo manoscritto è conservato nella Biblioteca del Palazzo di Topkapı a Istanbul.

Con il calo del mecenatismo shaybanide, diversi artisti di corte lasciarono Bukhara per recarsi nell'India dei Moghul. Nel 1568 un pittore anonimo di Bukhara realizzò una copia del Khosrow e Shirin di Hatefi per Ibrahim Quli Qutb Shah Wali del sultananto di Golconda (Biblioteca orientale Khuda Bakhsh, Patna). Nelle illustrazioni di questo manoscritto lo stile figurativo di Bukhara si combina con i paesaggi dell'altopiano del Deccan.

Nell'ultimo quarto del XVI secolo Bukhara e il resto del Grande Khorasan passarono sotto il dominio uzbeko e ciò coincise con l'arrivo di nuove influenze artistiche provenienti da Mashhad e da Herat. Tra questi eventi e la riconquista dell'area da parte dei Safavidi, le miniature dipinte nel Khorasan mostrano giovani che indossano turbanti uzbeki avvolti attorno a caratteristici kolāh (letteralmente "cappelli") a forma di cono, il ché lascia supporre che gli artisti locali lavorassero per nuovi mecenati uzbeki.

Sotto gli Janidi Sotto gli Janidi, il nuovo stile del Khorasan impattò su diversi manoscritti, come una copia del Bustan di Saʿdi conservata alla Chester Beatty Library di Dublino che contiene una miniatura di Moḥammad-Šarīf del 1616. Lo stile di questo artista combina paesaggi e figure maschili tipiche della pittura del Khorasan di fine XVI secolo con la ricca decorazione architettonica e le figure femminili dei primi anni della scuola di Bukhara. Altri pittori che illustrarono questo manoscritto furono Moḥammad-Darvīš e Muhammad Murad Samarqandi.

L'autore Moḥammad-Amīn b. Mīrzā Moḥammad-Zamān Boḵārī Sofyānī menziona nel suo Moḥīṭ al-tawārīḵ (1697-98) alcuni calligrafi e artisti attivi nelle corti di Abd al-Aziz Khan (1647-80) e Subhan Quli Khan (1682-1702), ovvero Muhammad Muqim (attivo nel 1625-70 circa), il suo contemporaneo Mollā Behzād (nato Manṣūr), ʿAważ-Moḥammad e Gedā-ye Naqqāš.

Note

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